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Oro, Oscar degli investimenti. La crisi frena il Btp

Il metallo prezioso raggiunge i massimi da 6 anni – Si raffredda la tensione su tassi e valute ma gli Usa confermano il ban su Huawei – La Germania spinge l’acceleratore sui bond verdi – Apertura mista delle piazze asiatiche

Oro, Oscar degli investimenti. La crisi frena il Btp

Due buone nuove dai fronti caldi delle valute e dei bond hanno raffreddato la tensione nell’ultima seduta di una settimana ad alta tensione. La Banca centrale cinese ha fissato il valore di riferimento di giornata dello yuan a 7,013, più in basso di quel che gli economisti si aspettavano. È il segnale che le autorità di Pechino sono pronte a intervenire nel caso la valuta dovesse avvitarsi all’ingiù.

L’altra nota positiva riguarda le aste del Tesoro Usa. Il mercato ha assorbito l’offerta di 19 miliardi di dollari di Bond a 30 anni con una discreta domanda, facendo rientrare in parte la paura di un tracollo dei rendimenti: il tasso è risalito all’1,71% dall’1,595 di mercoledì, ai minimi dall’ottobre 2016.

Il doppio segnale, combinato con il rimbalzo di Wall Street (frutto in parte degli acquisti dei programmi automatici scattati sotto certi livelli), hanno riportato stamane un po’ di buonumore sui listini. Ma a frenare l’ottimismo è giunta la decisione Usa di non sospendere, per ora, il divieto per le società americane a fare affari con Huawei. Se ne avvantaggia l’oro, cui tocca l’Oscar sul fronte degli investimenti: 1.507,90 dollari l’oncia, ai massimi da sei anni. In dollari, perché in euro il metallo giallo è già al top assoluto.

Si apre così l’ultima seduta della settimana, complicata dai venti di crisi politica in Italia (stasera, per giunta, arriva il verdetto di Fitch sul rating) e dalla frana della sterlina, ma confortata dalla brezza verde che soffia da Berlino. A settembre arriveranno i bond ambientali tedeschi, primo, incisivo strappo all’austerità nel nome dell’ambiente.

 Il Nikkei di Tokyo guadagna lo 0,5% nel giorno della pubblicazione dei dati sull’espansione economica del Giappone: il prodotto interno lordo è salito nel secondo trimestre dell’1,8%, in frenata dal +2,8% del primo trimestre ma molto meglio delle aspettative. Lo yen è salito sopra quota 106 sul dollaro.

Prevale il rialzo anche sul Kospi di Seul (+1%) dopo il lancio del mobile Samsung ad alto costo (oltre i mille dollari). Positiva anche l’India (BSE Sensex di Mumbai +0,7%) nonostante la grave crisi del Kashmir.

Più prudenti le Borse cinesi: Hong Kong perde lo 0,2%, mentre l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è in calo dello 0,7%. A luglio l’inflazione è salita del 2,8%, l’incremento più forte degli ultimi quattordici mesi.

Ieri sera Wall Street ha chiuso in forte ascesa: Dow Jones +1,4% al traino di Boeing e Microsoft; S&P 500 +1,9%. Il Nasdaq avanza del 2,2%.

In grande evidenza Uber (+8,2%) nonostante il rosso provocato dai costi dell’Ipo (5,2 miliardi).

Volano i semiconduttori: Amd +16,2% dopo l’annuncio del lancio di un nuovo chip che verrà adottato da Alphabet e Twitter; Symantec +12,3% dopo l’ingresso del campo della cyber security.

La nota negativa è la crisi di Kraft Heinz, che ha cancellato asset per più di un miliardo di dollari. Da gennaio il colosso alimentare perde il 14%.

Si assesta il petrolio Brent a57,2 dollari il barile, in ribasso dello 0,3%, dal +2% di ieri.

I BOND VERDI DI BERLINO RISVEGLIANO L’EUROPA

Giornata all’insegna del rialzo anche per i listini europei, rinvigoriti dall’avvio di Wall Street. Il rischio di elezioni anticipate non ferma il rimbalzo di Piazza Affari né quello della City, dopo che Boris Johnson ha confermato che, se sarà sfiduciato, farà ricorso alle urne. A sostenere i listini anche il recupero del petrolio.

Ma la vera novità è la notizia anticipata dal quotidiano tedesco Handelsblatt, che ha scritto che il governo tedesco sta valutando la possibilità di aumentare gli investimenti in materia di cambiamenti climatici con un cospicuo incremento dell’indebitamento. Nel pomeriggio, un portavoce ha affermato che non sono state prese ancora decisioni in merito, ma resta il valore politico di un’apertura che incrina l’ortodossia di bilancio d’oltre Reno.

Immediata la reazione dei mercati. Il tasso del decennale è risalito fino a -0,528% dal nuovo minimo storico di -0,61%, per chiudere a -0,585%.

Saipem sale del 3,04% e Eni dell’1,82% in un settore europeo positivo per circa l’1,3%.

PARIGI E ZURIGO GUIDANO LA CARICA

Piazza Affari mette finalmente a segno un rialzo dopo tre giorni in rosso: +1,47% a 20. 841 punti.

Parigi (+2,3%) cancella le perdite della settimana: a guidare il rimbalzo Arcelor Mittal e Airbus, entrambe +4%. Più timida Madrid (+1,32%).

Francoforte -1,69%: guadagna Thyssen (+2,7%), debole Adidas (-1,8%) dopo i conti. Il titolo peggiore dell’Eurozona è Osram (-7,07%) dopo che il suo principale azionista ha respinto un’offerta di acquisizione per 3,4 miliardi di euro dalle società di private equity Bain e Carlyle.

Fuori dall’area della moneta unica, Londra guadagna l’1,25%. La Borsa migliore è Zurigo (+2,46%). Volano i pharma: Novartis +3,37%, Roche +2,3%

Il Bollettino della Bce ribadisce l’intenzione dell’istituto di reagire alla frenata dell’economia. “I dati più recenti e gli ultimi risultati delle indagini congiunturali – si legge – indicano una crescita in certa misura più debole nel secondo e terzo trimestre del 2019”. La Banca Centrale ribadisce poi che per fronteggiare il rallentamento è pronta a mettere in campo nuovi strumenti.

SPREAD IN SALITA, STASERA IL VOTO DI FITCH

Contrastata la seduta dell’obbligazionario alla vigilia del giudizio di Fitch. Stasera a mercati chiusi uscirà l’aggiornamento del rating sui conti dell’Italia, attualmente BBB. Ieri lo spread ha toccato un massimo a 213 punti prima di arretrare a 210 (da 199 della vigilia) a fronte della crescente incertezza politica.

Il tasso del decennale si attesta in area 1,54%, rispetto a 1,52% in avvio e dopo aver chiuso a 1,40% la seduta precedente (minimo a 1,38%).

Ieri il rendimento del 10 anni era sceso a 1,38% e lo spread fino a 198 punti base.

UNICREDIT (+1,43%) IN LUTTO PER SACCOMANNI

I bancari non hanno risentito dei movimenti dello spread. Recupero per Unicredit che sale dell’1,43% dopo il tonfo di ieri sulla deludente trimestrale e il taglio della guidance sui ricavi. Poco prima della chiusura è però giunta la notizia dell’improvvisa scomparsa del presidente, Fabrizio Saccomanni.

FRENA BPER, PRENDONO IL VOLO FINECO E CREVAL

Giù Bper, in calo del 2,8% dopo la trimestrale di ieri che non ha mostrato particolari sorprese positive. Per Equita, i risultati sono in linea con le attese “anche in termini di guidance e indicazioni strategiche”. Kepler Cheuvreux ha ridotto il prezzo obiettivo da 4,4 a 4,2 euro, confermando la raccomandazione buy.

Proseguono gli acquisti su Banco Bpm (+2%) dopo la semestrale positiva. Ben raccolte anche Intesa (+1,85%) e Creval (+5,4%).

Bene intonati gli asset manager: Banca Generali +1,7%, Azimut +1,5%, Fineco +4%.

In recupero Stm (+4,01%), Atlantia (+3,35%) e Fca (+1,28%).

TITOLI IN SOFFERENZA: TOD’S, DATALOGIC, IMA

Tod’s ha chiuso in calo dell’1,96%, penalizzata dai conti del primo semestre che hanno evidenziato ricavi in calo oltre le attese e una perdita di periodo. Il titolo è salito di oltre il 20% nelle ultime due settimane senza una ragione precisa. Secondo Mediobanca Securites, “il non avere centrato le attese sul semestre giustifica una reazione negativa del mercato perché riflette il calo della fiducia sull’abilità della società di ritornare a fare profitti”.

Tra le note negative Datalogic (-9% e -47% nell’ultimo anno), peggior titolo di giornata.

Arretra Ima (-9%) dopo il taglio del target price da parte di Equita che ha anche abbassato il rating da buy a hold su Gima TT (target da 8,7 a 8,2 euro). 

Sull’Aim pesante calo al debutto per Copernico Sim, che arretra dell’8,15%.

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