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Piazza Affari in recupero con le banche

Prudenza degli investitori sui listini europei. Milano, partita male, ha azzerato le perdite ma tutti rimangono in attesa del verdetto Ue su Vivendi in Telecom. Positiva l’asta Btp con tassi in calo; risale lo spread. In rialzo Eni, Saipem e Tenaris. Rimbalzo di Moncler e Italgas alla vigilia del piano industriale

Piazza Affari in recupero con le banche

Piazza Affari torna in terreno timidamente positivo dopo lo scivolone di ieri. L’indice Ftse Mib sale dello 0,13%, poco sopra i 20.800 punti, grazie al recupero delle banche dopo un avvio ancora negativo. In ribasso le altre Borse, compresa Londra (-0,3%) che ha riaperto in battenti dopo il Bank Holiday. Piatta Francoforte, Parigi -0,6%, Madrid -0,3%.

Positivo l’esito delle aste a medio-lungo termine: il Tesoro ha collocato l’importo massimo di 7,5 miliardi di euro con rendimenti ai minimi da dicembre. Nel dettaglio, il tasso del Btp cinque anni aprile 2022 è sceso allo 0,88%, minimo da dicembre, dall’1,04% dell’asta di un mese fa. Il decennale giugno 2027 è stato assegnato al rendimento del 2,15% dal 2,29% precedente, anche in questo caso al minimo da dicembre. Infine sono stati collocati 1,75 miliardi del Ccteu ottobre 2024 al rendimento dello 0,92% (1,29 a fine aprile).

Continua ad indebolirsi l’euro, sceso stamattina a 1,113 da 1,118 della chiusura. La sterlina recupera mezzo punto, i sondaggi danno i laburisti in rimonta sui conservatori di Theresa May.

Dati macro positivi per la Francia. Il Pil è cresciuto dell’1% nel primo trimestre, meglio delle attese del consenso ferme a +0,8%.

Nel primo pomeriggio sarà diffuso il dato sull’inflazione in Germania: il consensus si aspetta per maggio un incremento dell’1,6%, in frenata dal +2% di aprile. 

Ad aprile l’indice italiano dei prezzi alla produzione dell’industria è aumentato del 3,7%, la crescita maggiore da quasi cinque anni, sull’onda del contributo del comparto energetico (+3,1 punti percentuali).

I prezzi del petrolio scendono, messi sotto pressione dai timori che i tagli alla produzione non siano sufficienti a ridurre l’eccesso di fornitura a livello globale. Il Brent cede 40 centesimi al barile, a 51,89 dollari, dopo avere guadagnato 14 centesimi ieri. Il greggio leggero Usa perde 20 centesimi, a 49,60 dollari al barile.

Eni guadagna lo 0,8%. Il titolo reagisce alla notizia che gli strategisti di Deutsche Bank hanno tagliato a Underweight il giudizio sulle Banche europee promuovendo a Overweight quello sugli Energetici. Saipem +0,86%, Tenaris +1,23%.

Ancora contrastati i bancari, mentre si tratta a oltranza sulle banche venete. Monte Paschi si avvicina invece al momento del via libera all’ingresso dello Stato nel capitale della banca. 

Bper Banca recupera l’1,61%, mentre Intesa, promossa a overweight da JP Morgan, guadagna lo 0,16%. Unicredit è in parità (era in calo del 2%), Ubi Banca +0,5%. L’indice italiano di settore è piatto, quello europeo cede lo 0,36%.

Tra i finanziari, Generali segna una flessione dello 0,7%. La compagnia potrebbe ritrovarsi socia di Banca Carige: sui giornali si parla della possibile conversione di un bond della banca, sottoscritto da Generali, in azioni. Cattolica +2,3%. Ben comprata Unipol (+1,50%) dopo che Barclays ha alzato il target price a 4,2 euro da 3,6. In scia UnipolSai +0,80%.

Sale l’attesa per il verdetto della Ue su Telecom Italia (-1,71%). Scade infatti oggi il termine fissato dalla commissione antitrust per verificare la posizione di Vivendi in Tim. Bruxelles dovrà chiarire se Vivendi controlli di fatto Tim ed eventualmente sottolineare ulteriori criticità legate alla quota che Vivendi possiede anche in Mediaset (-2,11%). Su questo tema, il nodo finora emerso è sul Multiplex, dato che Tim controlla anche il 70% di Persidera.

Fiat Chrysler -0,7%. Nei primi tre mesi del 2017 si sono ridotti negli Stati Uniti i finanziamenti all’acquisto di autovetture. Un articolo del Financial Times indica un calo sequenziale dei prestiti ai consumatori per l’acquisto di auto in Usa. Il mercato dei prestiti al settore auto ha raggiunto quasi 1,2 trilioni di dollari in crescita del 70% rispetto ai livelli del 2010. Il calo nelle erogazioni sarebbe motivato da un aumento dei livelli di sofferenze dei crediti e da un calo del 8% nel valore dell’usato.

Da segnalare ancora il rimbalzo di Moncler (+1,55%) nel contesto del lusso sostanzialmente debole. Alla vigilia della presentazione del business plan buoni spunti su Italgas (+2,37%).

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