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Veneto Banca e Pop Vicenza: spunta l’ipotesi “liquidazione ordinata”

Si tratta di un’alternativa prevista dalle disposizioni europee che salverebbe obbligazioni ordinarie e depositi oltre i 100mila euro – Verrebbero azzerati invece i bond subordinati, ma il governo italiano potrebbe rimborsarne i detentori come avverrà per i creditori di Mps – Il governo: “Il salvataggio pubblico rimane la via maestra”

Veneto Banca e Pop Vicenza: spunta l’ipotesi “liquidazione ordinata”

C’è una terza via possibile per Veneto Banca e Popolare di Vicenza. I due istituti hanno bisogno di trovare investitori privati disposti a versare nelle loro casse altri 1,2 miliardi, in modo che Bruxelles dia il via libera al salvataggio pubblico. Fin qui si è detto che, se questa impresa non riuscisse, l’unica soluzione sarebbe il bail in, ovvero la procedura di risoluzione europea che coinvolgerebbe anche azionisti, obbligazionisti e depositi oltre i 100mila euro. Ma in realtà, come segnala oggi Federico Fubini sul Corriere della Sera, c’è anche un’altra strada praticabile.

Si chiama “liquidazione ordinata” ed è prevista dalle disposizioni europee. «Gli Stati membri – si legge nella ella Comunicazione bancaria della Commissione Ue del 2013 – dovrebbero incoraggiare l’uscita dal mercato di operatori non efficienti in maniera ordinata» e «in maniera da tutelare la stabilità finanziaria». Questa ipotesi «dovrebbe sempre essere presa in considerazione qualora l’ente non possa ripristinare in modo credibile la redditività a lungo termine».

Non si fa menzione del bail-in, perciò non verrebbero imposte perdite a chi detiene obbligazioni ordinarie né ai depositanti. Verrebbero azzerati invece i bond subordinati, ma il governo italiano potrebbe rimborsarne i detentori come avverrà per i creditori di Mps.

La liquidazione ordinata «significa che non può essere intrapresa alcuna nuova attività – prosegue la comunicazione Ue – ma solo l’esecuzione delle attività esistenti». In altre parole, Veneto Banca e la Popolare di Vicenza riceverebbero dallo Stato soltanto i soldi necessari a portare a scadenza o a vendere le posizioni già aperte e non potrebbero fare altro.

Peraltro, la stessa direttiva sul bail-in afferma che «si dovrebbe vagliare l’ipotesi della liquidazione prima di applicare strumenti di risoluzione». Il Single Resolution Board (Srb), l’agenzia europea per l’esercizio delle funzioni di risoluzione, può decidere che non è nell’interesse pubblico mettere delle banche in risoluzione, in modo da evitare rischi di contagio o il panico fra i depositanti di altre banche.

AGGIORNAMENTO

Per il governo italiano la strada maestra che deve portare al salvataggio della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca passa dall’accordo con l’Ue sull’aumento precauzionale. E’ quanto hanno precisato fonti governative all’agenzia Mf-DowJones in merito alle indiscrezioni di stampa secondo cui ci sarebbe anche un piano C, una terza via, per impedire il bail-in delle due banche venete, attraverso la liquidazione ordinata.

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