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Reddito di cittadinanza: Isee entro gennaio o stop al sussidio

Se entro il 31 gennaio non sarà rinnovato l’Isee si perderà il diritto al reddito di cittadinanza – Ecco come presentarlo

Reddito di cittadinanza: Isee entro gennaio o stop al sussidio

È scattato il conto alla rovescia per le 915.600 famiglie – pari a oltre 2,3 milioni di persone – che percepiscono il reddito di cittadinanza. Se entro venerdì 31 gennaio i beneficiari non presenteranno il nuovo Isee, perderanno il diritto al sussidio.

REDDITO DI CITTADINANZA: COME RICHIEDERE L’ISEE

L’Isee è strettamente collegato alla Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), un documento che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali dei nuclei familiari che rappresenta la base sulla quale viene poi effettuato il calcolo al fine di rilasciare l’attestazione ISEE.

I percettori del reddito di cittadinanza hanno dunque quattro giorni di tempo per consegnare la Dsu e mettersi in regola con gli oneri che permettono di ricevere le prestazioni sociali. Dunque la regola vale anche per pensione di cittadinanza, bonus bebè, bonus asili nido e via dicendo.

La nuova dichiarazione può essere presentata entro fine mese all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata, al Comune, al Caf, oppure online sul sito dell’INPS e sarà valida per tutto il 2020.

Attenzione però: perché a partire da quest’anno, oltre alla solita Dsu, chi riceve prestazioni sociali, e dunque anche il reddito di cittadinanza, avrà a disposizione anche la Dsu precompilata. Per ottenerla bisognerà accedere al sito dell’INPS utilizzando il Pin a propria disposizione. Una volta fatto, gli utenti dovranno confermare i dati inseriti nella dichiarazione o richiedere una modifica entro tre mesi dalla ricezione.

Ricordiamo che “la Dsu e l’Isee sono utilizzati dagli utenti che fanno richiesta di prestazioni sociali agevolate, ovvero di tutte le prestazioni o servizi sociali o assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo familiare del richiedente, ossia basata sulla cosiddetta prova dei mezzi.”, spiega l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

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REDDITO DI CITTADINANZA: I REQUISITI

Rispetto allo scorso anno i requisiti che danno diritto al reddito di cittadinanza non sono cambiati. Possono ricevere il sussidio i cittadini italiani, europei, di Paesi terzi titolari di diritto di soggiorno o permesso di soggiorno permanente e i cittadini titolari di protezione internazionale.  È necessario essere residenti in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

Dal punto di vista economico l’Isee familiare deve essere inferiore a 9.360 euro, il valore del patrimonio immobiliare (che non comprende la casa di abitazione) non dovrà superare i 30mila euro, mentre il valore del patrimonio mobiliare dovrà essere pari a un massimo di 6mila euro per i single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità e euro 7.500 per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza). Da calcolare anche il valore del reddito familiare che deve essere inferiore a 6mila euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente maggiorenne e di 0,2 per ogni componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1 ( 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza). Se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Per accedere al reddito di cittadinanza è inoltre necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda autoveicoli immatricolati nei 6 sei precedenti alla richiesta del sussidio o di cilindrata superiore a 1.600 cc. Vietati anche i motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti. No anche a navi e imbarcazioni da diporto.  

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