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Renzi: “Nella Legge di Stabilità meno tasse sul lavoro”

Così il premier Matteo Renzi, ospite alla prima puntata della ventesima edizione di Porta a Porta, sottolineando anche: “Siamo il primo governo che sta riducendo la pressione fiscale, tagliando del 10% l’Irap e del 10% la bolletta alle imprese”.

Renzi: “Nella Legge di Stabilità meno tasse sul lavoro”

“Penso e credo che nella legge di Stabilità avremo un ulteriore diminuzione di tasse sul lavoro”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, ospite alla prima puntata della ventesima edizione di Porta a Porta, sottolineando anche come “da troppo tempo siamo vittime e responsabili del clima di rassegnazione, ci siamo avvitati. Dobbiamo fare in modo che la gente smetta di avere preoccupazione sul futuro”.

“Io non so se è una manovra di stile classico – ha aggiunto – ma quello che stiamo facendo noi non l’ha fatto nessuno. Noi riduciamo il peso dello Stato e della pressione fiscale, siamo il primo governo che sta riducendo la pressione fiscale, tagliando del 10% l’Irap e del 10% la bolletta alle imprese. Più gli 80 euro”.



Il Premier non ha però nascosto un po’ di delusione per i dati sul Pil: “Non sono ottimista, più o meno balliamo intorno allo zero, non è sufficiente per ripartire. E’ lo stop alla caduta, ma non la ripartenza”.

Ma quali sono i nuovi interventi possibili in ambito fiscale? 

1) Aggiungere in busta paga 80 euro anche ai cosiddetti incapienti (ovvero i quattro milioni di persone che guadagnano meno di 8mila euro lordi l’anno e che sono escluse dal pagamento dell’Irpef, non potendo quindi beneficiare del bonus attivato da giugno) costerebbe circa quattro miliardi di euro. E’ quindi più probabile che il Governo intervenga a favore dei più poveri potenziando i sussidi atttraverso i fondi europei.

2) Costerebbe troppo, probabilmente, anche estendere il bonus di 80 euro alle partite Iva individuali (che sono tre milioni e mezzo) e ai pensionati (circa sei milioni e mezzo quelli che percepiscono fra mille e 2mila euro al mese). 

3) L’allargamento del bonus più realistico (costerebbe solo 2-300 milioni di euro in più ogni anno) sarebbe dunque quello che prevede un incremento delle soglie di reddito per le famiglie numerose con un solo stipendio. I nuovi limiti potrebbero passare da 26 a 31mila euro lordi annui per chi ha due figli a carico, a 40mila per chi ne ha tre e a 50mila con quattro.

4) Quanto all’Irap, già ridotta quest’anno del 10%, ogni ulteriore taglio di 10 punti percentuali a favore delle imprese costerebbe due miliardi e mezzo.  

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