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Rcs, il Cda presenta il piano stock option

Il presidente Provasoli smentisce ogni ipotesi di scalata: cosa succede sul titolo “non lo so neppure io” – La società ha autorizzato l’emissione di 7,3 milioni di azioni ordinarie destinate all’eventuale esercizio delle stock option – Del piano industriale se ne parlerà dopo l’assemblea del 16 ottobre.

Rcs, il Cda presenta il piano stock option

Rcs ieri ha già ripreso il volo (+17,47%), dopo alcune sedute di pausa dal rally senza precedenti iniziato verso metà agosto (in un mese +200%). È in corso una scalata su via Solferino? “Con l’11%? È difficile – ha risposto il presidente Angelo Provasoli interpellato sull’andamento del titolo in Borsa – Tutto al mondo è possibile, ma mi sembra concretamente improbabile. Io starei sereno, molto sereno. Lavoriamo per l’impresa, per il successo della Rizzoli“. E aggiunge: cosa succede sul titolo “non lo so neppure io”.

Provasoli è intervenuto al termine del cda di ieri durato neanche due ore che ha deliberato sul piano di stock option.  Come da attese (lo aveva anticipato l’ex Presidente Piergaetano Marchetti due giorni fa), si è trattato di un board tecnico. La società, ha spiegato una nota, ha autorizzato l’emissione di 7,3 milioni circa di azioni ordinarie destinate all’eventuale esercizio delle stock option previste dal piano approvato originariamente nel 2005 (le opzioni ancora esistenti sono state assegnate a dipendenti del gruppo nel 2006 e in base al piano sono esercitabili entro giugno 2013).



Nessuna dichiarazione è arrivata dall’ad Pietro Scott Jovane o da altri componenti del consiglio. Ma di carne al fuoco ce ne è in abbondanza e l’attesa ora è così per i prossimi appuntamenti in agenda: la convocazione del patto di sindacato, i cui soci sono preallertati per il 21 settembre, e l’assemblea del 16 ottobre (23 ottobre in seconda convocazione). L’assemblea è necessaria per decidere come procedere dopo che le perdite dei conti di fine luglio hanno superato il minimo di legge. Del piano industriale, che dovrà decidere cosa fare sui debiti, “ne parleremo dopo l’assemblea”, ha risposto Provasoli al riguardo.  “Ad ottobre abbiamo il termine tecnico dell’articolo 2446 del Codice Civile”, ha ricordato.

Nel frattempo chi sta comprando? A dominare il mercato sono soprattutto i day trader a fronte di un flottante limitatissimo. Ma per alcuni starebbe acquistando anche Diego Della Valle, patron della Tod’s, che qualche mese fa ha lasciato il patto di sindacato e ha dichiarato di voler salire nel capitale (oggi è al 5,49%). Oggi il finanziere Alessandro Proto ha smentito manovre sul titolo e ha confermato la volontà di presentare un esposto nei confronti della Consob. 

Così spiega Proto in una nota: “L’oscillazione del titolo Rcs non è certo dovuta a causa nostra, non tenteremo mai di acquistare quote importanti di Rcs in questo momento, la Consob lo impedirebbe in partenza con richiesta di informazioni intimidatorie e velate minacce, quindi meglio lasciar perdere, se oggi il titolo dovesse salire non sarebbe certo per causa nostra. Abbiamo acquistato l’1,7% dell’ Espresso che mi sembra controlli uno dei più importanti giornali d’Italia e nessuno ci ha detto niente, con Rcs aumentiamo dello 0,2 e veniamo contattati, convocati e minacciati, in caso di inadempienze, di provvedimenti penali, quando sotto la soglia del 2% non c’è obbligo di comunicazione all’organo di vigilanza. Non mi sembra vi sia però il divieto di comunicarlo al mercato. Quindi cercheremo di far luce su quanto sta accadendo e del perché ogni volta si parla di Rcs la Consob è così solerte mentre per altre società che avrebbe dovuto controllare meglio non ha fatto niente con dissesti finanziari importanti e la perdita di risparmi per migliaia di piccoli risparmiatori”.

Rcs ieri ha già ripreso il volo (+17,47%), dopo alcune sedute di pausa dal rally senza precedenti iniziato verso metà agosto (in un mese +200%). È in corso una scalata su via Solferino? “Con l’11%? È difficile – ha risposto il presidente Angelo Provasoli interpellato sull’andamento del titolo in Borsa – Tutto al mondo è possibile, ma mi sembra concretamente improbabile. Io starei sereno, molto sereno. Lavoriamo per l’impresa, per il successo della Rizzoli”. E aggiunge: cosa succede sul titolo “non lo so neppure io”. Provasoli è intervenuto al termine del cda di ieri durato neanche due ore che ha deliberato sul piano di stock option.  Come da attese (lo aveva anticipato l’ex Presidente Piergaetano Marchetti due giorni fa), si è trattato di un board tecnico. La società, ha spiegato una nota, ha autorizzato l’emissione di 7,3 milioni circa di azioni ordinarie destinate all’eventuale esercizio delle stock option previste dal piano approvato originariamente nel 2005 (le opzioni ancora esistenti sono state assegnate a dipendenti del gruppo nel 2006 e in base al piano sono esercitabili entro giugno 2013). Nessuna dichiarazione è arrivata dall’ad Pietro Scott Jovane o da altri componenti del consiglio. Ma di carne al fuoco ce ne è in abbondanza e l’attesa ora è così per i prossimi appuntamenti in agenda: la convocazione del patto di sindacato, i cui soci sono preallertati per il 21 settembre, e l’assemblea del 16 ottobre (23 ottobre in seconda convocazione). L’assemblea  è necessaria per decidere come procedere dopo che le perdite dei conti di fine luglio hanno superato il minimo di legge.  Del piano industriale, che dovrà decidere cosa fare sui debiti, “ne parleremo dopo l’assemblea”, ha risposto Provasoli al riguardo.  “Ad ottobre abbiamo il termine tecnico dell’articolo 2446 del Codice Civile”, ha ricordato.

Nel frattempo chi sta comprando? A dominare il mercato sono soprattutto i day trader a fronte di un flottante limitatissimo. Ma per alcuni starebbe acquistando anche Diego Della Valle, patron della Tod’s, che qualche mese fa ha lasciato il patto di sindacato e ha dichiarato di voler salire nel capitale (oggi è al 5,49%). Oggi il finanziere Alessandro Proto ha smentito manovre sul titolo e ha confermato la volontà di presentare un esposto nei confronti della Consob.  Così spiega Proto in una nota: “L’oscillazione del titolo Rcs non è certo dovuta a causa nostra, non tenteremo mai di acquistare quote importanti di Rcs in questo momento, la Consob lo impedirebbe in partenza con richiesta di informazioni intimidatorie e velate minacce, quindi meglio lasciar perdere, se oggi il titolo dovesse salire non sarebbe certo per causa nostra. Abbiamo acquistato l’1,7% dell’ Espresso che mi sembra controlli uno dei più importanti giornali d’Italia e nessuno ci ha detto niente, con Rcs aumentiamo dello 0,2 e veniamo contattati, convocati e minacciati, in caso di inadempienze, di provvedimenti penali, quando sotto la soglia del 2% non c’è obbligo di comunicazione all’organo di vigilanza. Non mi sembra vi sia però il divieto di comunicarlo al mercato. Quindi cercheremo di far luce su quanto sta accadendo e del perché ogni volta si parla di Rcs la Consob è così solerte mentre per altre società che avrebbe dovuto controllare meglio non ha fatto niente con dissesti finanziari importanti e la perdita di risparmi per migliaia di piccoli risparmiatori”.

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