Condividi

Nike vola a Wall Street: conti migliori delle stime, ma Cina e dazi frenano la crescita

Nike supera le attese con ricavi in crescita a 11,7 miliardi di dollari e utili a 727 milioni, ma i dazi Usa e il calo delle vendite in Cina frenano i profitti

Nike vola a Wall Street: conti migliori delle stime, ma Cina e dazi frenano la crescita

Nike vola a Wall Street oltre il 5% dopo i risultati del primo trimestre fiscale 2026. Il colosso statunitense dell’abbigliamento sportivo ha chiuso il periodo (terminato il 31 agosto 2025) con ricavi pari a 11,7 miliardi di dollari, superando nettamente le stime degli analisti, ferme a 11 miliardi (-5,1%). Il margine lordo si è attestato al 42,2%, sopra le attese di 41,7%, penalizzato però da prezzi medi più bassi, un mix di canali più ampio e dai dazi in Nord America, stimati quest’anno in 1,5 miliardi di dollari.

Nike: ricavi sopra le attese, margini sotto pressione

Nei primi tre mesi dell’anno fiscale 2026, i ricavi totali di Nike hanno raggiunto 11,7 miliardi di dollari (+1% su base reported, -1% a cambi costanti). Il margine lordo si è attestato al 42,2%, in calo di 320 punti base, a causa di prezzi medi più bassi, mix di canali più ampio e dazi più elevati in Nord America.

L’utile netto si è fermato a 727 milioni di dollari (-31%), con un utile per azione di 0,49 dollari, superiore alle previsioni di 27 centesimi. 

Il ceo Elliott Hill, tornato al timone dell’azienda per guidare la ripresa, ha commentato: “In questo trimestre Nike ha guidato i progressi nelle aree chiave di Nord America, Wholesale e Running. I risultati sono incoraggianti, ma il lavoro continua per uniformare prestazioni e canali in un contesto operativo complesso.” Hill ha sottolineato anche il successo del rinnovamento di tre linee di scarpe da running – Vomero, Structure e Pegasus – che hanno contribuito a incrementare le vendite nella categoria di oltre il 20%.

Per il trimestre in corso, l’azienda prevede un calo delle vendite a una cifra bassa (circa -3%) e una contrazione ulteriore del margine fino a 3,75 punti percentuali, confermando che la ripresa sarà graduale.

Canali di vendita e marchi

Il canale direct-to-consumer ha registrato un calo del 4% a 4,5 miliardi di dollari (3,8 miliardi di euro), con il digitale in flessione del 12% e i negozi monomarca in lieve calo dell’1%. In controtendenza, il canale wholesale cresce del 7% a 6,8 miliardi di dollari (5,8 miliardi di euro).

Il marchio Converse ha registrato un calo del 27% a 366 milioni di dollari, mentre le scorte si sono ridotte a 8,1 miliardi di dollari, in calo del 2% rispetto all’anno scorso. L’impatto dei dazi statunitensi, combinato con strategie passate incentrate sulle vendite dirette a scapito dei partner commerciali e un eccessivo focus sugli articoli di moda, ha influenzato la redditività e la presenza del brand sugli scaffali.

Sul fronte organizzativo, Hill ha avviato una ristrutturazione interna, tagliando circa l’1% del personale e riallocando 8.000 dipendenti, con l’obiettivo di rafforzare le linee sportive pur mantenendo il lifestyle come leva per ampliare la clientela femminile, anche grazie alla partnership con Skims di Kim Kardashian, che ha avuto un avvio positivo.

Performance per area geografica

Il brand Nike da solo ha registrato ricavi per 11,4 miliardi di dollari (9,7 miliardi di euro), in aumento del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il Nord America guida la crescita con un +4%, grazie al contributo di apparel +11% ed equipment +16%, mentre Europa, Medio Oriente e Africa registrano una crescita complessiva del 6%, sostenuta principalmente dall’abbigliamento. La Cina resta il mercato più debole, con un calo del 9%, in particolare nel footwear -11% e nell’equipment -32%. La liquidità complessiva dell’azienda rimane solida a 8,6 miliardi di dollari, sebbene in calo di circa 1,7 miliardi rispetto all’anno precedente.

Analisti ottimisti ma cauti

Dopo i risultati, diversi analisti hanno aggiornato i target price di Nike. Morgan Stanley ha aumentato il target a 72 dollari confermando un rating Equalweight, sottolineando la resilienza finanziaria dell’azienda e i 23 anni consecutivi di aumenti dei dividendi. Stifel ha alzato il target a 68 dollari, Hsbc a 90 dollari, mentre Rbc Capital conferma il rating Outperform con target a 90 dollari. Wells Fargo mantiene invece un rating Equal Weight con target a 60 dollari, evidenziando risultati trimestrali contrastanti.

Nonostante l’ottimismo sul breve termine, Morgan Stanley e altri osservatori restano cauti sul ritorno ai precedenti livelli di crescita e margini storici, citando un mercato globale dell’abbigliamento sportivo sempre più frammentato che potrebbe limitare il potenziale di crescita a lungo termine.

Commenta