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Unicredit fuori dal patto Mediobanca? Mustier sibillino

L’ad di Unicredit ha dichiarato che solo a fine settembre la sua banca deciderà se restare o uscire il patto di sindacato di Mediobanca ma si è augurato che in ogni caso Generali, di cui Piazzetta Cuccia è il primo socio, “resti forte, autonoma e quotata in Borsa”…

Unicredit fuori dal patto Mediobanca? Mustier sibillino

Le acquisizioni non sono per oggi ma potranno entrare nel radar del nuovo piano strategico che Unicredit lancerà l’anno prossimo. Su questo punto Jean Pierre Mustier, l’ad della banca di Piazza Gae Aulenti, che ieri ha fatto da driver del Ftse Mib sull’onda di una semestrale gonfia di profitti, è stato chiarissimo. Non altrettanto sul futuro dei rapporti con Mediobanca, già scossa dalle voci – poi smentite, ma in questi casi si fa sempre così – di un possibile ingresso nel capitale del fondo avvoltoio Elliott, quello che si ritrova da poco proprietario del Milan e che in primavera ha scosso gli equilibri di Telecom Italia mandando in minoranza Vivendi.

Interpellato dal Sole 24 Ore sul futuro del patto di sindacato di Mediobanca, di cui Unicredit è primo socio con l’8,4% su un totale del 28,47% del capitale, Mustier è stato molto abbottonato. A fine settembre, Unicredit rinnoverà o uscirà dal patto che garantisce la stabilità di Mediobanca? “Valuteremo quando sarà il momento” si è limitato a dire l’ad di Unicredit che ha aggiunto con freddezza: “Auguriamo i migliori successi a Mediobanca che per noi era e resta un puro investimento finanziario”. Quindi smobilitabile se e quando si creeranno le convenienze giuste.

Ma che succederebbe se l’uscita di Unicredit dal patto di Piazzetta Cuccia dovesse scuotere gli equilibri azionari anche di Generali, di cui Mediobanca è primo azionista con il 13% circa del capitale e che l’anno prossimo dovrà rinnovare il board per l’uscita di scena del presidente Gabriele Galateri? Risposta di Mustier, un po’ meno fredda: “L’importante per l’Italia è che una grande compagnia assicurativa come Generali resti forte, autonoma e quotata in Italia”.

Insomma, la partita è aperta e Unicredit vuole tenersi le mani libere. Mediobanca invece studia le soluzioni alternative nel caso in cui Unicredit dovesse davvero uscire dal patto. Come? Secondo il Sole fissando un patto light che vincolerebbe ancora per un anno il 20% circa del capitale dell’istituto di Piazzetta Cuccia. Ma di certo il futuro di una parte ancora molto importante del sistema finanziario italiano è tutto da giocare e per settembre sono attese le prime mosse.

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