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Referendum Scozia, in vantaggio i “no”

La Survation Poll, la Opinium Poll dell’Observer e la Panelbase survey del Sunday Times danno i “no” in testa. Tenendo presente il margine d’errore statistico, tuttavia, il quadro generale è ancora incerto – Cameron: “Per favore, non fate a pezzi questa famiglia di nazioni. Sarebbe un doloroso divorzio”.

Referendum Scozia, in vantaggio i “no”

Mancano meno di 48 ore al giorno X della Scozia. Giovedì si svolgerà il referendum più atteso degli ultimi anni, che potrebbe sancire la definitiva indipendenza di Edimburgo da Londra. Dopo il clamoroso recupero estivo degli scissionisti, capaci di colmare in poche settimane un gap di oltre 20 punti percentuali, la media dei sondaggi torna a favorire gli unionisti. 

Una sola rilevazione ha dato i “sì” in vantaggio di 8 punti sui “no”, ma si trattava d un’indagine via mail, basata su un campione assai ridotto (700 intervistati). Gli altri, ovvero la Survation poll, la Opinium Poll dell’ Observer e la Panelbase survey del The Sunday Times danno invece i “no” in testa. Tenendo presente il margine d’errore statistico, tuttavia, il quadro generale è ancora incerto. 



Ieri, intanto, il premier britannico David Cameron ha rivolto agli scozzesi un ultimo, accorato appello: “Per favore, non fate a pezzi questa famiglia di nazioni. Sarebbe un doloroso divorzio. La Gran Bretagna è diventata tale grazie alla grandezza della Scozia, grazie ai pensatori, scrittori, artisti, leader, soldati, inventori, che hanno reso grande questo Paese…e grazie a milioni di persone che hanno svolto il loro ruolo in questa storia di straordinario successo”.  

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