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Roma, Atac inciampa nei Trasporti: trovi subito 12 milioni

La Motorizzazione concede due mesi, fino al 30 maggio, per rinnovare la fideiussione scaduta a fine marzo – Se non si trovano i fondi per l’iscrizione al Ren, verrà revocata la concessione – Servizio a rischio dal 1°giugno.

Roma, Atac inciampa nei Trasporti: trovi subito 12 milioni

Atac nella bufera. Di nuovo. Stavolta i problemi della municipalizzata romana, tristemente famosa per il suo debito monstre da 1,3 miliardi di euro, arrivano dalla Motorizzazione e – nonostante le smentite – mettono a rischio il futuro del servizio di trasporto pubblico capitolino.

Cosa è successo? Andiamo con ordine. Le imprese che prestano servizio di trasporto, dietro corrispettivo, sulla base di un contratto stipulato con un committente devono essere iscritte al Ren, il Registro elettronico nazionale. Per iscriversi però, servono delle garanzie finanziarie che l’azienda di via Prenestina al momento – neanche a dirlo – non possiede. Per questo motivo toccherebbe al Campidoglio, in qualità di controllante, presentare una fideiussione bancaria da 12 milioni di euro per garantire sui conti della sua municipalizzata, ma ad oggi pare che le banche stiano facendo orecchie da mercante. Ma il problema, oltre ai soldi, sono anche i tempi.



L’iscrizione di Atac al Ren è scaduta 6 mesi fa e fino a qualche settimane fa l’azienda ha potuto contare su una proroga, terminata il 30 marzo. A questo punto dunque la Motorizzazione ha inviato una nota a palazzo Senatorio con la quale ha avviato le procedure di revoca della concessione: se entro il 30 maggio non sarà rinnovata la fideiussione la revoca diventerà operativa e il servizio verrà sospeso.

Questo il sunto di ciò che sta accadendo. Per il momento, sia il Campidoglio che il Mit minimizzano sostenendo che la nota inviata ieri non rappresenterebbe un ultimatum, ma “una normale interlocuzione tra amministrazioni”. La grana però, sia per Atac che per la giunta Raggi, c’è eccome.

I due mesi di tempo concessi ad Atac scadranno il 30 maggio, lo stesso giorno in cui i giudici del Tribunale fallimentare torneranno ad esprimesi sulla richiesta di concordato preventivo in continuità dopo la pesante stroncatura arrivata il 23 marzo.

Da qui alla fine di maggio dunque, Atac si gioca il suo futuro. Giornate incandescenti in cui tra Via Prenestina (sede di Atac, ndr.) e Palazzo Senatorio dovranno cercare di salvare una società che ormai sembra di giorno in giorno più vicina al fallimento.

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