Oracle torna sul mercato del debito con una delle emissioni più imponenti del 2025. La società fondata da Larry Ellison ha collocato 18 miliardi di dollari in obbligazioni investment grade, la seconda più grande emissione corporate dell’anno. L’operazione, articolata in sei tranche, comprende anche un titolo a 40 anni, rarità assoluta sul mercato, con rendimento fissato a 1,37 punti percentuali sopra i Treasury di pari durata, in calo rispetto alle indicazioni iniziali.
La domanda è stata esplosiva con quasi 88 miliardi di ordini raccolti, segnale che gli investitori continuano a puntare sulle big tech, anche quando il peso del debito cresce.
Cloud, intelligenza artificiale e costi alle stelle
Il collocamento arriva in un momento cruciale per il gruppo. Oracle ha firmato accordi strategici con OpenAI, Meta e TikTok Usa (ed è pronta con un cordata anche all’acquisizione di quest’ultima) per fornire infrastrutture cloud in grado di sostenere l’esplosione dell’intelligenza artificiale. Ma queste intese comportano un balzo vertiginoso nelle spese: nei prossimi anni il colosso del software dovrà investire centinaia di miliardi di dollari in data center e consumi energetici.
Non a caso, per la prima volta dal 1992, il flusso di cassa di Oracle è scivolato in territorio negativo, con gli analisti che stimano un ritorno alla crescita solo verso il 2029.
La sfida ai giganti del cloud
Per anni Oracle ha inseguito a distanza i tre dominatori del settore – Amazon, Microsoft e Google – ma ora punta a colmare il gap. I contratti siglati la proiettano nel cuore della corsa globale all’AI, un mercato dove il vantaggio competitivo si misura in capacità di calcolo e velocità di esecuzione. L’impegno finanziario è enorme e il debito già accumulato – circa 95 miliardi di dollari a fine agosto – rischia di salire ancora. Nonostante ciò, gli analisti ritengono che l’azienda potrà mantenere il rating investment grade, grazie a prospettive di crescita e a una base clienti in espansione.
Oracle annuncia cambi nella Governance
Mentre si prepara a gestire questo salto di scala, Oracle ha scelto di ridisegnare la propria governance. Clay Magouyrk e Michael Sicilia sono stati nominati co-CEO, prendendo il posto di Safra Catz. Una decisione che divide il mercato. In passato, la doppia guida non aveva portato risultati brillanti, con un titolo rimasto indietro rispetto ai rivali. Stavolta, però, la sfida è però coordinare un’espansione senza precedenti, tenendo insieme finanza, tecnologia e strategia industriale.