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Serie A: la Juve torna a sorridere aspettando Spalletti, Roma in vetta, l’Inter batte una Fiorentina in crisi nera. Stasera Pisa-Lazio

Le vittorie dell’Inter sulla Fiorentina (3-0) e della Juve sull’Udinese (3-1) rianimano il morale dei due club. La Roma batte il Parma (2-1) e agguanta il Napoli in vetta alla classifica. Stasera anche Cagliari-Sassuolo

Serie A: la Juve torna a sorridere aspettando Spalletti, Roma in vetta, l’Inter batte una Fiorentina in crisi nera. Stasera Pisa-Lazio

La Roma torna in vetta, Inter e Juventus a sorridere. Il mercoledì di Serie A si chiude con tre successi importanti per le big, a cui bisogna aggiungere quello del Como sul Verona (3-1), della Cremonese sul Genoa (0-2) e il pareggio tra Bologna e Torino (0-0). Gasperini si ritrova così al comando della classifica assieme al Napoli, agguantato grazie al 2-1 contro il Parma, Chivu resta in scia in virtù del 3-0 sulla derelitta Fiorentina. Capitolo a parte per la Juventus, felice per il 3-1 sull’Udinese (la vittoria mancava da 46 giorni) e, soprattutto, per l’imminente arrivo di Spalletti, la cui ufficialità è attesa a breve. Al completamento della nona giornata mancano ancora i posticipi odierni: Cagliari-Sassuolo (ore 18.30) e Pisa-Lazio (20.45).

Inter – Fiorentina 3-0: Chivu ritrova il sorriso con Calhanoglu (doppietta) e Sucic

L’Inter torna a fare l’Inter e travolge la Fiorentina con un netto 3-0, ritrovando subito i tre punti dopo il passo falso di Napoli. Una vittoria senza discussioni, arrivata al termine di una gara dominata in lungo e in largo dalla squadra di Chivu, che aggancia il Milan al terzo posto con 18 punti e manda un segnale forte al campionato. A decidere sono i gol dei centrocampisti: Calhanoglu, autore di una doppietta, e Sucic, in una serata in cui i nerazzurri hanno imposto ritmo, pressing e qualità dal primo all’ultimo minuto. La partita è un monologo fin dai primi scambi. 

L’Inter costruisce tanto, ma per oltre un’ora trova davanti un super De Gea, che tiene a galla la Fiorentina con almeno tre parate prodigiose su Lautaro, Barella e Dumfries. La pressione, però, è continua e alla fine il muro viola crolla. Al 64’ Calhanoglu sblocca la gara con un destro potente e preciso dal limite che si infila nell’angolo basso. Il gol scioglie la squadra e poco dopo arriva il raddoppio di Sucic, che addomestica la palla in area con una super giocata di suola e batte ancora De Gea con un tocco morbido. Nel finale la Fiorentina si spegne del tutto e all’87’ arriva la resa definitiva: Viti stende Bonny lanciato a rete, secondo giallo e rigore. Dal dischetto Calhanoglu è infallibile e chiude la serata con la doppietta personale. Per la Fiorentina, che resta penultima a quota 4 e ancora senza vittorie dopo nove giornate, è un altro colpo durissimo. Il progetto di Pioli continua a non decollare e l’ombra dell’esonero si fa sempre più vicina. L’Inter, invece, ritrova la sua identità: aggressiva, solida, e con i centrocampisti decisivi come ai tempi migliori.

Chivu: “Siamo obbligati a superare le difficoltà per portare avanti sogni e obiettivi”

L’Inter ha l’obbligo e il dovere di superare i momenti di difficoltà per portare avanti sogni e obiettivi – il pensiero di Chivu -. Non era facile contro una squadra organizzata che voleva farci male in contropiede. Abbiamo avuto qualche difficoltà nel primo tempo, il fraseggio e la ricerca dello spazio ci ha fatto essere più concreti e siamo riusciti a sbloccarla. Era importante vincere e reagire, siamo stati attenti e maturi. Nel primo tempo siamo stati poco cattivi e leziosi, ma nel secondo abbiamo aggiunto quello che mancava. Sono dentro a questo progetto, quello che dicono fuori non lo ascolto. Io lavoro per completare quello che a volte sono le mancanze di questo gruppo. Abbiamo l’obbligo di far questo, non ascoltare gli altri. Calhanoglu? Ha qualità che non si discutono, aveva solo bisogno di avere la giusta motivazione per superare i momenti di difficoltà di questa estate. È un centrocampista completo, siamo contenti di lui e degli altri che abbiamo”.

Juventus – Udinese 3-1: i bianconeri tornano a vincere, oggi l’ufficialità di Spalletti

La Juventus ritrova il sorriso e la vittoria dopo un mese e mezzo di digiuno. All’Allianz Stadium i bianconeri battono 3-1 l’Udinese, tornano a quota 15 punti e salutano così, nel modo migliore, l’imminente arrivo di Luciano Spalletti, atteso nelle prossime ore alla Continassa. Una serata che segna la fine dell’era Tudor e l’inizio di una nuova pagina, aperta temporaneamente da Massimo Brambilla, bravo a guidare la squadra con equilibrio e idee chiare. 

Partenza sprint per la Juve, schierata con un 3-4-1-2 dinamico e aggressivo, con Kostic largo a tutta fascia e Yildiz libero di muoversi alle spalle del tandem Openda-Vlahovic. Proprio il serbo, carico e determinato, rompe subito l’equilibrio dal dischetto dopo appena 5 minuti, trasformando il rigore dell’1-0 e dando il via a un primo tempo di buon ritmo e intensità. I bianconeri gestiscono, creano, ma nel recupero una leggerezza di Locatelli costa caro: Zaniolo ne approfitta, ruba palla e firma il pareggio con un sinistro preciso che gela lo stadio. Nella ripresa la Juve non si disunisce, anzi, spinge con maggiore convinzione. Openda sfiora due volte il vantaggio, ma è Gatti, al 67’, a trovare il gol del 2-1 con un colpo di testa imperioso su cross perfetto di Cambiaso. L’Udinese prova a reagire ma lascia spazi, e nel finale arriva anche il sigillo di Yildiz, che al 96’ si procura e trasforma con freddezza il rigore che chiude la partita. Finisce 3-1, con la Juventus che torna a vincere e a respirare. Brambilla consegna così a Spalletti una squadra viva, più serena e con qualche certezza tattica in più: solidità, compattezza e un gruppo che, almeno per una sera, ha ricordato a tutti di essere ancora competitivo.

Chiellini: “L’esonero di Tudor è stato sofferto, ma Spalletti è un grande allenatore”

Penso che Igor Tudor vada ringraziato per aver fatto un lavoro importante, l’anno scorso ci ha portato in Champions League – il commento di Chiellini -. Questa è stata una decisione condivisa con la società, perché pensiamo che la squadra possa far bene. Credo che Spalletti sia un grande allenatore, con esperienza e un gioco moderno. L’esonero è stato sofferto perché non è nel DNA della Juventus e c’è dispiacere per quanto il mister ci abbia tenuto. Sarà un anno di transizione perché cercheremo di mettere le basi per una Juve che possa tornare a vincere. Mancano 30 partite e c’è ancora tutto in gioco e penso si possa iniziare un nuovo percorso. Nuovo Direttore Sportivo? Nelle prossime settimane lo annunceremo perché manca nell’organigramma”.

Roma – Parma 2-1: Gasperini vince ancora e torna in vetta assieme al Napoli

La Roma torna a vincere e resta in vetta alla classifica insieme al Napoli. All’Olimpico i giallorossi battono 2-1 il Parma al termine di una partita sofferta e combattuta, decisa dai gol di Hermoso e Dovbyk nella ripresa. A nulla serve la rete di Circati nel finale: la squadra di Gasperini risponde presente dopo una prima frazione complicata, mostrando solidità, carattere e grande capacità di soffrire. Avvio difficile per la Roma, che dopo appena sette minuti perde Ferguson per un problema alla caviglia e rivede gli equilibri offensivi con Bailey e Soulé alle spalle di Dybala, spostato al centro dell’attacco. Il Parma parte meglio, si affaccia più volte in area con Ordonez e Cutrone, ma trova sulla sua strada un Svilar sempre attento. La Roma si accende a sprazzi e al 40’ trova anche il vantaggio con Soulé, ma il Var annulla tutto per posizione irregolare di Celik. Nel recupero, Suzuki salva i ducali con una parata straordinaria su colpo di testa di Dybala, chiudendo il primo tempo sullo 0-0.

Nella ripresa il Parma parte meglio, poi la Roma cresce e trova l’episodio che sblocca la gara: al 63’ calcio d’angolo di Dybala, mischia in area e Hermoso è il più lesto a svettare, trovando il gol dell’1-0 anche grazie allo scontro tra Suzuki e Delprato. Il gol carica i giallorossi, che alzano il baricentro e sfiorano subito il raddoppio con Soulé. L’occasione più grande per il Parma arriva all’80’, ancora con Sorensen, ma Svilar è monumentale e tiene in piedi la squadra. Passano pochi secondi e arriva il raddoppio: azione insistita sulla sinistra, scambio tra Cristante e Dovbyk, la palla torna all’ucraino che con un destro preciso firma il 2-0. Sembra finita, ma all’86’ Circati riapre la partita con una splendida volée dopo una rimessa laterale lunga di Benedyczak. Il Parma ci crede, ma nel recupero la Roma resiste e porta a casa tre punti d’oro. Finisce 2-1, con i giallorossi che restano in testa insieme al Napoli e lanciano un messaggio forte e chiaro al Milan, prossimo avversario nel big match di domenica a San Siro.

Gasperini: “Il morale è alto, stiamo giocando bene e attraversando un ottimo momento”

“Abbiamo avuto difficoltà nella prima mezz’ora, merito del Parma e demerito nostro – l’analisi di Gasperini -. Abbiamo trovato le misure giuste, poi nel secondo tempo abbiamo attaccato e la partita si è fatta agevole. Il gol nel finale ci ha lasciato con qualche apprensione. Dybala sta bene, il morale è alto e la squadra sta attraversando un ottimo momento. Possiamo crescere, ma abbiamo sviluppato buone trame e siamo in crescita. Mancini l’ho spostato a destra e ci ha dato spinta, Hermoso dall’altra parte ha maggiore propensione a uscire e giocare, Ndicka è stato positivo. Con loro tre possiamo girare e alternarli in base alle loro caratteristiche, abbiamo una base solida in difesa e stiamo trovando risorse importanti. Stiamo crescendo avanti con Dybala e Soulé, stiamo sopperendo ai problemi. Bailey? Deve trovare condizione, l’abbiamo buttato in campo in maniera precoce e ha bisogno di delicatezza e qualche settimana in più, è in difficoltà”.

Pisa – Lazio (ore 20.45, Dazn)

Prove di volo. Dopo un settembre di paure, infortuni e tensioni, la Lazio ha ritrovato ossigeno e fiducia. Il pareggio con l’Atalanta e la vittoria sulla Juventus hanno cambiato l’umore di Formello: due big match che spaventavano tutti, affrontati con mezza squadra incerottata, eppure gestiti con personalità e compattezza. Segnali di una squadra che, lentamente, sta tornando sé stessa. L’infermeria resta affollata, ma il calendario adesso sorride e invita a ragionare con ottimismo. Prima il Pisa stasera, poi il Cagliari lunedì prossimo: due gare alla portata, da non sbagliare per sfida prepararsi al meglio alla successiva sfida di San Siro contro l’Inter. 

La risalita, del resto, era iniziata un mese fa con la vittoria di Marassi sul Genoa, che ha rimesso in moto il gruppo. Da allora, 8 punti in quattro partite, tre clean sheet e una solidità che sembrava perduta. Numeri che raccontano di una squadra più corta, più umile e più compatta, capace di soffrire e di risalire senza perdere il filo. Il ferro va battuto finché è caldo, dunque la trasferta pisana (da affrontare senza tifosi, visto il divieto dell’Osservatorio) diventa fondamentale: Sarri proverà a sfangarla con un 4-3-3 con Provedel in porta, Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini in difesa, Guendouzi, Cataldi e Basic a centrocampo, Isaksen, Dia e Zaccagni in attacco. Gilardino, reduce dal pareggio-impresa di Milano, risponderà con un 3-5-2 con Semper tra i pali, Caracciolo, Canestrelli e Bonfanti nel reparto arretrato, Touré, Marin, Aebischer, Akinsanmiro e Leris in mediana, Moreo e Nzola coppia offensiva.

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