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Piombino, altoforno Lucchini a rischio chiusura. Ma Renzi rassicura: “Oggi l’accordo”

Il destino dell’altoforno dell’acciaieria Lucchini di Piombino e dei suoi 2.500 dipendenti a rischio sembra ormai segnato: la storica fabbrica si spegnerà infatti tra oggi e domani, anche se il premier Renzi ha garantito che oggi sarà firmato il protocollo d’intesa.

Piombino, altoforno Lucchini a rischio chiusura. Ma Renzi rassicura: “Oggi l’accordo”

La tensione è sempre più alta a Piombino, dove il destino dell’altoforno dell’acciaieria Lucchini e dei suoi 4mila dipendenti sembra ormai segnato: la storica fabbrica si spegnerà infatti tra oggi e domani. E’ andato male l’incontro di ieri tra le istituzioni locali e il vice ministro allo Sviluppo De Vincenti: sembrava che l’accordo di programma da firmare tra governo e istituzioni per salvare la Lucchini ma anche la siderurgia in genere fosse cosa fatta, invece è ancora in alto mare. “La Regione ha fatto la sua parte mettendo ingenti risorse sul porto e sulle nuove tecnologie” – ha detto il governatore toscano Enrico Rossi – Ora tocca al governo fare scelte di politica industriale e di finanziamenti. Gli operai sono in lotta in questo giorno drammatico in cui si spegne l’altoforno. Sento tutta la responsabilità che ho ma sono sereno. Firmerò solo se ci saranno precise garanzie”.

Oggi a Roma, un’altra riunione: l’accordo, che il premier Matteo Renzi ha garantito in conferenza stampa, deve anche assicurare il traghettamento, durante il periodo di transizione di almeno 4 anni, di tutti i 4.000 lavoratori Lucchini, tra diretti e indotto, tramite i contratti di solidarietà per i 2.000 diretti da impiegare in altri lavori di bonifica, ambientali e al porto e la cassa integrazione per gli altri. Tutti, intanto, hanno ricevuto la solidarietà di Papa Francesco attraverso un videomessaggio.

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