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Vaccino Astrazeneca: Danimarca prende le distanze

Le autorità sanitarie del Paese scandinavo hanno deciso di sospendere per 14 giorni la somministrazione del vaccino, dopo alcuni casi di trombosi e in attesa di verifiche. Stop anche in Austria, Norvegia, nei Baltici e in Lussemburgo. In Italia l’Aifa sospende un lotto. L’Ema dà il via libera al siero di Johnson&Johnson.

Vaccino Astrazeneca: Danimarca prende le distanze

Proprio nel giorno in cui l’Ema ha dato il via libera al vaccino Janssen di Johnson&Johnson, arrivano notizie interlocutorie sul fronte dei vaccini. La Danimarca ad esempio ha sospeso per 14 giorni la somministrazione del vaccino anti-Covid di Astrazeneca. Lo ha comunicato l’autorità sanitaria del Paese scandinavo, spiegando che la decisione è stata presa dopo “la segnalazione di casi gravi di coaguli di sangue in persone che sono state vaccinate con il vaccino” della casa farmaceutica anglo-svedese, peraltro già distribuito a tappeto proprio nel Regno Unito e in molti altri Paesi tra cui l’Italia (dove attualmente è il più somministrato). Il National Board of Health ha anche fatto riferimento a un caso di decesso nel Paese, che conta meno di 6 milioni di abitanti e che dall’inizio della pandemia ha già registrato 218.000 casi di contagio, con quasi 2.400 decessi totali.

“Al momento non si può stabilire se esista una connessione tra il vaccino e i coaguli di sangue”, precisa tuttavia la Danish Health and Medicines Authority. La pausa sarà dunque di due settimane, durante le quali le autorità sanitarie effettuerà nuovi test sul vaccino e si riserva di fare nuove valutazioni sul suo utilizzo entro la fine di marzo. Il momentaneo stop ad Astrazeneca ha costretto la Danimarca a rivedere l’intero piano vaccinale, che per ora accantona il vaccino contestato e il cui termine è stato dunque posticipato di un mese, al 15 agosto. La fine della campagna era già stata precedentemente posticipata dal 27 giugno al 18 luglio, a causa dei ritardi nella consegna proprio del vaccino Johnson & Johnson.



Proprio una settimana fa la Danimarca, insieme all’Austria (che a sua volta ha deciso lo stop ad Astrazeneca, dopo quello di Estonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia e Lettonia), si era resa protagonista di uno strappo nei confronti dell’Unione europea, creando un asse indipendente con Israele per la produzione e la distribuzione dei vaccini. Israele per molte settimane è stato il Paese al mondo più veloce ed efficace nel somministrare il siero anti-Covid (ora è stato sorpassato dal Cile), e i benefici di una campagna a tappeto sono già visibili: molte attività hanno ripreso grazie anche al “patentino” da vaccinati, un sistema che Danimarca e Austria, frustrate dalle lentezze europee, starebbero pensando di copiare per riaprire concerti, piscine e palestre.

La decisione di Copenaghen ha scatenato polemiche e reazioni anche in Italia, dove poco dopo è arrivato un comunicato dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che ha deciso di sospendere un singolo lotto del vaccino, quello a cui appartenevano le dosi con le quali sono stati vaccinati due militari in Sicilia, poi deceduti (anche in questo caso, la correlazione è tutta da dimostrare).

Ecco il comunicato Aifa: “A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto Abv2856 del vaccino AstraZeneca anti Covid-19, Aifa ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’Ema, agenzia del farmaco europea. Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi. Aifa sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i Nas e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità. Aifa comunicherà tempestivamente qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile”.

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