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Open Fiber arriva a Riccione e punta sulle aree grigie

Accordo con il comune romagnolo per una rete FTTH. E il presidente Bassanini annuncia il nuovo piano: Prevediamo di coprire le aree grigie non oggetto della gara del PNRR”

Open Fiber arriva a Riccione e punta sulle aree grigie

Prosegue il piano di Open Fiber per coprire il territorio nazionale con la fibra ottica. L’ultimo annuncio è di un accordo con il Comune di Riccione un’intesa per realizzare un’infrastruttura a banda ultralarga interamente in fibra ottica, in modalità FTTH in grado di fa navigare fino a 10 Gigabit al secondo (Fiber To The Home, la fibra che arriva direttamente all’interno di abitazioni e uffici). I lavori prenderanno il via dalla centrale della fibra ottica, per poi proseguire verso gli altri quartieri e concludersi entro 20 mesi. La rete ultraveloce sarà lunga 137 km (più della metà della nuova rete sarà composta da cavidotti e infrastrutture di rete sotterranee o aeree già esistenti) per un investimento di circa 5 milioni di euro per Open Fiber. “L’investimento su Riccione è finalizzato a realizzare una vera autostrada digitale completamente nuova e performante. Ringraziamo l’amministrazione comunale per la collaborazione e ci impegniamo ad eseguire lavori poco invasivi e in tempi rapidi”, ha commentato Vito Magliaro, Responsabile network e operations Open Fiber Emilia-Romagna.

Intanto in mattinata è intervenuto ad un convegno del Sole 24 Ore il presidente di Open Fiber Franco Bassanini, che ha parlato di come coprire le aree grigie, cioè non quelle bianche che sono le più remote e fuori mercato, bensì quelle dove c’è già un operatore di rete ma una connessione ancora non velocissima: “Siamo in un momento di cambio della struttura azionaria – ha commentato Bassanini riferendosi alla nuova governance di Open Fiber -, che si concluderà tra qualche settimana. Siamo al lavoro, in piena intesa con i nuovi azionisti, per nuovo piano che consentirà di rispondere alla di domanda fibra nelle aree grigie, che corrispondono a circa un terzo delle abitazioni italiane e a a un terzo delle imprese non coperte da Open Fiber, società che è inizialmente nata per coprire le città. Poi, purtroppo, siamo entrati in tutte le aree bianche, avendo vinto tutte le gare. Prevediamo di coprire le aree grigie non oggetto della gara del PNRR”.

Bassanini ha anche messo in evidenza che ci sono due criticità: “I colli di bottiglia sulla manodopera qualificata e non parlo solo di tecnici, ma di escavatoristi giuntisti di fibre. Il problema riguarda non solo noi, ma Telecom Italia, ed Enel. L’altro tema è quello dei colli di bottiglia della suply chain, dei semilavorati, delle materie prime e dei prodotti strategici. Ciò provoca una difficoltà a investire a gruppo come Open Fiber che deve fare i conti con una domanda sequestrata per anni”. Bassanini ha quindi detto che se le due problematiche saranno risolte, “potremo effettivamente realizzare il Piano Colao, che prevede in tutto il Paese entro il 2026 un’infrastuttura ‘high capacity’ per portare almeno un giga. Obiettivo che anticipa di qualche anno quanto previsto nei documenti comunitari”. Il presidente di Open Fiber ha infine auspicato l’uso di voucher che favoriscano la diffusione della fibra ottica. “L’Europa stessa – ha concluso – è molto favorevole alla concentrazione di voucher sulle tecnologie future, non su quelle del passato che si basano sul rame”.

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