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Salone del Risparmio: trasformare il risparmiatore in investitore consapevole

Durante la kermesse milanese i riflettori si sono concentrati sull’attuale contesto di incertezza economica che rischia di accrescere la tradizionale tendenza delle famiglie italiane a parcheggiare la propria liquidità sui conti correnti, a discapito del sistema produttivo ma anche di se stesse. Gli interventi di Eurizon e Fideuram. Fondamentale è la formazione del consulente per accrescere la cultura finanziaria dell’investitore e renderlo consapevole delle scelte di investimento

Salone del Risparmio: trasformare il risparmiatore in investitore consapevole

Non si può avere un vero risparmio senza investimento e l’investimento senza risparmio è illusorio. Per assicurare all’economia una crescita equilibrata le due attività devono andare di pari passo perché l’investimento infonde dinamismo al sistema produttivo. La tendenza al risparmio è aumentata nell’anno della pandemia e continua a perdurare anche mano mano che la crisi epidemiologica è più sotto controllo, grazie all’aiuto della campagna vaccinale. Ma la propensione al risparmio rimane da sempre un paradosso italiano, accresciuto dall’incertezza del presente e la sfiducia nel prossimo futuro che ha ridotto ancora di più la propensione delle famiglie a investire. Sostegni e ristori possono tamponare la crisi nel breve periodo, ma per la ripresa serve confluire la liquidità verso l’economia reale. Sono le riflessioni emerse durante la prima giornata del Salone del Risparmio, la kermesse milanese in programma dal 15 al 17 settembre 2021.

Allora perché sempre più soldi sono parcheggiati sui conti correnti degli italiani? Questo perché nel 2020 il risparmio delle famiglie è cresciuto in maniera vertiginosa rispetto al 2019: meno viaggi, meno cene o aperitivi, uscite ridotte, sport o attività per i figli sospesi per mesi. Questo e molto altro ha contribuito a un arricchimento dei conti correnti per 126 miliardi di euro, di cui circa 85 miliardi ristagna sui conti correnti, secondo i dati della Banca d’Italia. Ma non si tratta solo di consumi, ma anche la comprensibile prudenza di chi oggi considera precario il proprio posto di lavoro o chi ritiene che la crisi sanitaria possa prolungarsi più del previsto.

In questo clima di sfiducia bisogna spingere i risparmiatori italiani ad investire almeno una parte della montagna di liquidità tenuta poco vantaggiosamente ferma sui conti correnti. Come indirizzare questo risparmio verso l’economia reale?

Durante il Salone del Risparmio alla conferenza di Assogestioni “Da risparmiatore a investitore sostenibile”, Saverio Perissinotto, Amministratore Delegato di Eurizon del gruppo Intesa Sanpaolo ha dichiarato: “La propensione al risparmio è raddoppiata. Nel 2021 è arrivata al 16%. È importante capire che il valore del tempo è il più grande alleato per l’investitore, per andare in questa direzione bisogna agire su tre fronti. Un fronte è quello della produzione che deve studiare soluzioni d’investimento coerenti con il contesto e le esigenze. Secondo fronte è quello della distribuzione, che deve lavorare con il risparmiatore sulla pianificazione di medio-lungo periodo e il terzo fronte è quello delle istituzioni il cui intervento è importante per creare le condizioni che possano aiutarci a trasformare il risparmiatore italiano in investitore consapevole.”

La solidità del sistema guarda la consulenza finanziaria come custode di una crescente responsabilità verso investimenti che parteciperanno attivamente al processo di transizione digitale e sostenibile del Paese. In merito, Gianluca Serafini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fideuram ISPB Asset Management SGR – in occasione dell’evento Fideuram “Dall’economia reale ai mercati finanziari internazionali, la testimonianza di due imprenditori di successo”, con John Hyman, Chief Investment Adviser di Telegram e con Silvio Campara, CEO di Golden Goose – ha dichiarato: “Per questa edizione del Salone del Risparmio ho fortemente voluto con noi due eccellenti rappresentanti del mondo aziendale che hanno costruito realtà globali di successo in contesti d’incertezza e cambiamento. Storie a cui i nostri giovani talenti possano ispirarsi per partire o ripartire dopo questi due anni così complessi.

“Per noi è fondamentale affiancare i giovani imprenditori e offrire loro una consulenza finanziaria personalizzata ed esclusiva che permetta di bilanciare al meglio il rischio imprenditoriale e le scelte operate sul patrimonio personale – ha concluso Serafini -. La nostra volontà è contribuire alla nascita e allo sviluppo di sempre più imprese in grado di diffondere innovazione, operare con un approccio sostenibile e inclusivo, creare valore per tutti gli stakeholder nel tempo”.

Anche Dario Di Muro, Direttore Generale IWBank, è intervenuto al Salone del Risparmio: “L’evoluzione digitale ha consentito al mondo della consulenza finanziaria di superare brillantemente anche un periodo difficile come quello che stiamo ancora vivendo, caratterizzato dalla pandemia. In questo contesto i modelli di business che guardano al digitale come canale di acquisizione e dialogo con il cliente e non solamente come strumento di lavoro hanno fatto registrare le migliori performance sia in termini di crescita che di valorizzazione del ruolo di Consulente Finanziario. È stato proprio il binomio “approccio digitale e consulente finanziario” l’elemento da cui siamo partiti per analizzare gli aspetti più interessanti di un modello destinato a crescere in futuro. Ed a questo riguardo IWBank rappresenta l’esperienza pluriennale di un’azienda che ha fatto del digitale il suo elemento distintivo e si appresta adesso a vivere una forte accelerazione nei suoi piani di crescita e sviluppo”.

Sono oltre 25 mila i consulenti finanziari delle società aderenti ad Assoreti che gestiscono attualmente il patrimonio di 4,8 milioni di risparmiatori italiani. Un valore che si traduce in più di 745 miliardi di euro, raddoppiato negli ultimi e che si stima possa raggiungere 1.000 miliardi nel 2025. Guardando al futuro, le dinamiche anagrafiche delle Reti pongono le condizioni per una maggiore apertura del settore a giovani talenti che potranno disporre, già all’avvio della carriera, di portafogli complessivi di decine di miliardi di euro che permettono futuri sostenibili.

In questo contesto è essenziale puntare sulla formazione dei consulenti per aiutare i clienti a una corretta pianificazione prospettica dei propri risparmi. È da questo assunto che Assoreti insieme ad Enel Foundation – organizzazione non-profit per lo sviluppo di iniziative di ricerca e formazione – ha annunciato un progetto strutturato di formazione certificata dedicato agli attuali consulenti finanziari delle associate di Assoreti, e ai giovani talenti intenzionati ad intraprendere questa professione e che guideranno gli italiani nelle future scelte di investimento socialmente responsabili. 

Sarà dato spazio in particolare all’investimento sostenibile al servizio dell’economia reale (PIR, investimenti alternativi e responsabili) approfondendo anche le dinamiche del mercato finanziario ed entrando nel merito dell’evoluzione del servizio di consulenza. Dall’altro, l’accordo mira a garantire anche ai giovani interessati ad entrare nel sistema della consulenza finanziaria le competenze e il know how necessario per una loro attiva partecipazione al futuro sostenibile del Paese.

Paolo Molesini, Presidente Assoreti ha dichiarato: “I consulenti devono oggi assolvere ad un ruolo che va anche oltre il soddisfacimento delle esigenze del cliente per espandersi in un senso di responsabilità verso le nuove generazioni e per una società più sostenibile. Come l’impresa non risponde più solo alla creazione di valore per i propri azionisti, così le nostre Reti sono tenute, all’esito di un processo che coinvolge più attori, a selezionare queste imprese e aiutarle nel loro sviluppo, nell’ottica di un futuro migliore per tutti. La contemplazione dei fattori ESG rappresenta così un ulteriore ampliamento dell’oggetto della consulenza, che richiede capacità nuove di valutazione e competenze specialistiche. Fondamentale è quindi la formazione del consulente, anche per accrescere la cultura finanziaria dell’investitore e renderlo consapevole delle scelte di investimento, in virtù del valore che tali decisioni possono apportare alla crescita sostenibile”.

“La sostenibilità è sempre più riconosciuta come elemento centrale per garantire l’affidabilità̀ degli investimenti e la loro capacità di generare valore nel breve e nel lungo termine. Con questa collaborazione intendiamo offrire spunti scientifici e competenze specifiche per arricchire la cultura finanziaria del Paese allineandola alle necessità di una quotidianità̀ sostenibile per tutti, con la consapevolezza che i criteri ESG avranno un ruolo crescente nel determinare le scelte di ciascuno di noi”, ha sottolineato Carlo Papa, Managing Director Enel Foundation. 

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