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Sabatini (Abi): “Bene la riforma del lavoro, serve più flessibilità in uscita”

ABI EVENTI – Primo giorno di dibattito alla conferenza dell’associazione delle banche – In apertura dei lavori il direttore generale, Giovanni Sabatini, esprime apprezzamento per la riforma del lavoro voluta dal Governo Monti, ispirata alla stessa necessità di cambiamento che ha mosso il nuovo contratto collettivo della categoria: “Obiettivi condivisibili”.

Sabatini (Abi): “Bene la riforma del lavoro, serve più flessibilità in uscita”

“In un periodo di grandi cambiamenti bisogna essere aperti all’innovazione”. Così Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, in apertura del convegno organizzato dall’associazione delle banche sul tema delle risorse umane nel settore. Un concetto chiave, declinato in ogni parte del suo discorso. In primo luogo in riferimento al contratto nazionale della categoria, firmato a gennaio, e che in queste settimane si sta votando in tutta Italia.

Il nuovo contratto nazionale. “Il nostro contratto presenta molte novità rispetto al passato, e questo è stato possibile anche grazie ai sindacati che hanno capito che la situazione è cambiata. Oggi ci troviamo di fronte ad un sistema economico più complesso, che impone cambiamenti strutturali”. “Per certi versi – ha ammesso il direttore generale – si tratta di peggioramenti, specie se si pensa alla sempre maggiore volatilità dei mercati e alla crisi dei debiti sovrani”. Il nuovo contratto collettivo dunque risponde a queste esigenze. Ma la sfida riguarda tutto il sistema. 



La riforma del lavoro. Una fase che presenta elementi di criticità e che impone scelte coraggiose anche se impopolari. Come quella del mercato del lavoro, voluta dal Governo Monti. “Apprezziamo lo sforzo del Governo di ammodernare il Paese. In particolare i punti cardine della riforma del lavoro che porteranno una maggiore flessibilità, sia in entrata che in uscita, e un nuovo equilibrio nel sistema degli ammortizzatori sociali”. “Si tratta – ha aggiunto – di obbiettivi condivisibili”. 

In apertura dei lavori anche gli interventi di Giancarlo Durante, direttore della direzione sindacale dell’Abi, che ha chiesto uno sforzo maggiore per evitare una “frattura generazionale” tra i lavoratori, focalizzando il proprio intervento sul progressivo invecchiamento della popolazione, richiamando l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Fondo monetario internazionale.

Plaude alla riforma delle pensioni Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, un passo necessario verso la direzione della semplificazione normativa e di un sistema pensionistico che abbia “una normativa chiara e valida per tutti”. “Il nuovo sistema delle pensioni chiede al lavoratore di lavorare di più, ma lo rende anche più libero davanti alla scelta su quanto ancora lavorare in relazione a quanto ha messo da parte e quanto necessita”.  

Contributi al dibattito sono arrivati anche dal mondo accademico. Il professor Carlo Dell’Aringa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha evidenziato alcuni elementi di novità nel mondo del lavoro. I dati a sua disposizione hanno evidenziato un aumento della domanda di lavoro a fronte di una sostanziale stabilità dell’offerta. “Questo significa – ha detto Dell’Aringa – che la categoria degli scoraggiati, quelli che non cercavano lavoro per rassegnazione, hanno ripreso a cercarlo. Si tratta di lavoro aggiuntivo, motivato dalla sempre maggiore necessità da parte delle famiglie di avere maggiori risorse, sempre più esigue. E’ l’ultimo sintomo di una sempre più urgente necessità di creare lavoro. Di crescere come sistema. E non dell’1%, come ha l’Ue, ma almeno del 2%”. Obiettivo necessario per evitare che il Paese scivoli nel meccanismo dell’avvitamento. 

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