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Campari sfonda nell’e-commerce, utili d’oro per Diageo e Lvmh

Il settore delle bevande alcoliche si sta rivelando una medicina contro l’aumento dei tassi. Vendite in forte ripresa, dividendi in salita e acquisizioni. Ecco i movimenti dei grandi del settore

Campari sfonda nell’e-commerce, utili d’oro per Diageo e Lvmh

Scende in Piazza Affari Campari -1,8%, a ridosso dei 10 euro, solo d’un soffio meglio dell’indice in pesante caduta a fronte del ritorno dei Btp sopra l’1% e dei venti di inflazione in arrivo da oltre Oceano. Quasi un’eccezione perché finora il titolo principe delle bevande si era rivelato uno scudo contro l’Orso nei giorni di magra.

Eppure, dalla stagione delle trimestrali emerge che i Big del settore possono vantare non solo risultati eccellenti, ma anche ottime prospettive. Si è sbilanciato in questa direzione Philippe Schauss, responsabile di Moet Hennessy, una delle divisioni dell’armata del lusso Lvmh che in un’intervista al Financial Times, parla addirittura di una “prossima rinascita degli spiriti”. Stavolta, è il suo ragionamento, non siamo di fronte ad una crisi economica che incide sui consumi. Al contrario, i consumatori hanno più quattrini in tasca, specie in Usa e Regno Unito. E si vede. Nel primo trimestre le vendite sono risalite del 12 per cento e già sfiorano i livelli pre-pandemia. Niente male se si pensa quanto ha inciso lo stop a bar ristoranti, per non parlare del coprifuoco. E così si spiegano i propositi battaglieri della griffe che per la primavera prevede il lancio in grande stile del Chateau d’Esclans, rosato frizzante di Provenza, ma soprattutto un’arma segreta, lo Chandon Garden Spritz, per contrastare l’avanzata di Aperol, regno dell’aperitivo sulle due sponde dell’Oceano.

La ditta milanese, ormai elevata al rango di grande del settore drink & Beverages, non sta a guardare. Anzi ha già sferrato la controffensiva sul mercato francese, il più importante anche perché biglietto da visita insostituibile per gli appassionati del bere. La scorsa settimana Tannico, la più importante enoteca online del Bel Paese, ha rilevato il controllo di Venteàlaproprieté (34,5 milioni le vendite 2020) uno dei principali siti di e-commerce transalpini. Un’operazione da 32 milioni di euro che consentirà a Tannico di raddoppiare bottiglie e fatturato in giro per il mondo con un obiettivo di 80 milioni di fatturato. 

Ma dietro Tannico (37 milioni il giro d‘affari 2020) non c’è solo più il talento di Marco Magnocavallo e dei suoi soci, capaci di far decollare la start up nata nel 2013, una delle esperienze di e-commerce più riuscite nel Bel Paese, ma proprio Campari che ha rilevato il 49% della società nella scorsa estate con licenza di salire in maggioranza. Cosa che è avvenuta con la sottoscrizione dell’aumento di capitale necessario per completare l’operazione tra le due superpotenze del vino. “Noi siamo stati probabilmente più innovativi sul fronte del digitale – spiega Magnocavallo –  loro hanno lavorato molto sulle cantine locali e questo ci permetterà di accedere a una grande selezione di vini francesi che arricchirà il catalogo sul mercato italiano senza doverci rivolgere ad alcun intermediario”. “Questa operazione è l’occasione unica per riunire due leader dell’e-commerce di vino nei rispettivi Paesi con competenze complementari che ne assicurano la crescita futura” ha aggiunto Clotaire Dumetz, Ceo del gruppo francese . 

In termini economici l’effetto del deal è senz’altro modesto ma è stato apprezzato dagli analisti per più motivi a partire dalla crescita del fatturato digitale che ha registrato risultati straordinariamente positivi negli ultimi anni con un’accelerazione dall’epidemia di pandemia. Inoltre, consente di crescere sul mercato francese, tra i più importanti. E, non ultimo di consolidare in bilancio Tannico, finora contabilizzato tra le associate, un marchio con notevoli prospettive di crescita in un settore in odore di boom.

La conferma arriva da Diageo, il colosso del Johnny Walker e della vodka Smirnoff, che ha deciso di aumentare il dividendo ai soci dopo l’aumento delle stime sui profitti: grazie al Covid-19 i consumi saliranno “almeno del 14%” quattro punti in più delle stime. Alla faccia dell’aumento dei tassi.

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