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Zafferano: le sorelle Linardi lanciano l’oro rosso della Calabria

Una produzione al 100% naturale, lavoro artigianale, valorizzazione del territorio e un’impresa al femminile. Sono gli ingredienti di uno zafferano di altissima qualità prodotto alle pendici della Sila. Una storia di coraggio e passione di due sorelle che hanno lasciato il lavoro in città per dedicarsi a un prodotto che si richiama per le sue origini a Re Alarico

Una produzione al 100% naturale, lavoro artigianale, valorizzazione del territorio e un’impresa al femminile. Sono gli ingredienti giusti per uno zafferano di altissima qualità. Siamo a Castiglione Cosentino, in provincia di Cosenza, alle pendici della Sila, dove le sorelle Linardi, Benedetta e Maria Concetta, lasciarono un lavoro sicuro e stabile in città per dedicarsi all’agricoltura in un terreno incolto ereditato dai nonni. Andarono controcorrente, decidendo di dedicarsi alla coltivazione dello zafferano e non ai tradizionali uliveti e vigneti che spopolano in Calabria. Una scelta vincente che le ha ripagate dei sacrifici iniziali, grazie anche al supporto dell’Università della Calabria. 

Molti non sanno che la coltivazione dello zafferano in Calabria affonda le sue radici in un’epoca molta antica, intorno al 1600. Inoltre, il terreno e il clima erano perfetti per la produzione della preziosa spezia. Da qui la scelta delle sorelle calabresi di fondare l’Azienda Agricola Linardi, produttrice dello “Zafferano del re”, la cui regola d’oro è fare agricoltura preservando la natura e la biodiversità del territorio.

L’azienda inizia la sua avventura tre anni fa, su tre ettari di terreno posti sulla collina di Castiglione Cosentino, a due passi da Cosenza, in un piccolo paesino di tremila anime. I terreni si trovano nel comune di Castigliano Cosentino (CS), ad un’altitudine di 400 metri sul livello del mare. Mentre il laboratorio in cui avviene l’essiccazione e il confezionamento del prodotto si trova nel cuore del centro storico, così da rivitalizzare i borghi di questo territorio.

Il marchio “Zafferano del re” ha un forte legame con la storia della città di Cosenza, un richiamo al Re Alarico, sovrano dei visigoti, che prima della sua dipartita avrebbe nascosto un “tesoro” nella città di Bruzia. E per le sorelle calabresi è proprio il loro “oro rosso”.

zafferano

Per capire al meglio il sistema di coltivazione di questo pregiato prodotto, le sorelle calabresi hanno viaggiato per l’Italia visitando le aziende leader di questa produzione. Maria Concetta, con una laurea in Scienze della nutrizione e Benedetta con una in Scienze della pubblica amministrazione, hanno realizzato un’azienda che attualmente dà lavoro stagionale a 15 dipendenti, coinvolgendo anche i ragazzi disabili dell’associazione “Buono-Buono” di Cosenza. Stagionale perché si tratta di una coltivazione breve: lo zafferano si pianta a fine agosto e fiorisce a ottobre.

Circa 3/4 mesi l’anno che però richiedono un grande impegno, data la fragilità del fiore e dei pistilli che rendono impossibile meccanizzare qualsiasi fase di lavoro. Il processo di lavoro, curato personalmente dalle due sorelle, è interamente svolto a mano: dalla semina dei bulbi, al successivo espianto fino alla raccolta dei fiori. Per questo motivo è una produzione sostenibile, non utilizzando prodotti chimici e basandosi sulla raccolta a mano, non ha alcun impatto negativo sull’ambiente. La semina si estende su due ettari, per una produzione di circa tre chili all’anno.

L’altissima qualità di questo prodotto è data dalla fusione di tecniche agronomiche moderne e vecchi saperi contadini. Un connubio tra tradizione e innovazione, tra storia e progresso. Il loro zafferano è stato classificato di prima categoria, il migliore presente non solo sul mercato nazionale ma anche internazionale, certificato da analisi di laboratorio effettuate dal dipartimento di chimica dell’Università della Calabria. Il valore di mercato oscilla tra i 25-30 euro al grammo.

Un prodotto di nicchia che si ritrova a competere con i prezzi dei grandi produttori esteri. Ma questo non ha scoraggiato Benedetta e Maria Concetta, che sono riuscite ad avviare diverse collaborazioni con altri marchi calabresi, dando vita a prodotti autoctoni e naturali: il miele e la farina aromatizzate allo zafferano. Nel futuro, l’intento è quello di allargare ancora la gamma dei prodotti offerti, realizzando l’origano e il peperoncino piccante.

Lo zafferano possiede un buon apporto proteico (circa l’11%) e di fibre (circa il 4%), ma è anche ricco di sali minerali e vitamine (soprattutto A,B e C). I componenti come il safranale, cronica e crocevia conferiscono proprietà benefiche per la salute umana. Ad esempio incide sull’umore, riduce i sintomi della sindrome premestruale, potenzia la memoria ed esercita un’azione calmante, analgesica d antispasmodica.

Inoltre, è un ottimo antiossidante, favorisce le funzioni digestive e riduce le infiammazioni dell’apparato respiratorio. Un prodotto naturale dalle innumerevoli proprietà benefiche e dalla capacità di insaporire ogni piatto con pochi grammi. Questa spezia veniva usata anche come colorante per le stoffe preziose o come cosmetico naturale. Ad esempio, si narra che Alessandro Magno lo usasse come shampoo e Cleopatra come crema di bellezza per donare un colore dorato alla propria pelle.

Una storia fatta di coraggio, passione e famiglia. Con una grande attenzione verso il territorio, le sorelle Linardi sono riuscite a realizzare un prodotto di altissima qualità e riportare la produzione dell’oro rosso in Calabria.

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