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Istat: 10 grandi città in deflazione

Si tratta di Torino (-0,4%), Firenze (-0,3%), Bari (-0,3%), Roma (-0,2%), Trieste (-0,1%), Potenza (-0,1%), Livorno (-0,7%), Verona (-0,5%), Ravenna (-0,1%) e Reggio Emilia (-0,1%) – A luglio l’indice nazionale si è attestato allo 0,1%, il livello più basso dall’agosto del 2009 – “Carrello della spesa” -0,6% su anno e -0,7% su mese.

Istat: 10 grandi città in deflazione

A luglio l’inflazione nel nostro paese si è attestata allo 0,1%, il livello più basso dall’agosto del 2009. Lo ha comunicato questa mattina l’Istat, confermando le stime preliminari e precisando che “il rallentamento dell’inflazione è principalmente imputabile all’ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati. Il contributo di altri raggruppamenti di prodotto è marginale”. L’Inflazione acquisita per il 2014 rimane stabile allo 0,3%.

Dieci grandi città sono però già in deflazione. I prezzi a luglio risultano in calo su base annua in diversi capoluoghi di regione o provincia autonoma: Torino (-0,4%), Firenze (-0,3%), Bari (-0,3%), Roma (-0,2%), Trieste (-0,1%) e Potenza (-0,1%). Giù anche a Livorno (-0,7%), Verona (-0,5%), Ravenna (-0,1%) e Reggio Emilia (-0,1%).  

Quanto al cosiddetto “carrello della spesa“, l’indice che registra a livello nazionale l’andamento dei prezzi relativi ai prodotti più consumati (beni alimentari, per la cura della casa e della persona), a luglio registra un calo annuo dello 0,6%, il ribasso più consistende dall’agosto del 1997. Su base mensile il ribasso è dello 0,7%.

L’inflazione di fondo, ovvero al netto dei beni energetici e degli alimentari non lavorati (la cui flessione si stabilizza a -2,9%), scende allo 0,6% (dallo 0,7% di giugno); al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,3% (da +0,5% del mese precedente).

Il calo mensile dell’indice generale è da attribuire principalmente ai ribassi dei prezzi della Frutta fresca (-9,0%) e dei Vegetali freschi (-3,8%), su cui incidono fattori di natura stagionale e dei prezzi degli Energetici regolamentati (-3,1%); a contenere questo calo sono i rialzi mensili dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+0,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,5%), anch’essi influenzati da fattori stagionali.

Rispetto a luglio 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,6% (era -0,3% a giugno) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,8% del mese precedente). Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia di due decimi di punto percentuale rispetto a giugno.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona diminuiscono dello 0,7% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da -0,5% del mese precedente). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,3% rispetto al mese precedente e crescono dello 0,2% nei confronti di luglio 2013 (dal +0,3% registrato a giugno).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) diminuisce del 2,1% su base mensile – principalmente a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto e fa registrare un tasso tendenziale nullo (era +0,2% a giugno). Anche in questo caso, si conferma la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e cresce dello 0,1% rispetto a luglio 2013.