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Poste, il piano Del Fante spinge sui pacchi e entra nell’Rc auto

Poste Italiane ha presentato il piano al 2022, balzo delle azioni oltre i 7 euro in Borsa – Politica generosa sui dividendi, 10.000 nuove assunzioni (a fronte di 15.000 prepensionamenti) e resteranno aperti gli uffici periferici. La sfida sulle assicurazioni. Accelerazione sull’e-commerce grazie all’accordo con Amazon. Avanti con il polo dei pagamenti digitali

Poste, il piano Del Fante spinge sui pacchi e entra nell’Rc auto

Un piano quinquennale che terrà conto dell’evoluzione dei bisogni dei consumatori italiani, dai pagamenti elettronici all’e-commerce, accelerando la modernizzazione del business di Poste Italiane. Lo ha annunciato alla Borsa di Milano l’amministratore delegato Matteo Del Fante, riscuotendo l’immediato consenso degli investitori: in apertura di seduta il titolo Poste Italiane è subito salito del 6% oltre i 7 euro per azione, per giunta in una giornata finora tendenzialmente negativa per Piazza Affari.

AMAZON



Uno dei punti di riferimento del nuovo piano è il modello Amazon. Il gigante dell’e-commerce, con il quale Poste già collabora, viene considerato un’opportunità da non perdere, sfruttando la capillare rete di distribuzione sulla quale può contare l’azienda italiana. Non a caso il piano si chiama “Delivery 2022”: “Cambieremo il nostro modello di recapito in modo deciso – ha detto Del Fante in conferenza stampa -. Diventeremo una rete di distribuzione di posta e pacchi contemporaneamente”. “In Italia ha proseguito Del Fante – sta per arrivare un aumento significativo di consegne di e-commerce e questa per noi è una grande opportunità. Lavoriamo a stretto contatto con Amazon per accompagnare la loro e la nostra crescita. Siamo molto attraenti per Amazon e per tutti gli altri operatori di e-commerce per la capillarità della nostra rete, che non ha rivali”.

Per questo, Poste rilancia sulle consegne. “Stiamo lanciando un modello per le consegne innovativo, basato sulla popolazione e la densità dei volumi che include consegne di pomeriggio e nel weekend”, ha spiegato l’amministratore delegato. “Nel mondo dei pacchi – ha aggiunto Del Fante – consegnare di domenica diventerà una esigenza operativa, perché molti degli ordini on line vengono fatti fra venerdì sera e sabato e le consegne stanno diventando sempre di più infragiornaliere o al massimo al giorno successivo. All’estero per smussare il carico di lavoro lungo i 7 giorni sempre di più la consegna domenicale è una esigenza operativa delle società di logistica”.

Su questo aspetto già procede la sperimentazione, in piena sintonia con i sindacati: “Stiamo già vedendo i risultati positivi del nuovo modello operativo, peraltro concordato di recente con i sindacati”. “I ricavi del mondo dell’e-commerce – ha aggiunto il cfo Roberto Giacchi – andranno a coprire quelli che perderemo nella corrispondenza“. Infatti per il settore Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione il piano prevede ricavi annui a 3,5 miliardi contro i 3,6 miliardi. Un saldo appena negativo ma ampiamente compensato dai pacchi che trascinati dall’e-commerce quasi raddoppieranno i ricavi da 0,7 a 1,2 miliardi, con oltre 100 milioni di pacchi portati dal postino, contro i 35 milioni del 2017.

BORSELLINO ELETTRONICO 

Alla crescita dell’-commerce si collega anche l’altro grande obiettivo di Poste Italiane, cioè la nascita del nuovo polo dei pagamenti digitali che sorgerà intorno a Poste Mobile. Un ibrido che sarà al tempo stesso banca e operatore telefonico per offrire ai 33 milioni di clienti Bancoposta, alle piccole e medie imprese come anche alla Pubblica amministrazione un unico contenitore di servizi digitali avanzati. “Tutti i grandi operatori mobili in varie forme hanno provato, ma nessuno è riuscito a dare un borsellino elettronico ai nostri clienti. Questo è il nostro obiettivo”, ha detto l’amministratore delegato. Operativamente significherà raggiungere entro il 2022 i 18,3 milioni di carte PostePay emesse e un aumento del 12% delle transazioni digitali a 1,6 miliardi di euro.

In questa ottica Poste Italiane collaborerà in maniera crescente col sistema bancario. L’attività finanziaria, ha detto Del Fante, “rimane tale ma rimane tale nell’ottica di una collaborazione e cooperazione crescente col sistema bancario. Noi già oggi distribuiamo finanziamenti per diversi operatori bancari e continueremo a farlo. Oggi annunciamo che passeremo da 2,6 miliardi di finanziamenti fatti a fine piano a 6 miliardi di finanziamenti fatti per conto terzi”.

LAVORO

Le novità hanno portato anche conseguenze nelle scelte sul personale e sugli uffici: entro la fine del piano Poste Italiane avrà un effettivo ridotto di 5.000 unità, cioè il saldo tra i 15.000 prepensionamenti e le 10.000 nuove assunzioni, la metà di personale qualificato in finanza e assicurazioni, annunciate oggi. Il costo del personale scenderà così dall’attuale 53% sui ricavi al 49%, con 0,1 miliardi di investimenti per gli incentivi al prepensionamento. “Almeno la metà delle 10.000 nuove figure, cioè 5.000 lavoratori, saranno esperti in ambito finanziario e assicurativo”, ha spiegato l’Ad senza però specificare quali saranno le altre skills valorizzate.

Di certo c’è però che, a differenza di quanto previsto dal precedente piano e proprio per sfruttare la capillarità distributiva, non saranno chiusi gli uffici periferici. “Non ci sarà nessuna chiusura degli uffici postali periferici. Siamo stati molto chiari anche in sede istituzionale. L’azienda non chiude più gli uffici postali periferici che sono legalmente definiti come uffici presenti nei Comuni con meno di 5mila abitanti. Erano state programmate diverse centinaia di chiusure. La motivazione è che crediamo che l’allargamento progressivo della gamma dei prodotti non solo finanziari deve rendere anche quelle filiali economiche in un momento in cui sia il sistema bancario sia quello assicurativo stanno lasciando le realtà minori del nostro paese”.

ASSICURAZIONI, POSTE ENTRA NELL’RC AUTO

Il piano punta anche fortemente sull’espansione dei servizi assicurativi e finanziari. “Completeremo la gamma di prodotti offerti incluso l’Rc auto. La nostra intenzione sull’auto è entrare: abbiamo pianificato dei numeri con un approccio graduale, molto timido forse e conservativo. Stiamo valutando la strategia migliore per ottimizzare il ritorno e i ricavi senza portarci a casa dei rischi che i nostri investitori non sono abituati ad avere”, ha detto Del Fante. L’obiettivo finale e complessivo è la crescita da 400mila a 2 milioni di nuovi contratti all’anno stimati nel 2022, nel ramo polizze Danni. I ricavi del segmento assicurativo arriveranno così a 1,9 miliardi di euro dagli 1,5 miliardi del 2017, con crescita costante anche nel ramo assicurativo Vita.

Le attività finanziarie saliranno invece a un valore di 581 miliardi dai 506 miliardi del 2017, in linea con l’andamento del mercato assicurativo e dei fondi comuni. Verranno venduti oltre 12 milioni di prodotti rispetto agli 8 milioni del 2017 e i clienti seguiti da un consulente tecnico dedicato saliranno a circa la metà, rispetto al solo 7% del 2017.

OBIETTIVI FINANZIARI

Il piano presentato a Milano ha anche degli ambiziosi obiettivi finanziari, a incominciare da una generosa politica sui dividendi. Nel piano si prevede un incremento del dividendo del 5% all’anno per il primo triennio, partendo dai 0,42 euro per azione del 2017, e si assicura un payout del 60% nell’ultimo biennio, anche se Del Fante non ha escluso occasioni per rivedere la politica dei dividendi: “Credo in tutta onestà che da qui a 2020 ci saranno state occasioni per rivedere politica stessa”, ha detto il manager.

I ricavi entro il 2022 sono attesi a 11,2 miliardi, con un incremento dell’utile netto  a 1,2 miliardi alla fine del piano (contro 689 milioni del 2017) con un Cagr (crescita annua composta) del 13% e un solido return on equity in aumento di 3,4 punti percentuali. Gli investimenti sono previsti a quota 2,8 miliardi di euro nel quinquennio.

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