Il progetto di Stellantis di iniziare a produrre in Europa veicoli a forte componente del partner cinese Leapmotor sta facendo progressi. Secondo quanto riportato da Reuters, che cita varie fonti, il gruppo guidato da Antonio Filosa sarebbe in fase avanzata di trattative per sviluppare un Suv elettrico a marchio Opel basato sulla tecnologia della casa cinese e destinato alla produzione nello stabilimento di Saragozza, in Spagna. con suoi marchi europei come Fiat, Opel o altri.
L’operazione, se finalizzata, sarebbe un elemento chiave nella strategia di rilancio del gruppo, consentendo di ridurre tempi e costi di sviluppo dei veicoli elettrici in una fase in cui Stellantis ha rivisto al ribasso le ambizioni sull’elettrico puro, puntando maggiormente su modelli ibridi: nei mesi scorsi il gruppo ha contabilizzato svalutazioni per circa 22 miliardi di euro legate anche al ridimensionamento dei piani sull’elettrico, mentre ha appena aggiornato la strategia sul clima posticipando dal 2038 al 2050 l’obiettivo Net Zero. Il titolo Stellantis stamane, in un mercato esuberante per l’accordo su un cessate il fuoco per 2 settimane tra Usa e Iran, guadagna il 7,27%,
L’entrata in produzione dal 2028 al ritmo di 50 mila unità l’anno
Il nuovo suv Opel, che internamente sarebbe identificato con il codice O3U, dovrebbe entrare in produzione nel 2028 con un obiettivo di circa 50 mila unità l’anno. Il modello condividerebbe l’architettura con la B10, Suv compatto di Leapmotor, che sarà a sua volta assemblato a Saragozza già a partire dalla fine del 2026 per il mercato europeo.
Secondo le indiscrezioni, Leapmotor fornirebbe componenti chiave – in particolare elettronica e sistemi elettrici – mentre Opel si occuperebbe del design esterno. Una parte significativa dello sviluppo verrebbe realizzata in Cina.
La collaborazione con Leapmotor risale al 2023, quando Stellantis ha acquisito circa il 20% del gruppo cinese, creando anche la joint venture Leapmotor International per la produzione e distribuzione fuori dalla Cina. Negli ultimi mesi le due società hanno intensificato i contatti per ampliare il perimetro dell’intesa.
Una notizia possibilmente negativa viene invece dal Financial Times che oggi scrive che le case automobilistiche statunitensi hanno accusato Bruxelles di voler escludere dalle strade europee i loro pick-up di maggiori dimensioni, tra cui il Ford F-150, lo Chevy Silverado e il Ram 1500.
Sempre sul FT, Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso il blocco, in un’intervista ha affermato che i piani dell’Ue per modificare le norme di sicurezza potrebbero violare lo spirito dell’accordo commerciale se impedissero ad alcuni veicoli americani di essere venduti in Europa.