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Effetto Fitch su spread e banche: oggi il test della Borsa

Oggi Wall Street è in vacanza per la festa del Labour Day ma la seduta di Piazza Affari è il primo test sull’effetto del complesso verdetto dell’agenzia Fitch sul debito italiano, senza dimenticare le ripercussioni negative delle oscillazioni del Governo sulla politica di bilancio, della guerra dei dazi e della crisi di Argentina e Turchia

Effetto Fitch su spread e banche: oggi il test della Borsa

L’ombra dei dazi sulla Cina, il rischio di una tempesta valutaria su Argentina e Turchia, l’effetto Fitch sulla Borsa italiana. Diversi fattori negativi impediscono ai mercati di approfittare oggi della chiusura di Wall Street, oggi in vacanza per la festa del Labour Day. E così i listini asiatici hanno aperto la settimana in terreno negativo, a partire dalla Cina (Shanghai -0,9%, sotto del 5,3% nell’ultimo mese) e da Tokyo (-0,5%).

LA MANIFARTTURA CINESE AI MINIMI DA 14 MESI

A condizionare gli umori della Borsa cinese sono i dati di stamane sull’andamento della congiuntura: l’attività manifatturiera ad agosto è scesa ai minimi da 14 mesi anche a causa di una significativa frenata dell’export. Non ha avuto effetto il richiamo di Xi Jingping, che domenica ha ribadito la volontà di accelerare le riforme economiche e di difendere la libertà dei commerci: i mercati sono convinti che Trump procederà domani all’aumento delle tariffe sull’import cinese.

SOS A BUENOS AIRES: FRANKLYN TEMPLETON PERDE 1,2 MILIARDI

Intanto le tensioni sulle valute emergenti spingono all’insù le valute rifugio, prima fra tutte il franco svizzero, ai massimi da un anno sull’euro (1,1240). La scorsa settimana il peso argentino ha perso il 20% del suo valore (-38% ad agosto) nonostante l’aumento dei tassi fino al 60%. Domani Christine Lagarde incontrerà il presidente argentino Mauricio Macri: in settimana il Fondo Monetario dovrà decidere se anticipare il prestito di 50 miliardi di dollari chiesto lo scorso maggio.

La crisi argentina intanto ha provocato le prime vittime: Franklyn Templeton, una delle case più prestigiose specializzate sui mercati emergenti, ha accusato nelle ultime due settimane perdite per 1,23 miliardi di dollari sui titoli di Buenos Aires trascinando in giù del 4,3% il suo Global Fund, ben distribuito anche in Italia. Prende così consistenza il timore di una crisi dei titoli dell’intero comparto. Intanto continua il tiro al bersaglio sulla lira turca (-1% rispetto a venerdì) e sulla rupia indonesiana, ai minimi da vent’anni.

Si ferma anche il petrolio: 77,35 dollari al barile nella versione Brent, nonostante i tagli all’import dall’Iran e le nuove interruzioni in Libia. Cresce però la produzione di shale oil Usa.

IL GOVERNO IL RATING. LA BORSA SI PREPARA ALLA TEMPESTA

In questa cornice, Piazza Affari si accinge a vivere un’altra settimana ad alta tensione. Si riparte dal verdetto di Fitch, la prima delle agenzie di rating a pronunciarsi sul debito italiano (rating confermati a Bbb, ma outlook abbassato a negativo) e dai prezzi segnati dai titoli del Tesoro sia in asta sia sul mercato secondario, dove il Btp decennali è schizzato oltre il 3% e il titolo a 2 anni ha registrato un differenziale superiore ai 200 punti verso l’omologo tedesco. Una situazione ad alto rischio, alla vigilia della stagione delle scelte: entra infatti nel vivo il cantiere della legge di Bilancio, tra pressioni della politica per realizzare le promesse elettorali e inviti dell’Europa a rispettare i parametri.

Piazza Affari ha già dimostrato di non condividere il tranquillo ottimismo del ministro dell’Economia Giovanni Tria, ma, al contrario, le preoccupazioni di Carlo Cottarelli che ha già misurato i primi effetti delle promesse della maggioranza giallo-verde. Non aiutano le sortite di Matteo Salvini (“sfioreremo il deficit del 3%”) e di Luigi di Maio (“prima gli italiani, poi le agenzie di rating”).

PEGGIO DI PIAZZA AFFARI SOLO ARGENTINA, TURCHIA E BRASILE

Nel mese di agosto la Borsa italiana ha lasciato sul campo il 9%. Peggio di noi hanno fatto soltanto le borse di Argentina (-30%), Turchia (-28%) e Brasile (-11%). Nel mirino soprattutto le banche: i valori degli istituti italiani, nota il Financial Times, sono scivolati poco sopra 0,6 volte il valore di libro.

FCA , VENERDÌ LA CONFERMA DI MANLEY

La crisi finanziaria rischia di mettere in secondo piano in Piazza Affari altri avvenimenti di rilievo. Alla ribalta, venerdì 7, saliranno Fiat Chrysler e Ferrari. Le assemblee dovranno confermare le nomine del dopo Marchionne: Mike Manley in Fca, Lou Camilleri alla Rossa. Il giorno prima si terrà l’assemblea di Exor.

OGGI IN CALENDARIO: PMI EUROPEI, OUTLOOK OCSE

All’esame dei mercati oggi ci sarà l’andamento delle principali manifatture europee, Italia compresa.

Il dato più importante della settimana, quello sul mercato del lavoro Usa, uscirà venerdì. Prevista una crescita di 225 mila posti: si avvicina così l’ora del terzo aumento dei tassi Usa del 2018.

Da seguire oggi la pubblicazione dell’Outlook dell’Ocse. Partecipa alla presentazione il membro del direttorio della Bce Yves Mersch. È previsto anche l’intervento di Jens Weidmann.

In materia di banche centrali, oggi scende in campo anche il governatore della Bank of Japan Haruhiko Kuroda. Domani Mark Carney, numero uno della Bank of England, risponderà in Parlamento sul tema dell’inflazione. Potrebbe essere l’occasione per annunciare la sua volontà di restare alla Boe per un nuovo mandato.

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