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Volkswagen e cedole zavorrano la Borsa

Il profit warning di Volkswagen mette in ginocchio tutti i titoli dell’auto, tra cui Fca – Ma su Piazza Affari pesa anche la distribuzione cedole – Brillano i titoli farmaceutici.

Volkswagen e cedole zavorrano la Borsa

Finale altalenante per le Borse europee, che nel pomeriggio risentono dell’andamento incerto di Wall Street. Piazza Affari chiude in maglia nera, ma limita le perdite allo 0,53% (23.463 punti), tenendo conto che sul listino pesa lo stacco cedole di alcune big, come Mediobanca (-3,48%), Terna (-0,07%), Poste (-0,85%) e i dividendi incidono per lo 0,18%. La chiusura è debole nel resto d’Europa, soprattutto a causa del settore auto a seguito del profit warning di Volkswagen (-4,42%).

Poco incoraggianti anche le notizie macro: la crescita dell’economia tedesca, la maggiore d’Europa, dice la Bundesbank, rimarrà debole nel quarto trimestre, anche se non c’è motivo di temere una recessione e ci sono segnali che le prospettive del suo ampio settore industriale si stiano stabilizzando.  



In questo contesto Francoforte perde lo 0,27%; Parigi -0,16%; Londra +0,09%; Madrid -0,07%. Da segnalare che la società che controlla la Borsa spagnola è in questo momento al centro di una contesa fra Euronext e Six Group. La prima, che ha confermato in una nota il suo interesse, già controlla Parigi, Amsterdam, Bruxelles, ha comprato Oslo e sarebbe interessata a Milano. La seconda controlla Zurigo ed è pronta con un’offerta fa 2,84 miliardi di euro (34 euro per azione). Così desiderato il titolo Bme (Bolsas y Mercados Espanoles) va in orbita, +38,03% (35,060 euro per azione).

Wall Street è poco mossa, dopo i massimi di venerdì con il Dow che ha superato per la prima volta i 28mila punti. L’umore della Borsa di New York resta sincronizzato su radio dazi. Nella mattinata americana le ultime news dicevano che i cinesi stanno facendo una specie di melina e continuano a trattare in attesa di capire quali saranno gli sviluppi del possibile impeachment di Donald Trump, per valutare quando questo potrà incidere sulla sua possibilità di essere rieletto nel 2020. Sul fronte internazionale si resta in allerta invece per la situazione di Hong Kong.

La seduta procede positivamente per l’oro, che al momento tratta a 1472,15 dollari l’oncia. Il petrolio invece retrocede e il Brent perde l‘1,79%, scendendo a 62,18 dollari al barile. Euro in recupero sul dollaro, con il cambio a 1,108. In Piazza Affari soffrono Ferragamo -3,13%; Fiat -2,82%: Saipem -2,72%; Cnh -2,69%; Tenaris -2,16%; Leonardo -2,09%.

Si apprezza Diasorin +1,36%. Fra le banche  sono positive Bper +1,21%; Banco Bmp +0,54%; Intesa +0,51%; Ubi +0,51%. Bene Moncler +0,77%. Hera, +0,75%, prosegue la sua marcia trionfale dopo i conti, presentati la scorsa settimana. Dopo la conferma di rating e outlook sull’Italia da parte di Dbrs, rispettivamente ‘BBB (high)’ e stabile, l’obbligazionario è in modesto recupero e lo spread è in calo. Sul sito di Borsa, alla chiusura, il differenziale di rendimento con il decennale tedesco è 153 punti base, -2,2%. 

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