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Trump: “A gennaio il nuovo presidente della Fed. E a breve attaccheremo il Venezuela”

Trump rinvio ai primi di gennaio l’annuncio del nuovo presidente della Fed ma tutto lascia pensare che i giochi siano fatti e che il successore di Powell sarà Kevin Hassett, attuale capo dei consiglieri economici della Casa Bianca. Minacciosi programmi sul Venezuela

Trump: “A gennaio il nuovo presidente della Fed. E a breve attaccheremo il Venezuela”

Donald Trump ha dichiarato che annuncerà il successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve all’inizio del 2026, in anticipo dunque sulla fine del mandato che scadrà a maggio del prossimo anno. “Probabilmente annunceremo chi sarà all’inizio del prossimo anno”, ha assicurato ieri il presidente statunitense durante una conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei Governatori alla Casa Bianca, dove ha anche descritto Powell come un “toro testardo”. In questo modo, il presidente ha evitato di confermare se il candidato prescelto sarà Kevin Hassett, l’attuale direttore del Consiglio Economico Nazionale della Casa Bianca ma il suo nome è stato menzionato dai media americani come il favorito per assumere l’incarico.

Hassett è visto come in linea con la posizione di Trump secondo cui la Fed dovrebbe essere più proattiva nel tagliare i tassi di interesse per stimolare la crescita economica e ridurre i costi di finanziamento del governo. A metà novembre, Scott Bessent, il Segretario al Tesoro responsabile del processo di selezione del nuovo leader della Fed, aveva dichiarato che il nome scelto sarebbe stato probabilmente annunciato prima di Natale, pur sottolineando che tale annuncio era una prerogativa presidenziale. La lista dei candidati è intanto stata ridotta a cinque nomi, tra cui evidentemente Hassett, dopo una prima scrematura dagli 11 papabili iniziali. I cinque “finalisti” sono, oltre ad Hassett, gli attuali membri del consiglio di amministrazione della Fed Christopher Waller e Michelle Bowman, l’ex governatore della Fed Kevin Warsh, e il dirigente di BlackRock Rick Rieder.

Probabile l’escalation in Venezuela: “Attaccheremo molto presto”

A margine della stessa conferenza stampa in cui ha di fatto rinviato il possibile annuncio del prossimo presidente della Federal Reserve, Donald Trump ha anche lanciato segnali preoccupanti sul fronte venezuelano, che potrebbe presto trasformarsi in un nuovo fronte di guerra proprio nel giorno in cui sta salendo la tensione anche tra Russia e Europa, dopo le parole del presidente Vladimir Putin. Il presidente degli Stati Uniti ha nuovamente usato parole durissime contro il Venezuela, affermando che attacchi di terra potrebbero verificarsi “molto presto”. Le sue dichiarazioni sono state accompagnate da rinnovate critiche al governo del presidente Nicolas Maduro, accusato di essere personalmente e direttamente un fiancheggiatore dei narcotrafficanti, definiti da Washington “narcoterroristi”.

Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno “facendo molto” per contenere i cartelli latinoamericani, ma che nuove misure sono in arrivo. “E lo faremo anche sul campo. Attaccheremo molto presto. E quando inizieremo ad attaccare sul campo, i numeri diminuiranno notevolmente e potremo vivere senza la paura che nostro figlio o nostra figlia prenda una pillola e muoia in 60 secondi”. Il tycoon tuttavia non ha menzionato soltanto il Venezuela come uno dei fulcri delle operazioni e come Paese nel mirino. “Il Venezuela è stato davvero orribile. Ma anche altri Paesi. Mandano qui trafficanti, assassini, narcoterroristi. Li stiamo eliminando.”

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