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Voluntary disclosure bis: nuovo software per calcolo sanzioni

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare con gli ultimi chiarimenti e soprattutto ha rilasciato la versione definitiva del software per calcolare le sanzioni – Si allunga la lista dei paradisi fiscali ammessi alla procedura

Voluntary disclosure bis: nuovo software per calcolo sanzioni

Voluntary disclosure bis, finalmente ci siamo. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare con le istruzioni su come accedere alla nuova procedura di collaborazione volontaria per il rimpatrio dei capitali detenuti illegalmente all’estero. E soprattutto è stata rilasciata la versione definitiva del software di calcolo delle sanzioni.

I TEMPI

I contribuenti che decidono di rimediare spontaneamente alle omissioni e alle irregolarità commesse fino al 30 settembre 2016 – spiega il Fisco – possono avvalersi, entro il 31 luglio 2017, della riapertura dei termini per l’accesso alla voluntary disclosure bis.

C’è tempo fino al 30 settembre 2017, invece, per l’integrazione delle istanze, i documenti e le informazioni. Con la circolare n. 19/E l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sulle modalità di accesso alla voluntary diclosure bis, introdotta dal Dl n. 193 del 22 ottobre 2016.

IL NUOVO SOFTWARE

I soggetti interessati potranno provvedere spontaneamente al versamento delle somme dovute (a titolo di imposte, sanzioni ed interessi, entro il 30 settembre 2017). L’Agenzia delle Entrate chiarisce che è possibile ripartire il versamento in tre rate mensili di pari importo e che, in tal caso, il pagamento della prima rata deve essere effettuato entro il 30 settembre 2017.

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione sul proprio sito un software che permette di calcolare autonomamente le somme dovute al Fisco. La procedura, fornisce anche le informazioni necessarie per la compilazione del modello di pagamento F24.

SI ALLUNGA LA LISTA DEI “PARADISI” AMMESSI

Le agevolazioni previste dalla voluntary disclosure bis spettano anche ai contribuenti che detengono investimenti o attività finanziarie in Paesi cosiddetti black list che abbiano sottoscritto particolari accordi di scambio di informazioni entrati in vigore prima del 24 ottobre 2016.

Rispetto alla precedente edizione della voluntary disclosure, perciò, all’elenco dei Paesi si sono aggiunti anche Guernsey, Hong Kong, Isole Cayman, Isola di Man, Isole Cook, Jersey e Gibilterra.

Leggi anche: Voluntary disclosure bis: la guida dell’Agenzia delle Entrate

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