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Spagna, schiaffo al Psoe in Andalusia: sale l’estrema destra

Governo sotto choc in Spagna: il Psoe, partito del premier Pedro Sanchez, ha incassato un duro ridimensionamento in Andalusia, roccaforte che governava da 36 anni – Socialisti ancora primo partito ma le forze di opposizione avanzano, in particolare Ciudadanos e l’estrema destra di Vox, sopra il 10% e per la prima volta nell’assemblea regionale – VIDEO

Spagna, schiaffo al Psoe in Andalusia: sale l’estrema destra

Il dato più significativo è l’astensione: il 42%, la percentuale più alta degli ultimi 28 anni nelle elezioni regionali in Andalusia, il primo test politico da quando il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez ha assunto la guida del governo. Un test indicativo, visto che nella vasta regione al sud della Spagna vota uno spagnolo su cinque: le elezioni erano anche state indette con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato per sfruttare, secondo le intenzioni del Partito socialista (che governa la roccaforte andalusa da ben 36 anni consecutivi), l’apparente buon momento del Governo, che ha appena confezionato una manovra “di sinistra”, in collaborazione con Podemos. Invece il risultato è stato un flop: il Psoe si è sì confermato prima forza politica della regione con 33 deputati, lontanissimo però dalla maggioranza assoluta di 55 seggi.

Al secondo posto il Partito popolare (PP), che ha eletto 26 deputati, quindi Ciudadanos con 21, il partito locale Adelante Andalucia (che comprende anche Podemos) con 17 e Vox, il partito dei populisti di estrema destra, che ha raccolto l’11% dei consensi e 12 seggi nell’assemblea regionale, dove entra per la prima volta nella storia post franchista. In termini percentuali, il Psoe è stato ancora il partito più votato, con il 28,24% dei consensi (ma in caduta di 8 punti rispetto alle regionali del 2015), seguito dal Pp con il 20,69% (-6%), Ciudadanos che ha fatto il vero boom con il 18,14%, raddoppiando rispetto alla precedente tornata, il partito locale Adelante Andalucia (Podemos+Izquierda Unida) al 16,15% e Vox che irrompe con forza con quasi l’11% e soprattutto con un sorprendente picco di consensi nella provincia di Almeria, dove è stato preferito dal 16,87% degli elettori. Un simile consenso per un partito di estrema destra non si registrava dai tempi della dittatura di Franco.

Ora, per governare, i socialisti dovranno per forza scendere a patti con altre forze politiche di schieramenti molto lontani, ma in linea teorica è addirittura possibile una maggioranza a destra, formata da Partito popolare (PP), Ciudadanos e l’ultradestra di Vox, che insieme contano su 59 seggi, quattro in più dei 55 della maggioranza assoluta. Così, il Psoe perderebbe la roccaforte andalusa dopo 36 anni e soprattutto potrebbe essere costretto ad aprire una crisi di governo. E’ ciò che auspica il Partido popular: il nuovo leader Pablo Casado, succeduto al dimissionario ex premier Mariano Rajoy, ha detto che l’Andalusia è la “prima tappa” del percorso che riporterà il Pp al governo: “Pedro Sanchez convochi le elezioni e consideri il responso delle urne come un rifiuto della sua politica settaria e irresponsabile”, ha affermato. Secondo Casado, gli andalusi hanno “un’indicazione inequivoca”, hanno chiesto il cambiamento e ora per i popolari inizia “questo recupero di spazio alla guida del centrodestra”.

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