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Webuild: ordini oltre le attese anche senza il Ponte sullo Stretto. Guidance 2025 confermata. Occhi all’Arabia Saudita

Il totale dell’acquisizione ordini del triennio 2023-2025 è di 10 miliardi superiore al target previsto dal piano industriale triennale ed è possibile un incremento della crescita. L’asso nella manica in Arabia Saudita

Webuild: ordini oltre le attese anche senza il Ponte sullo Stretto. Guidance 2025 confermata.  Occhi all’Arabia Saudita

Portando a casa da inizio anno nuovi ordini per 9,3 miliardi, il totale nel triennio 2023-2025 sale a 45 miliardi, quasi 10 miliardi in più rispetto ai target previsti dal piano industriale “Roadmap al 2025 – The Future is Now”. Webuild ha costruito un portafoglio ordini tra i più alti del settore, che garantisce
ampia visibilità sui ricavi futuri, cioè nei prossimi 4 anni, e una base solida per il prossimo piano industriale, dice una nota della società guidata da Pietro Salini.

Proprio nel terzo trimestre l’attività commerciale ha registrato un’accelerazione, con un incremento delle gare presentate e in attesa di aggiudicazione, salite a 18,5 miliardi rispetto agli 11 miliardi di luglio 2025. A queste si aggiungono oltre 14 miliardi di gare in fase di preparazione, i cui esiti sono attesi prevalentemente nel 2026.

Del resto nei mercati chiave sono cresciuti gli investimenti in quei settori in cui Webuild vanta una solida expertise: in particolare quelli in infrastrutture con la crescente domanda di mobilità sostenibile, energia, acqua e servizi essenziali. “I risultati raggiunti, insieme ad un ampio e solido portafoglio ordini e un contesto di mercato ricco di opportunità” dice Wibuild, consentono di confermare la guidance per l’anno 2025, con ricavi superiori a 12,5 miliardi di euro, Ebitda maggiore di 1,1 miliardi, una solida posizione di cassa netta superiore a 700 milioni e book to bill ratio maggiore di 1,0. Il positivo trend operativo indica un possibile ulteriore upside in termini di crescita del gruppo.

Da inizio anno Wuibuild ha assunto oltre 11.000 nuovi addetti, di cui 2.400 sono in Italia, per un totale nel mondo di circa 95.000 occupati.

In una Piazza Affari complessivamente pesante stamane (Ftse Mib a -1,88%), il titolo Webuild si muove in linea con un -1,82% a 3,24 euro.

Maggiori opportunità in vista, soprattutto in Medio Oriente e Australia

Webuild guarda nei prossimi anni allo sviluppo di business in quei paesi dove ha una presenza consolidata, tra cui Europa, Australia, Nord America e Medio Oriente. Gli ordini acquisiti da inizio anni si sono concentrati per il 15% negli Stati Uniti, il 15% in Medio Oriente e il 14% in Australia.

In Medio Oriente, in particolare in Arabia Saudita, è prevedibile che gli investimenti in grandi progetti infrastrutturali continuino a essere sostenuti dal piano “Saudi Vision 2030” e dai grandi eventi internazionali in programma, come i Mondiali Fifa 2034 e l’Expo 2030. Tra le principali priorità figurano metropolitane, ferrovie ad alta velocità, stadi, aeroporti e altre infrastrutture strategiche.

In Australia, dove il gruppo è tra i primi cinque contractor, si prevede che investimenti continueranno ad essere trainati dal settore energy, con progetti su larga scala in ambito idroelettrico, per lo stoccaggio energetico e reti elettriche.

In Italia ordini in crescita anche senza il Ponte sullo Stretto

In Italia, su cui si concentra il 50% degli ordini acquisiti da inizio anno, lo sviluppo infrastrutturale si concentra su due linee, anche oltre le risorse previste dal Pnrr e senza calcolare il Ponte sullo Stretto, progetto che era stato vinto da Webuild, ma che almeno per il momento, ha trovato l’altolà della Corte del Conti.

Da un lato, Webuild ha puntato al potenziamento dei trasporti con l’ampliamento delle linee ferroviarie ad alta velocità e l’espansione delle linee metropolitane nelle principali città. Dall’altro, il rafforzamento delle reti idriche ed energetiche, il rifacimento di impianti idroelettrici e la costruzione di nuovi ospedali e stadi. A ciò si affianca la possibilità, nell’ambito degli obiettivi Nato di spesa militare, di destinare l’1,5% del Pil a infrastrutture a doppio uso, con un potenziale di circa 30 miliardi di euro di investimenti annui.

All’interno del più ampio programma europeo TEN-T, in Italia è stata attivata la tratta ferroviaria tra Bicocca e Catenanuova, prima linea ad alta capacità in Sicilia che rappresenta l’avvio concreto di un sistema di collegamenti più efficienti tra l’isola e il resto d’Europa. Oltre al completamento di una tratta della linea Alta Velocità Napoli-Bari, prima in Italia scavata in ambiente iperbarico, c’è stato il completamento del primo tunnel tra Italia e Austria nella galleria di base del Brennero. Negli ultimi mesi sono stati inoltre posizionati tre ulteriori cassoni per la Nuova Diga Foranea di Genova.

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