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Pubblica amministrazione: verso 50 milioni di fatture elettroniche

Una ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano sottolinea come l’80% degli uffici pubblici italiani abbia ricevuto almeno una fattura elettronica – Indietro i fornitori privati: solo il 15% ha emesso fatture elettroniche

Pubblica amministrazione: verso 50 milioni di fatture elettroniche

A due mesi dell’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica a tutta la Pubblica Amministrazione si può tracciare un bilancio positivo con oltre 22mila enti pubblici che possono ricevere esclusivamente fatture in formato elettronico strutturato. Ora sono circa 7,7 milioni le fatture elettroniche già trasmesse al Sistema di Interscambio e il tasso di scarto, che è un indicatore utile a misurare l’efficacia del sistema, si è ridotto in maniera progressiva fino a raggiungere il 10% del totale nel mese di maggio, rispetto ai valori tra il 20% e il 17% dei due mesi precedenti. Il sistema si va assestando verso 50 milioni di fatture che ogni anno i fornitori invieranno alle Pubbliche Amministrazioni loro clienti. Sono questi i risultati della ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano dopo l’introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica nelle PA.

Ma non tutti gli uffici registrati sull’Indice delle PA hanno già ricevuto almeno una fattura Elettronica. Infatti, degli oltre 53mila uffici attivi in Italia, circa l’80% (42 mila) è stato destinatario di almeno una fattura Elettronica inoltrata dal Sistema di Interscambio, evidenziando un margine di crescita non trascurabile del 20%. E mancano all’appello soprattutto molte imprese private. Per quanto riguarda il capitolo dei fornitori c’è ancora molto da fare: dei due milioni di fornitori solo 300mila imprese hanno già inviato almeno una fattura elettronica. Probabilmente hanno già provveduto quasi tutte le imprese con un rapporto continuativo con la PA (che in tutto sono solo 100mila), mentre è ancora assente la gran parte di fornitori “occasionali”, per la maggior parte piccole o piccolissime imprese, con relazioni sporadiche e non continuative.

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