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Nexi, terremoto ai vertici: Bernardo Mingrone nuovo ceo al posto di Paolo Bertoluzzo. Titolo giù in Borsa

La fintech italiana nomina Bernardo Mingrone nuovo ceo dopo l’uscita dei fondi Advent e Bain e il tonfo del titolo legato al piano triennale. Nel Cda entrano anche Daffina, Nazar e Velussi

Nexi, terremoto ai vertici: Bernardo Mingrone nuovo ceo al posto di Paolo Bertoluzzo. Titolo giù in Borsa

Nexi, la principale paytech italiana partecipata da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), vive una vera e propria tempesta ai vertici: Bernardo Mingrone diventa il nuovo amministratore delegato, succedendo a Paolo Bertoluzzo, che ha guidato l’azienda per dieci anni. L’annuncio, ufficializzato il 25 marzo 2026, apre una nuova fase per Nexi, in un momento delicato per il titolo a Piazza Affari. Post notizia, il titolo cede ancora: oltre il 2% scendendo sotto i 3 euro per azione.

Nexi, tempesta ai vertici: un cambio atteso, ecco perché 

La successione era nell’aria: il settore dei pagamenti sta vivendo sfide complesse, e negli ultimi anni Nexi ha registrato cali consistenti (-40% nell’ultimo anno, -83% rispetto al picco storico). Il recente piano industriale 2028 ha fatto tremare la Borsa, con un tonfo del 16,6%, accelerando la decisione di rinnovare la leadership. Inoltre, alcuni rumors – mai confermati – avevano suggerito una possibile uscita di Mingrone verso Tinexta, elemento che ha contribuito a spingere la scelta di una soluzione interna.

Il settore dei pagamenti in Europa è altamente competitivo. Nexi si confronta non solo con player consolidati come Worldline, Adyen e Stripe, ma anche con nuovi operatori digitali come Revolut. Il nuovo ceo dovrà bilanciare innovazione e consolidamento, cercando di recuperare la fiducia degli investitori e rafforzare la leadership europea del gruppo.

Nexi: assetti azionari e rinnovamento del Cda

Il cambio di azionisti ha portato anche a un rinnovamento del Cda: hanno lasciato Luca Bassi, Elena Diamina ed Enrico Trovati, mentre sono entrati come indipendenti Alessandro Rothschild (Rothschild & Co Italia), Saba Nazar (ex Bank of America) e, per H&F, Luca Velussi.

Anche la struttura azionaria del gruppo è cambiata: i fondi Bain, Advent e Clessidra, investitori storici, hanno lasciato il capitale, mentre oggi i principali soci sono Hellman & Friedman (22,23%) e Cdp (19,14%), creando terreno fertile per una successione interna e sicura.

Mingrone guida Nexi dopo dieci anni di Bertoluzzo

Bernardo Mingrone lavora in Nexi dal 2016: è stato cfo fino al 2023, poi Deputy General Manager Finance & Transformation e ceo di Nexi Payments. Ex banchiere con esperienze in Unicredit, Mps e Amundi, conosce a fondo la struttura e il funzionamento del gruppo.

“Nexi parte da fondamenta solide, con una scala unica a livello europeo, una forte capacità di generazione di cassa e un significativo potenziale di crescita”, ha dichiarato Mingrone, sottolineando la volontà di consolidare il ruolo del gruppo nell’ecosistema dei pagamenti digitali.

Paolo Bertoluzzo lascia il gruppo dopo dieci anni di trasformazioni: da una piccola realtà locale, Nexi è diventata leader europeo dei pagamenti, con operazioni strategiche come l’integrazione con SIA e la danese Nets. Bertoluzzo riceverà una buonuscita di 3 milioni di euro più i bonus maturati nel 2026. “Sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato negli ultimi 10 anni”, ha commentato Bertoluzzo, sottolineando il ruolo strategico di Nexi per il Paese e per l’Europa.

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