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Sigarette di contrabbando: in Italia meno della metà della media europea

Nel nostro Paese il mercato del tabacco contraffatto vale il 3,4% dei consumi nazionali, contro il 7,8% della media Ue – Presentato a Roma il progetto Maciste, che prevede il monitoraggio permanente del fenomeno nel corso di un convegno organizzato dall’Osservatorio Agromafie con la collaborazione di Philip Morris

Sigarette di contrabbando: in Italia meno della metà della media europea

In Italia il mercato delle sigarette di contrabbando assorbe il 3,4% del consumo nazionale: meno della metà della media europea, che si attesta al 7,8%. I dati, riferiti al 2020 e contenuti in un rapporto di Kpmg, sono emersi a Roma nel corso di un convegno sul contrasto agli illeciti nel settore dei tabacchi.

Il successo del nostro Paese nella lotta al contrabbando non deve però far pensare che il fenomeno sia poco esteso: ogni anno, il mercato delle sigarette contraffatte sottrae allo Stato più di 400 milioni di euro, soldi usati dalle organizzazioni criminali per finanziare questa e altre attività illegali. Allo stesso tempo, però, i fumatori italiani che consumano sigarette di contrabbando sono meno della metà di quelli inglesi e francesi. La conclusione è semplice: una parte importante delle sigarette contraffatte che transitano nel nostro Paese è destinata al mercato estero.



Del resto, “l’Italia è il primo produttore europeo di tabacco, con oltre un quarto della produzione complessiva, sviluppata su 16mila ettari – spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – Il contrabbando si traduce in danni economici per la collettività, ma a preoccupare sono anche gli effetti sulla salute per la mancanza di controlli sulla qualità e sull’utilizzo di sostanze chimiche proibite”.

Durante il convegno – organizzato dalla Fondazione Osservatorio Agromafie con la collaborazione di Philip Morris Italia – è stato presentato il progetto Maciste (acronimo per monitoraggio agromafie contrasto illecito settore tabacchi e-cig), che punta a controllare in modo permanente il fenomeno. Da queste verifiche nascerà ogni anno un rapporto, realizzato con il contributo dei vari protagonisti del settore: forze dell’ordine, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Direzione Investigativa e Direzione Distrettuale Antimafia, fino al Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie.

“Questa settimana il Consiglio dei ministri approverà in via definitiva il testo che recepisce la direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali – annuncia Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura – Tutte le attività rivolte al contrasto dell’illecito vedranno sempre il ministero in prima fila, in particolare per quanto riguarda il tabacco, che in questi anni ha subito una regressione delle proprie capacità produttive, ma che vede nella collaborazione tra produttori e trasformatori una garanzia di sbocco certo sul mercato”.

Marco Hannappel, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, sottolinea che “l’innovazione di prodotto, come la tecnologia del tabacco riscaldato, consente di ostacolare la contraffazione, ma in futuro il contrabbando si evolverà e il progetto che presentiamo oggi ci aiuterà anche a tenere sotto controllo questo fenomeno. All’interno di Philip Morris abbiamo una struttura dedicata a collaborare con le forze dell’ordine per aiutarle a contrastare il commercio illecito. È anche grazie alle partnership pubblico-privato che, negli ultimi anni, l’Italia ha fatto più passi avanti degli altri Paesi europei nella lotta alla contraffazione del tabacco”.

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