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Venezuela: la Ue riconosce Guaidò, Mattarella incalza il governo

Scaduto l’ultimatum a Maduro, le grandi capitali europee riconoscono Juan Guaido come presidente del Venezuela in attesa di indire le nuove elezioni presidenziali . Di fronte al silenzio del governo italiano, scende in campo il Quirinale: “Nessuna incertezza tra democrazia e violenza”. Maduro scrive al Papa

Venezuela: la Ue riconosce Guaidò, Mattarella incalza il governo

Gran Bretagna, Francia, Austria, Germania, Olanda e Spagna rompono ogni esitazione. Allo scadere dell’ultimatum lanciato al presidente Nicolas Maduro, le grandi capitali europee hanno riconosciuto ufficialmente Juan Guaidò, autoproclamatosi presidente ad interim del Venezuela, fino alle prossime elezioni presidenziali. Si sono mossi, con annunci quasi in contemporanea, il premier spagnolo Sanchez, il cancelliere austriaco Kurz e i ministri degli esteri di Parigi, Le Drian, e di Londra, Jeremy Hunt, mentre Parigi dà legittimità a Guaidò di indire le elezioni presidenziali. Il governo italiano tace ma, a fronte di questo silenzio, è sceso in campo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Non ci può essere incertezza nè esitazione nella scelta tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza”, ha detto il Presidente Mattarella chiedendo senso di responsabilità e chiarezza in Italia per il Venezuela su una linea condivisa con gli alleati e i partner europei.

Sul versante opposto, Nicolas Maduro ha detto di aver scritto al Papa.  “Ho inviato una lettera a papa Francesco – ha detto in una intervista a Sky TG24 – spero che sia in viaggio o che sia arrivata a Roma, al Vaticano, dicendo che io sono al servizio della causa di Cristo. E con questo spirito gli ho chiesto aiuto, in un processo di facilitazione e di rafforzamento del dialogo, come direzione. Io chiedo al Papa che produca il suo miglior sforzo, la sua volontà per aiutarci nella strada del dialogo. Speriamo di ricevere una risposta positiva”.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna “riconosce ufficialmente Juan Guaidò come presidente legittimo del Venezuela”. “Nelle prossime ore – ha proseguito il premier spagnolo – mi metterò in contatto con i governi europei e latinoamericani che vogliono unirsi” a questo riconoscimento.

Londra, Vienna e Berlino si sono mosse di conserva. La Gran Bretagna “assieme con i suoi alleati europei riconosce Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela fino a quando si potranno tenere elezioni credibili”, ha annunciato il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt. “Nicolas Maduro non ha convocato le elezioni presidenziali entro il limite di otto giorni che avevamo stabilito”, ha sottolineato il ministro augurandosi che questa riconoscimento “ci porti più vicini alla fine di questa crisi umanitaria”.  In Austria è stato direttamente il cancelliere Sebastian Kurz a muoversi mentre in Germania il riconoscimento di Guaidò è arrivato per bocca della portavoce della cancelliera Angela Merkel, nel corso di una conferenza stampa. Anche i Paesi Bassi “riconoscono Juan Guaidò come presidente ad interim del Venezuela. Vogliamo che libertà e democrazia tornino” nel Paese “il prima possibile”. Così il ministro degli Esteri olandese Stef Blok, che ricorda come gli otto giorni per convocare elezioni libere e democratiche siano scaduti oggi, lunedì.

Maduro può invece contare sul sostegno di Mosca che considera la posizione europea come  come “intromissione negli affari interni” del Paese sudamericano. Per conto di Vladimir Putin ha parlato direttamente il portavoce del Cremlino Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “La crisi politica interna in Venezuela può essere risolta solo dai venezuelani stessi”, ha sottolineato Peskov. “L’imposizione di qualsiasi soluzione o il tentativo di legittimare il tentativo di usurpazione del potere è, a nostro avviso, interferenza diretta negli affari interni del Venezuela”, ha detto Peskov, citato dalla Tass.

Sullo stesso argomento leggi anche il commento di Claudia Segre.

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