Oltre cinquanta multinazionali da tutto il mondo si sono date appuntamento al Grattacielo della Regione Piemonte per il primo Summit “Invest in Piemonte“, organizzato da Regione, Confindustria Piemonte e Ceipiemonte. Un incontro ad alta intensità, dove istituzioni, imprese e stakeholder hanno messo a fuoco strategie comuni per consolidare la presenza delle multinazionali sul territorio e attrarre nuovi capitali in un contesto globale sempre più competitivo.
Il Piemonte è oggi una delle regioni più attrattive d’Europa per gli investimenti industriali” ha dichiarato il presidente della Regione, Alberto Cirio, sottolineando come “la crescita del fatturato delle multinazionali in Piemonte sia del +44%, contro una media nazionale del 25%”. Un primato confermato dal Rapporto Ambrosetti 2024 e dall’Ernst & Young Attractiveness Survey, che collocano la regione al secondo posto in Italia per numero di investimenti esteri.
Torino e la svolta internazionale
Anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha messo l’accento sulla trasformazione del capoluogo: “Per la prima volta, il Financial Times ha inserito Torino nella top 10 delle grandi città europee più attrattive per capitali esteri. Significa che la città ha imboccato la strada giusta, fatta di collaborazione tra istituzioni e imprese, crescita occupazionale e vocazione internazionale”.
E la strategia funziona. Tra il 2020 e il 2025 il Piemonte ha sostenuto oltre 90 progetti d’investimento, per una leva complessiva di 495 milioni di euro e 850 nuovi posti di lavoro. Solo attraverso gli strumenti regionali, ha spiegato l’assessore Andrea Tronzano, sono stati attivati 56 progetti con 40 milioni di euro a tasso zero, 8 milioni a fondo perduto e 11,6 milioni destinati ai grandi insediamenti industriali. Entro fine anno arriverà un nuovo stanziamento da 40 milioni di euro per continuare ad attrarre investitori.
L’alleanza tra capitale globale e territorio
Per il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, la forza del modello piemontese sta nella sua capacità di fare rete: “Il futuro dell’economia regionale passa dal dialogo tra capitale globale e radici territoriali. Stiamo lavorando con la Regione su infrastrutture, IA, aerospazio, energia e capitale umano per fare del Piemonte non solo un luogo dove si produce, ma un ecosistema in costante crescita”.
Un impegno condiviso anche dal Ceipiemonte, che oggi gestisce 600 dossier attivi di aziende interessate a investire per un potenziale di 9 miliardi di euro e 13.000 nuovi posti di lavoro. “Ogni giorno assistiamo dieci imprese estere – spiega il presidente Dario Peirone – offrendo supporto su incentivi, location scouting e sviluppo industriale. La nostra pipeline cresce di quattro nuovi casi a settimana: è la prova che il Piemonte è tornato protagonista nella mappa europea degli investimenti”.
Un ecosistema industriale che attrae i big
Il modello piemontese convince i colossi mondiali. Negli ultimi anni hanno scelto la regione gruppi come Amazon, Hilton, MSC Technology, Bulgari, Cartier, Coca-Cola, Aixtron, Luxoft e la giapponese Procos, intercettata durante una missione istituzionale in Giappone. Oggi in Piemonte operano 5.700 imprese a capitale estero, pari al 10% del totale nazionale, con 183.000 addetti e un valore aggiunto di 16 miliardi di euro.
E poi c’è il simbolo della nuova stagione industriale: Silicon Box, il maxi progetto da 3,2 miliardi di euro e 1.600 posti di lavoro, che rappresenta la sintesi perfetta tra visione pubblica, competenza privata e ambizione internazionale. Il Piemonte, dopo anni di transizione, è tornato ad essere non solo una regione manifatturiera, ma il cuore pulsante di una nuova Europa industriale che investe, cresce e guarda lontano.