Condividi

Mondiali in palio: per l’Italia sfida chiave in Irlanda

La Nazionale italiana si gioca tutto a Belfast – Per andare ai Mondiali in Qatar non basta battere l’Irlanda del Nord: bisogna anche segnare più di un gol per tenere a distanza la Svizzera

Mondiali in palio: per l’Italia sfida chiave in Irlanda

Il Mondiale in palio. Questa volta non è retorica e nemmeno la banale epica sportiva della vigilia, ma la semplice e cruda realtà: a Belfast, contro l’Irlanda del Nord (ore 20.45), ci giochiamo l’accesso diretto al Qatar, anche se, purtroppo, con un orecchio teso su Lucerna, dove la Svizzera ospiterà la Bulgaria. La questione è ormai arcinota, però è bene ripeterla per focalizzarci meglio su ciò che ci aspetta: azzurri ed elvetici sono appaiati al primo posto con 15 punti, ragion per cui, a decidere chi andrà direttamente ai Mondiali e chi, invece, dovrà passare per l’incognita play-off, sarà la differenza reti, che al momento ci vede in vantaggio di due gol. Dunque vincere a Belfast diventa la base, ma è chiaro che se gli svizzeri facessero lo stesso con i bulgari bisognerebbe impugnare la calcolatrice e capire chi, al netto di gol fatti e subiti, potrà staccare il pass per il Qatar.

Situazione quasi incredibile per noi, campioni d’Europa non più tardi di 4 mesi fa e ora a rischio play-off, eppure reale al 100%, per via di un autunno non all’altezza delle aspettative generate dall’estate. Guai però a fasciarsi la testa prima di essersela rotta: l’Irlanda del Nord, al netto della suggestione George Best, occupa il 58esimo posto nel Ranking FIFA, mentre noi siamo al quarto (alla pari con la Francia terza), con il considerevole dettaglio di aver appena vinto un Europeo.



“Niente cattivi pensieri – ha tuonato Mancini in conferenza stampa – In Nazionale c’è sempre pressione, questa volta ce ne sarà forse un po’ di più ma dobbiamo cercare di rimanere concentrati su quello che dobbiamo fare. Non è una questione di fare tanti gol ma di giocare la partita, se loro non hanno concesso nessun gol in casa questo significa qualcosa. È una partita dura, ma se riusciamo a segnare più di un gol avremo più possibilità di vincere”.

Già, perché al netto di una superiorità tecnica enorme è giusto sottolineare come i nordirlandesi abbiano una peculiarità non indifferente tra le mura amiche del Windsor Park: in tre partite di qualificazione, infatti, hanno totalizzato una vittoria (venerdì con la Lituania) e due pareggi, segnando due gol e subendone zero. Non il massimo per chi, Mancini dixit, va a caccia di un successo largo, con la consapevolezza che la Svizzera, probabilmente, farà lo stesso in casa con la Bulgaria.

E dire che tutti questi discorsi non ci sarebbero stati se Jorginho avesse segnato almeno uno dei due rigori avuti proprio contro gli elvetici… Il passato non si può cancellare, il futuro però può ancora avere altre prospettive, ragion per cui a Belfast si discute sulla possibilità di cambiare rigorista, visto che l’italo-brasiliano, da specialista assoluto, è diventato fallibile, alla luce dei tre errori consecutivi dal dischetto. “Se ce ne daranno uno non lo batterò io – ha fatto sapere capitan Bonucci in conferenza stampa – Decideremo al momento, ma per ora abbiamo deciso di lasciare tutto come sempre…”. Dunque ancora Jorginho, sempre che lo stesso non decida di passare la mano e cederlo a qualcun altro.

Ad ogni modo la qualificazione non si gioca ai rigori, bensì in partita e lì l’Italia ha bisogno di ritrovare un po’ di verve in zona gol, unico vero tallone d’Achille in una squadra che gioca bene, ma che fatica a segnare. Mancini, alla luce delle tante assenze e della prova deludente di Belotti, ha in mente un 4-3-3 senza attaccante puro, con Donnarumma in porta, Di Lorenzo, Bonucci, Acerbi ed Emerson Palmieri in difesa, Barella, Jorginho e Tonali a centrocampo, Berardi, Insigne e Chiesa in attacco, anche se non è da escludere totalmente il ricorso a Scamacca.

Baraclough, nonostante la sua Irlanda del Nord non abbia più da tempo velleità di qualificazione, proverà a regalarsi una notte di gloria con un 3-5-2 con Peacock-Farrel tra i pali, Cathcart, Evans e McNair nel reparto arretrato, Ferguson, Saville, Davis, McCann e Dallas in mediana, Washington e Magennis coppia offensiva.

Dovesse andar male, è bene sottolinearlo, non saremmo fuori dal Mondiale, bensì costretti agli insidiosi play-off di fine marzo 2022. Rispetto al 2017 le regole sono cambiate, dunque non c’è più una sfida con un unico avversario, ma un vero e proprio torneo con semifinale secca (sul campo della migliore del Ranking) e finale di andata e ritorno. Tra le possibili avversarie, in attesa delle gare di stasera e domani che completeranno il quadro, c’è anche la Svezia e non serve ricordare perché vorremmo evitarla a tutti i costi. A questo però speriamo di non dover pensare mai, perché il destino è ancora nelle nostre mani e passa necessariamente da questa sera.

Commenta