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Renzi-Merkel-Hollande: sicurezza, migranti e crescita nella Ue del dopo Brexit

Da Ventotene, isola simbolo di europeismo, i tre leader europei ricordano Altiero Spinelli e parlano delle prossime mosse dell’Ue in vista del Vertice di Bratislava – Renzi: “Molti pensavano che dopo la Brexit l’Europa fosse finita Non è così. Abbiamo voglia di scrivere una nuova pagina di futuro” – Merkel apre a Renzi: “Appoggio le riforme di Matteo e nel Patto di stabilità ci sono molte possibilità di flessibilità”

Renzi-Merkel-Hollande: sicurezza, migranti e crescita nella Ue del dopo Brexit

Tre mesi dopo il vertice d’emergenza tenutosi lo scorso 27 giugno in seguito al risultato del referendum del Regno Unito che ha sancito la Brexit, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande si riuniscono nuovamente per cercare di trovare delle risposte concrete alle fragilità economiche dell’Unione Europea e all’emergenza sicurezza che, tra immigrazione, accoglienza e terrorismo, rappresenta una sfida complessa per tutti gli Stati membri dell’Ue.

I tre leader europei, giunti nel pomeriggio nello scalo napoletano di Capodichino, sono saliti a bordo di un elicottero con destinazione Ventotene, isola da sempre considerata come uno dei simboli dell’europeismo perché confino in vita e poi tomba di uno dei padri di quel pensiero, Altiero Spinelli, uno degli autori del celebre “Manifesto per l’Europa”.



Dopo aver reso omaggio alla salma del politico e scrittore italiano, protetti da imponenti misure di sicurezza, Renzi Merkel e Hollande hanno fatto tappa alla portaerei Garibaldi, dove è stato allestito il palco della conferenza stampa.

RENZI
Il Premier italiano enfatizza il valore simbolico del luogo scelto per il vertice: “Dietro di noi l’isola di Ventotene, a destra l’isola di Santo Stefano, luoghi simbolo della grandezza dell’Europa. Anche questa è Europa. Ventotene, dove nel 1941 Spinelli immaginò il manifesto per l’Europa. Grazie a Merkel e Hollande per essere qui, tra breve il nostro incontro. Non sarà l’unico, ce ne saranno altri, tra tutti il vertice informale di Bratislava il prossimo 16 settembre”.

Ad elencare i temi dell’incontro è lo stesso Matteo Renzi: “Molti pensavano che dopo la Brexit l’Europa fosse finita – ha affermato il presidente del Consiglio – Non è così. Rispettiamo la scelta dei cittadini britannici, ma abbiamo voglia di scrivere una nuova pagina di futuro. Parleremo anche di questioni economiche, c’è bisogno di misure forti, investimenti di qualità accompagnati da riforme strutturali. Investire su manifattura 4.0, energie rinnovabili. Attenzione ai giovani. C’è bisogno di misure forti per rilanciare la crescita e combattere la disoccupazione giovanile. Nel carcere sull’isola di Santo Stefano, dove sono stati in prigione Sandro Pertini e Umberto Terracini, nascerà un campus universitario per i giovani europei. Un grande investimento ideale. Parleremo di politica internazionale e di migrazione”.

Il Premier ha voluto fornire anche un dato ufficiale: nel 2016 i migranti arrivati in Italia sono 102mila a fronte dei 105mila sbarcati lo scorso anno. “Dobbiamo fare qualcosa come Ue per bloccare le partenze”.

HOLLANDE
Anche il Presidente francese ha sottolineato l’alto valore dell’opera di Spinelli, precursiore di un’idea d’Europa che oggi più che mai, deve proteggersi rispettando parellalamente i valori fondamentali sui quali si fonda. Difesa sì, ma anche accoglienza: “Grazie a uomini come Altiero Spinelli è nata questa idea, la capacità di garantire la pace tra i popoli- ha sottolineato Hollande – Spinelli ha lanciato anche un’idea della difesa comune, che oggi assume una veste essenziale. L’Europa deve garantire meglio la propria difesa, e deve essere anche concreta. Dobbiamo proteggere meglio le frontiere europee e condividere di più le informazioni di intelligence. Vogliamo anche maggior coordinamento, più mezzi e più risorse nel settore della difesa. Spetta all’Europa proteggersi, ma – continua il capo dell’Eliseo – anche accogliere chi è spinto all’esilio mettendo spesso a rischio la propria vita. Voglio ringraziare a nome di tutta l’Unione Europea l’equipaggio della nave Garibaldi impegnata nell’operazione “Sophia”, di controllo delle frontiere ma anche in servizio umanitario nel Mediterraneo. Francia, Italia e Germania-  ha concluso il Presidente transalpino – hanno intenzione di lavorare per una creazione di una “guardia costiera dell’Unione europea”.

MERKEL
Dopo Hollande, la parola passa alla Cancelliera tedesca Angela Merkel che si concentra soprattutto sul tema immigrazione: “Oggi noi dobbiamo garantire un’Europa sicura e vivere secondo i nostri principi.  Dobbiamo fare di più per la sicurezza interna a esterna”. Per farlo, occorrerà “migliorare gli scambi tra i servizi di intelligence, tutta la raccolta di informazioni sul territorio deve essere migliorata. Di fronte a sfide così grandi, ai tanti profughi che arrivano, dobbiamo migliorare il meccanismo di protezione delle frontiere”.

“La Germania ha cambiato la propria posizione sulla gestione dei migranti – ha aggiunto la leader tedesca –  Per tanti anni siamo stati contrari all’europeizzazione di questo tema, adesso invece vogliamo più cooperazione europea”. “La Guardia costiera da sola non può controllare i confini marittimi, dobbiamo fare ancora molto. La cooperazione con la Turchia sui migranti è giusta, altrimenti non possiamo vincere la lotta con gli scafisti” ha detto Angela Merkel.

POPULISMO
Dalla Portaerei Garibaldi, il Presidente del Consiglio Italiano risponde anche a chi pontifica sulle scelte italiane in materia di immigrazione, riferendosi direttamente ai tanti populisti che spesso forniscono dichiarazioni puntualmente smentite dai numeri: Lo scorso anno Merkel ha accolto un milione e centomila persone, otto volte più dell’Italia. Ma gli italiani dicono abbiamo un problema con l’Europa. Non ci rendiamo conto che su terrorismo e sicurezza di quello che ha sofferto la Francia. Ma il problema riguarda l’Europa intera. In altri termini, l’Europa può essere la soluzione. Per i populisti è sempre colpa dell’Europa ma non è così. Da qui diciamo che l’Europa è la più grande opportunità per le nuove generqazioni e non ci facciamno scoraggiare dalla Brexit. Per gli ideali europei è un elemento di civiltà salvare chi è in mare, ma dobbiamo farci carico della situazione in Africa, in Siria. Continueremo a lavorare nel Mediterraneo, ma è arrivato il momento in cui tutti insieme si faccia uno sforzo di più ampio respiro”.

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