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Terna, entra Donnarumma. Ferraris:”Lascio un gruppo forte”

L’assemblea sancisce il cambio della guardia alla guida del gestore della rete nazionale. Ok degli azionisti al bilancio 2019 e al dividendo, al nuovo buyback e al piano d’incentivazione. Presidente è Valentina Bosetti

Terna, entra Donnarumma. Ferraris:”Lascio un gruppo forte”

Dopo i conti trimestrali presentati la settimana scorsa, l’assemblea dei soci di Terna, che si è riunita lunedì mattina, ha dato il via libera al bilancio 2019 e al dividendo di 24,95 centesimi di euro per azione. Dopo l’acconto, il saldo di 16,53 centesimi di euro per azione sarà pagato il 22 giugno. Via libera degli azionisti al nuovo Consiglio d’amministrazione che resterà in carica fino al 2023. Un cambio della guardia avvenuto in modalità Coronavirus, ovvero con assemblea da remoto via Web.

Per Luigi Ferraris e Catia Bastioli si conclude un mandato dai risultati economici e finanziari molto positivi. Il nuovo triennio si apre con l’ingresso della bocconiana Valentina Bosetti presidente e di Stefano Donnarumma Ad, in arrivo dall’Acea.



Nonostante l’assemblea inconsueta via Web, ha comunque partecipato – tramite rappresentanti designati – il 68% del capitale. Per Luigi Ferraris e Catia Bastioli è stata l’occasione per salutare soci e dipendenti dopo rispettivamente tre e sei anni di lavoro. E per ripercorrere i risultati raggiunti. Ricavi a 2,3 miliardi (+4,5%), utile netto a 753 milioni (+7,2%) nonostante 1,3 miliardi di investimenti (+15,9%) e molti importanti progetti infrastrutturali completati (come il “ponte” Italia-Montenegro) o altri, come l’interconnessione Italia-Francia, in corso di esecuzione. Questa è la Terna che Ferraris e Bastioli consegnano nelle mani del nuovo vertice mentre è in corso, hanno rilevato entrambi, la più grande trasformazione energetica dalla scoperta del petrolio.

I soci ne hanno beneficiato con 24,95 centesimi di dividendo ma non solo.

Il titolo Terna chiude il 2019 a 5,954 €/azione, con una performance annua del +20,2%” ha sottolineato Ferraris ricordando il picco massimo di 6 euro toccato il 6 novembre scorso. Considerano la performance di Borsa e il dividendo pagato, il “total return per gli azionisti – ha aggiunto – è stato del 25,1%. Dal 27 aprile 2017, giorno del mio insediamento, a fine 2019, rendimento complessivo è risultato in crescita del 46%, superando la performance del DJ Stoxx Utilities, l’indice europeo di riferimento. Infine – ha concluso – il 19 febbraio 2020 il titolo ha segnato il nuovo massimo storico, pari a 6,786 euro per azione, corrispondente ad una capitalizzazione di Borsa pari a 13,6 miliardi di euro”.

Catia Bastioli, dal canto suo, ha ricordato la svolta verso la sostenibilità intrapresa da Terna nel 2014 e rafforzata nel 2017. “Tutti gli investimenti inclusi nei piani di Terna – ha tenuto a sottolineare la presidente uscente – sono sottoposti ad analisi costi-benefici, implicando sempre un effetto per il sistema elettrico – e alla fine per la collettività – superiore ai costi di realizzazione. Ricordo anche che una parte del finanziamento è stata raccolta – nel 2018 e 2019 – attraverso l’emissione di Green Bond”.

Guardando la futuro, il nuovo Piano 2020-24 destinava 7,3 miliardi a nuovi investimenti. Sarà ora il nuovo vertice a pronunciarsi sulla strategia e a portarla avanti. Il nuovo Cda sarà composto da 13 membri: Valentina Bosetti, Stefano Antonio Donnarumma, Alessandra Faella, Yunpeng He, Valentina Canalini, Ernesto Carbone, Giuseppe Ferri, Antonella Baldino, Fabio Corsico, Marco Giorgino, Gabriella Porcelli, Paola Giannotti e Jean-Michel Aubertin. I primi nove facevano parte della lista dell’azionista di maggioranza relativa, Cdp Reti, mentre gli altri erano stati presentati da un raggruppamento di azionisti formato da società di gestione del risparmio e altri investitori istituzionali.

Nominato anche il Collegio sindacale, che sarà composta da Vincenzo Simone, Raffaella Fantini e Mario Matteo Busso come sindaci effettivi; e da Barbara Zanardi, Massimiliano Ghizzi e Maria Assunta Damiano quali sindaci supplenti.

Approvati infine il piano d’incentivazione di lungo termine per il management e l’acquisto di azioni proprie fino a 10 milioni di euro.

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