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Piazza Affari, il FtseMib sfiora quota 17mila

Seduta in moderato rialzo per la Borsa di Milano che si riavvicina a quota 17mila – Banche e assicurazioni sugli scudi con rialzi tra il 2 e il 4% – Vendite su Tenaris, Yoox, Buzzi, Telecom Italia, Campari e Moncler – Contrastati i listini europei.

Piazza Affari, il FtseMib sfiora quota 17mila

La frenata del petrolio ha condizionato l’ultima seduta borsistica di agosto. Fanno eccezione, grazie agli acquisti sulle banche Milano +  0,3% a quota 16,943 (dopo aver superato nel corso della giornata quota 17mila) e Madrid +0,36%. Francoforte, Londra e Parigi sono arretrate di circa mezzo punto percentuale.

Il barile di greggio, dopo la pubblicazione di scorte americane, ha ceduto oltre il 3% a New York scendendo sotto i 45 dollari mentre i titoli delle societa’ petrolifere (-1,2% lo Stoxx600 Oil&Gas) e minerarie (-3%) sono state colpite dalle vendite anche a causa della forza del dollaro, salito a 1,1146 per un euro.

Eni ha subito una flessione dell’1,17% a 13,54 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che il 30 agosto AQR Capital Management ha aperto una posizione corta dello 0,5% sul titolo. Tenaris -2,5%.

Wall Street in calo con l’S&P500 che arretra dello 0,3%, il NASDAQ dello 0,2% al pari del Dow Jones. Per il mese di agosto si sono registrati 177mila nuovi occupati, il consenso si aspettava una contrazione più pronunciata a 175mila nuovi occupati da 179mila di luglio. Ora si attendono i dati di venerdì sul mercato del lavoro.

Filtrano sui giornali le anticipazioni sul piano che Unicredit (+ 3,5%) presenterà a fine mese. Agosto termina con un progresso del 5% circa, che si aggiunge al +11% di luglio compensando parzialmente il tracollo di giugno (-30%) per l’incertezza degli stress test. Il gruppo potrebbe cedere la partecipazione in Pekao, Pioneer, FinecoBank e una quota di Mediobanca incassando 8 miliardi di euro, i restanti 8 arriverebbero dall’aumento di capitale. Intanto, gli analisti di Banca Akros hanno tagliato da 3,1 euro a 2,6 euro il target price su Unicredit, ipotizzando un deficit di capitale nell’ordine degli 8 miliardi di euro; tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Ad alimentare gli acquisti hanno contribuito le voci di una possibile fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank. L’ipotesi, avanzata dal periodico tedesco Manager Magazin, è stata smentita dall’amministratore delegato di Deutsche Bank, John Cryan, ma i mercati sono sembrati continuare a crederci. Molto bene anche Intesa che chiude con un rialzo del 4,2%. Performance positive per il Banco Popolare e per la Popolare di Milano entrambe +2,1%. Ha fatto eccezione solo il Monte dei Paschi di Siena – 0,04% a 0,2416 euro.

Protagonisti di giornata anche i titoli del settore assicurativo. Unipol e UnipolSai hanno guadagnato rispettivamente il 2,89% e l’1,91%

Hanno sofferto invece gli industriali: Fincantieri ha ceduto l’1,42%, Buzzi Unicem -2,41%. Leonardo-Finmeccanica (-0,97%) non ha beneficiato delle indiscrezioni che vedono la Turchia vicina al consorzio italo-francese Eurosam per l’acquisto del suo nuovo sistema di difesa.

In lieve flessione, infine, Enav -0,8%, nonostante quattro broker abbiano avviato oggi la copertura del titolo: Mediobanca con rating outperform e un target price a 4,40 euro, Equita con rating buy e target price a 4,2 euro, Imi con rating add e un target a 4,2 euro e Akros con un rating accumulate e un target a 4,15 euro.

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