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Trading: stop alle opzioni binarie a tutela dei risparmiatori

L’Esma ha fissato limitazioni sulle rischiose opzioni binarie e alla vendita di Cfd ai piccoli investitori – “Sono prodotti poco trasparenti, sussiste un serio timore per la tutela dei risparmiatori”

Trading: stop alle opzioni binarie a tutela dei risparmiatori

L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma) ha introdotto alcune novità regolamentari per tutelare gli investitori al dettaglio dalle opzioni binarie e dai Cfd.

Le misure sono state varate alla luce di alcune analisi svolte dalle varie autorità nazionali europee, le quali hanno dimostrato che questi strumenti finanziari causano in media delle perdite significative al pubblico retail.



DIVIETO PER LE OPZIONI BINARIE

La prima novità è il divieto di vendita agli investitori al dettaglio delle opzioni binarie. Si tratta di strumenti più vicini al mondo del gioco d’azzardo che a quello della finanza, in quanto alla scadenza hanno un saldo con due sole alternative: nullo se il prezzo a scadenza del sottostante è inferiore (come nelle call) o superiore (come nelle put) a una certa soglia; pari a un valore prefissato se invece il prezzo del sottostante è superiore (nelle call) o inferiore (nelle put) alla soglia.

LIMITAZIONI PER I CFD

Un’altra novità introdotta dall’Esma riguarda i Contract for Difference (Cfd), contratti derivati in cui l’acquirente paga un tasso di interesse e riceve il rendimento di un’attività finanziaria sottostante, mentre il venditore del contratto incassa gli interessi e si impegna a pagare il rendimento dell’asset sottostante.

In questo caso l’Autorità prevede “una limitazione concernente la commercializzazione, la distribuzione o la vendita di Cfd a investitori al dettaglio – si legge nella nota dell’Esma – Tale limitazione prevede la fissazione dei limiti dell’effetto leva sull’apertura delle posizioni; una chiusura automatica al raggiungimento del margine in base al conto; una protezione da saldo negativo in base al conto; l’interdizione al ricorso a incentivi da parte di un fornitore di CFD nonché un avviso sui rischi specifici per l’azienda trasmesso in modo standardizzato”.

Secondo le analisi citate dall’Esma, nelle diverse giurisdizioni dell’Ue, una quota compresa fra il 74 e l’89% dei conti dei pirccoli investitori è generalmente in perdita sugli investimenti effettuati in Cfd, con perdite medie che vanno da 1.600 a 29mila euro.

“PRODOTTI POCO TRASPARENTI, SERIO TIMORE PER I RISPARMIATORI”

L’Autorità ha deciso di intervenire dopo essere giunta “alla conclusione che sussiste un serio timore per la tutela degli investitori in relazione ai Cfd e alle opzioni binarie offerti agli investitori al dettaglio – prosegue la nota – Ciò si deve alla complessità e alla mancanza di trasparenza di questi prodotti; alle peculiarità specifiche dei CFD (effetto leva eccessivo) e delle opzioni binarie (rendimento negativo atteso strutturale e conflitti di interesse esistenti tra fornitori e rispettivi clienti); alla disparità tra rendimento atteso e rischio di perdita nonché a questioni inerenti la commercializzazione e la distribuzione”.

DURATA TRIMESTRALE

Ma attenzione: queste innovazioni regolamentari non sono definitive. L’Esma può introdurre solo misure di durata trimestrale e alla scadenza del periodo valuterà se prorogare gli interventi per altri tre mesi.

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