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Vino, vendemmia in arrivo: produzione cala ma vola l’export

Dopo Ferragosto sarà già tempo di vendemmia in tutta Italia (in Sicilia inizia adesso): la produzione oscillerà tra i 47 e i 49 milioni di ettolitri e ci vedrà al primo posto davanti ai francesi – Secondo Confagricoltura il clima di quest’anno favorirà la qualità dell’uva.

Vino, vendemmia in arrivo: produzione cala ma vola l’export

Come avviene ormai da qualche anno a questa parte, causa cambiamenti climatici, poco dopo Ferragosto sarà già tempo di vendemmia e l’Italia si appresta ad affrontarla con una cattiva notizia ma tre buone: la produzione è sì prevista in calo (secondo Coldiretti oscillerà fra i 47 e i 49 milioni di ettolitri, -10% rispetto al 2018), ma il nostro Paese si posizionerà comunque al primo posto del mondo, davanti ai cugini francesi, la cui produzione dovrebbe risultare fra 43 e 46 milioni di ettolitri, e alla Spagna, con una stima fra 40 e 44 milioni di ettolitri.

Non solo: l’Italia arriva all’appuntamento con la vendemmia (in Sicilia già in questi giorni si staccano i primi grappoli) forte di un altro risultato importante, e cioè che lo Stivale festeggia il record storico delle esportazioni di vino made in Italy, con un aumento del 5,2% rispetto allo scorso anno, quando avevano raggiunto su base annuale 6,2 miliardi di euro, vale a dire la voce principale dell’export agroalimentare nazionale. Il nostro primo cliente rimangono gli Usa, ma alla faccia di Brexit l’export verso il Regno Unito è cresciuto del 10%, soprattutto grazie agli spumanti.

Infine, la terza buona notizia della vendemmia 2019: meno produzione, ma più qualità. Ciò che il clima impazzito toglie, talvolta il clima impazzito dà, visto che secondo Confagricoltura “grazie ad una primavera fredda e piovosa e un inizio estate caldo e secco, la qualità dell’uva è ottima e foriera di una produzione di vini potenzialmente eccellenti”. “Il settore vitivinicolo – prosegue Confagricoltura in una nota – è di rilevante importanza per l’economia agricola e dell’industria alimentare in Italia: le aziende con vigneti sono 300mila, con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, per un fatturato complessivo di circa 10 miliardi di euro”.

Sempre più positivi sono anche i consumi degli italiani, ogni anno più consapevoli e attenti alla qualità e all’origine: gli acquisti sono pari a 37,5 litri pro capite all’anno, con una spesa delle famiglie cresciuta del +6,5% in valore nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Nielsen.

L’unico motivo di preoccupazione è come sempre legato all’Italian Sounding e alla contraffazione: proliferano, soprattutto sulla rete, false etichette made in Italy come il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco. “Occorre tutelare le esportazioni di vino – commenta il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali. Oltre alla perdita economica, a preoccupare è soprattutto il danno di immagine”.

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