Per fortuna nei campionati europei di nuoto le italiane – dalla Pellacani alla Curtis e non solo – hanno fatto collezione di medaglie d’oro e di record. E per fortuna negli europei di atletica la Battocletti si è confermata la regina del mezzofondo. Altrimenti avremmo passato l’estate a lamentarci del gran caldo dopo aver minimizzato i cambiamenti climatici e ad annoiarci con lo squallido, stucchevole e opaco affaire Lavitola-Ranucci come se l’Italia fosse solo quella di uno spregiudicato faccendiere che entra ed esce dal carcere e di un conduttore televisivo nel cui alfabeto professionale la faziosità un tanto al chilo ha preso il posto della meticolosa imparzialità. Non ci sfuggono le implicazioni politiche del caso, ma non si capisce come i tg e i grandi giornali possano dedicare pagine e pagine e titoli roboanti alla Lavitola-Ranucci story. Eppure non si vedono code alle edicole di gente che vuol sapere le ultimissime sull’affaire. Sarà colpa del caldo o della rarefazione delle edicole. O di qualcos’altro? Una volta il giornalismo d’inchiesta era quello di maestri del calibro di Sergio Zavoli o Enzo Biagi. Siamo caduti così in basso da doverci sorbire un giornalismo fintamente d’inchiesta come quello di Ranucci, dove – come nel mondo di Donald Trump – non si capisce mai cos’è realtà e cos’è finzione? E che tristezza vedere i leader politici accapigliarsi pro o contro Ranucci.
Per fortuna però l’estate ci regala anche un’altra Italia: quella dei nuovi campioni dello sport, da Jannik Sinner nel tennis a Kimi Antonelli nell’automobilismo e, ultimamente, a Nadia Battocletti nell’atletica, a Chiara Pellacani nei tuffi e a Sara Curtis nel nuoto. Sono tutti campionissimi già entrati nella leggenda ma quello che ci piace di loro è lo stile di vita: mai sopra le righe, sempre corretti, felici e orgogliosi di vincere. Nello sport ma non solo. Sono loro gli alfieri dell’Italia migliore.
