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Snam: oggi scorporo di Italgas e nuovo piano industriale

Riunione del Cda della società proprietaria della rete di gasdotti in Italia e all’estero. In vista l’approvazione dell’operazione di scissione allo studio da alcuni mesi e il nuovo piano industriale. Entrambi saranno presentati a Londra mercoledì. Contestuale riunione di Cdp Reti. Al via maxi-finanziamento da 4 miliardi per Italgas.

Snam: oggi scorporo di Italgas e nuovo piano industriale

Il Cda di Snam darà via libera, nel pomeriggio di oggi, martedì, all’operazione di scorporo di Italgas. Contestualmente sarà pure approvato il nuovo piano industriale 2016-20. L’operazione di  spin off è stata oggetto di uno studio approfondito, avviato già prima del rinnovo del vertice che ha portato in aprile Marco Alverà sulla poltrona di Ad del gruppo proprietario della rete di gasdotti italiani (ed esteri) e Carlo Malacarne in quella di presidente. La decisione sarà presentata a Londra mercoledì nel primo pomeriggio quando il vertice incontrerà investitori e analisti ed illustrerà tutte le novità in arrivo.

L’operazione di scorporo, secondo indiscrezioni pubblicate dal Sole 24 Ore, sarà analoga a quella che ha separato Ferrari da Fca e sarà accompagnata da un maxi-finanziamento di circa 4 miliardi, messo a punto da un consorzio cui parteciperanno 10 banche che consentirà da un lato a Italgas di liberarsi del debito infragruppo per circa 2 miliardi e dall’altro di ottenere risorse da destinare ai piani di sviluppo. Secondo voci raccolte in questo ultimo mese, il completamento dell’operazione vedrebbe la quotazione in Borsa di Italgas entro fine anno. Ma è ovvio che questo scenario dovrà tenere conto della situazione dei mercati, attraversati da forte instabilità dopo il Brexit deciso dai cittadini britannici.

Attualmente Snam è controllata da Cassa Depositi e Prestiti attraverso Cdp Reti (28,98%), di cui è azionista anche State Grid Corporation of China. Un Cda straordinario di Cdp Reti è previsto oggi, contestualmente a quello di Snam. Un altro 1,12% del capitale è in capo a Cdp Gas (100% Cdp). Il 58,8% è in mano a investitori istituzionali, il 7,46% al retail mentre Eni è ormai completamente uscita e conserva solo un residuale 0,02%.

A valle della scissione sarà Cdp Reti a detenere la quota di controllo di Snam insieme a Cdp Gas, nelle stesse proporzioni. Nel suo portafoglio anche la partecipazione del 29,8% in Terna. L’obiettivo di Snam è di mantenere una partecipazione del 10% in Italgas e di chiudere l’operazione di scissione entro i primi di luglio, subito dopo la presentazione del piano industriale.

Snam ha un’alleanza strategica con la belga Fluxys, controlla la rete francese Tigf e quella austriaca Tag (import dalla Russia) ed entrata pochi mesi fa con il 20% nel Trans Adriatic Pipeline (Tap) che porterà in Italia e in Europa il gas dell’Azerbaijan.

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