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Salva-banche e Mediaset: scintille in Borsa ma Berlino turba i mercati

La decisione del Governo di creare uno scudo da 20 miliardi per le banche in difficoltà e per i loro risparmiatori e il nuovo assalto di Vivendi a Mediaset che porta al 30% la sua quota nel Biscione sono al centro della giornata di oggi dei mercati, scossi dalla strage di Berlino

Salva-banche e Mediaset: scintille in Borsa ma Berlino turba i mercati

Natale s’avvicina, ma, a giudicare dalla cronaca, non si direbbe. La strage di Berlino, assieme all’attentato all’ambasciatore russo in Turchia, riportano d’attualità il terrorismo, già messo in secondo piano dall’effetto Trump. Scatta di nuovo la corsa agli asset più solidi, con nuovi rialzi del dollaro e dei T-Bond. Ma le notizie in arrivo alla capitale tedesca hanno ridimensionato anche i guadagni della Borsa Usa. La notizia è caduta peraltro a poche ore dall’ultimo appuntamento di rilievo dell’anno in politica monetaria: la conferenza stampa di Haruhiko Kuroda, al termine della riunione della BoJ sui tassi.

Anche sullo scacchiere di Piazza Affari non è tempo di festa. La missione già impossibile dell’aumento di capitale di Monte Paschi si è ulteriormente complicata ieri per un incredibile braccio di ferro dell’ultima ora tra l’istituto e Quaestio, braccio operativo del fondo Atlante, sulla cartolarizzazione degli Npl. Il nodo si è sciolto in serata quando l’attenzione della City meneghina si era spostata sull’ennesimo blitz di Vivendi su Mediaset: su questo fronte la pace, a Natale o dopo, sembra ormai impossibile.

IL GIAPPONE CONFERMA I TASSI NEGATIVI: BENE LA BORSA

Le nubi della geopolitica sono destinate a condizionare l’apertura delle Borse. Intanto, non cambia la politica della Banca del Giappone: vengono confermati i tassi negativi (-0,1%) e gli acquisti di titoli e di Etf a sostegno del mercato. Ma dal comunicato finale emerge una nota di cauto ottimismo sul fronte dell’inflazione, sorretta dal calo dello yen (stamane 117,48 , -11,6% sul dollaro dall’elezione di Trump), dal rimbalzo dei rezzi petroliferi e dalla crescita, grazie alla ripresa dell’export.

La Bborsa di Tokyo ha reagito alle decisioni della BoJ con un rialzo dello 0,5%, invertendo la tendenza iniziale. Le Borse della Cina sono in ribasso: Hong Kong -0,7%, Shanghai -0,6%. Seul +0,2% e Mumbai -0,2%.

YELLEN PROMUOVE LA RIPRESA, APPLE ATTACCA LA UE

Hanno chiuso in rialzo i mercati Usa, ma la forza del Toro si è sensibilmente ridotta dopo la strage in Germania. L’indice Dow Jones (+0,20% a quota 19,883 punti) ha di nuovo rinviato l’assalto a quota 20 mila. Anche l’S&P 500 avanza dello 0,20%. Meglio il Nasdaq (+0,37%). Il dollaro continua la sua marcia verso la parità con l’euro: il cross è scambiato a 1,039, da 1,045 di venerdì sera. Siamo tornati sui massimi degli ultimi 14 anni. A sostenere il rally ha provveduto l’analisi molto positiva sullo stato dell’economia fatta ieri dal presidente della Fed Janet Yellen.

Intanto il collegio dei grandi elettori Usa ha dato il via libera alla nomina di Donald Trump. Il neo presidente ha nominato Mick Mulvaney, un parlamentare vicino al Tea Party, noto per essere contrario a espansioni del deficit e quindi a misure fiscali prive di copertura finanziaria, come capo dell’ Office of Management and Budget. Ciò dovrebbe indurre alla prudenza circa l’effettiva entità del piano di spesa.

A guidare il rialzo è stato il plotone dei titoli tech più prestigiosi: Microsoft +2,12%, Intel +1,60%, Amazon +1,09%. Molto bene anche Apple (+0,58%): la Mela ha annunciato ieri di voler citare per danni la Commissione Ue per la maxi multa (14 miliardi di dollari) inflitta per l’accordo fiscale con l’Irlanda.

STAR WARS, LA FORZA È CON WALT DISNEY

Sul tappeto rosso di Wall Street si è svolta ieri la sfilata di Walt Disney (+1,34%) sull’onda dell’esordio trionfale nel weekend di Rogue One, nuova saga legata all’universo di Guerre Stellari: il film ha realizzato ricavi per 290,5 milioni di dollari, il secondo maggior successo di sempre per la saga. Nel 2012 Walt Disney ha acquistato da i diritti di Star Wars da Lucasfilm per 4 miliardi di dollari. In flessione stamane il petrolio: Brent a 54,82 dollari (-0,2%), Wti a 51,91 (-0,4%).

MEDIOBANCA SECURITIES FRENA SAIPEM

A Milano balzo in avanti di Saipem (+4,6%). Ma il titolo potrebbe frenare stamattina dopo che Mediobanca Securities ha rivisto al raccomandazione al ribasso da Neutral dal precedente Buy. L’analista Alessandro Pozzi ha portato il target price a 53 centesimi di euro da 47 centesimi di euro. Tenaris +0,43%. In ribasso Eni (-0,5%).

DEBOLE MILANO, VOLVO DI NUOVO PRONTA PER LA BORSA

La strage di Berlino (12 morti) rappresenta una pesante ipoteca sugli umori dei mercati europei, già indeboliti ieri dalla flessione del settore bancario. Sia la lira turca che il rublo, dopo una flessione iniziale, hanno recuperato i prezzi precedenti gli attentati.

La condanna “per negligenza” inflitta da un tribunale francese a Christine Lagarde per il comportamento nell’affare Tapie non comporterà limitazioni alla libertà personale del direttore generale del Fondo Monetario.

Milano, dopo il rally della scorsa settimana (+3,9%) ha chiuso in calo dello 0,24%, a quota 18.969. Sulle altre Piazza d’Europa, Madrid ha ceduto lo 0,59%, Parigi lo 0,25%, mentre Francoforte è avanzata dello 0,11% e Londra dello 0,02%.

Volvo, la casa automobilistica svedese controllata dalla cinese Geely, ha chiuso con successo l’offerta di 5 miliardi di corone in obbligazioni convertibili, primo passo verso il ritorno alla quotazione alla Borsa di Stoccolma.

Lo spread Btp/Bund è oscillato tra 152 e 159 punti base, sullo stesso livello della chiusura di venerdì scorso. Il differenziale di rendimento tra Italia e Spagna ha scambiato in chiusura a 48 pb (contro 51 bp in apertura).

Il governo tedesco ricorrerà di meno al mercato dei capitali nel corso del 2017, secondo quanto annunciato dal ministero delle Finanze. Berlino dovrebbe raccogliere sul mercato dei capitali 172 miliardi di euro attraverso strumenti classici come Bund e Bubil e un ammontare addizionale tra 6 e 10 miliardi attraverso titoli “inflation linked”. Nel 2016 la Germania ha emesso titoli per 202,5 miliardi.

IL TESORO VARA IL DECRETO PER LE BANCHE. MPS -11%

Giornata difficile per il credito. L’indice delle banche italiane perde il 2%, quello europeo l’1,7%. Esordio amaro per l’aumento i capitale di Monte Paschi: -11% dopo più sospensioni per eccesso di ribasso. Il titolo, a fronte di una richiesta di 5 miliardi di capitale, vale in Borsa poco più di 600 milioni. La Banca ha diffuso una nota in cui sottolinea i dubbi di Quaestio, la sgr che gestisce tra l’altro il fondo Atlante, in merito alla cessione delle sofferenze.

L’aumento si concluderà tra il 21 e il 22 dicembre (mercoledì per il pubblico retail, giovedì per gli istituzionali) ad un prezzo delle nuove azioni in emissione compreso tra 1 euro e 24,9 euro. Ma, salvo sorprese , il tentativo di risolvere la crisi con un’operazione di mercato sembra destinato al fallimento. Il governo è già corso ai ripari: il Consiglio dei Ministri si è riunito in serata, e al termine il premier Paolo Gentiloni, con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno spiegato che “è stata approvata la relazione al parlamento che autorizza il governo a ricorrere” ad un maggior debito per 20 miliardi. L’intervento a supporto del sistema bancario si tradurrà in un aumento del debito pubblico, visto al 132,8% del Pil nel 2016 secondo le ultime stime di governo.

Oltre a Mps, il paracadute pubblico potrebbe essere esteso a Popolare Vicenza, Veneto Banca, Carige e anche alle quattro bridge bank nate dalla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara. In vista dell’operazione Banca Carige ha messo a segno un rialzo di oltre il 7%. In terreno positivo anche Mediobanca (+0,7%).

FRENA UNICREDIT

Unicredit invece perde il 4,5% in vista dell’aumento da 13 miliardi proposto nel piano industriale. Moody’s ha confermato i rating Baa1 sul debito senior a lungo termine dell’istituto e sui depositi, con outlook stabile.

In netto ribasso anche Banca Pop.Emilia (-3,8%), Banco Popolare (-2,7%) e Ubi (-1,8%).

MEDIASET, VIVENDI PUNTA ALLA SOGLIA DELL’OPA

Ormai è guerra senza frontiere tra Mediaset (+1,5%) e Vivendi. Mentre Fininvest annunciava di avere presentato a Consob e Borsa Italiana un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate, da Parigi Vivendi rispondeva con la decisione di aumentare il suo investimento in Mediaset entro i limiti del 30% di capitale, a ridosso della soglia dell’Opa. In settimana i dirigenti della società francese dovranno rispondere alla convocazione in Consob.

Intanto oggi si terrà il Cda di Mediaset. Oltre a discutere dell’informativa legata alla sfida con il gruppo Bolloré, il consiglio dovrebbe esaminare anche il ritorno sotto Rti dei giornalisti sportivi e di altri lavoratori (complessivamente poco più di un centinaio di persone) già confluiti nella pay tv Premium, da cui rientrerebbero anche i diritti televisivi relativi alla stagione 2017-2018 della Champions League, l’ultima del triennio di esclusiva conquistato dal Biscione. Ancora in fibrillazione Telecom Italia (+2,4%).

TENGONO LE UTILITIES, BALZO DI ATLANTIA

Nel resto del listino, buon rialzo di Enel (+0,8%), accompagnata dalle altre utility: Terna +1,6%, Snam +1,1%, Atlantia +1,7%. Tra gli industriali, Fiat Chrysler +0,5% e StM +1,1%. Positiva Buzzi (+1,3%). Avanza Campari (+1,6%).

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