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Mondiali 2026, la Spagna batte la Francia (2-0) e vola in finale: stasera Inghilterra-Argentina, Messi sfida Kane e Bellingham

La Spagna batte 2-0 la Francia con i gol di Oyarzabal e Pedro Porro e conquista la seconda finale mondiale della sua storia. Deludono i fuoriclasse francesi. Ora tocca a Inghilterra-Argentina, una sfida che va oltre la rivalità sportiva: Kane e Bellingham sfidano Messi. Probabili formazioni e dove vederla

Mondiali 2026, la Spagna batte la Francia (2-0) e vola in finale: stasera Inghilterra-Argentina, Messi sfida Kane e Bellingham

La Spagna è la prima finalista dei Mondiali 2026. La squadra di Luis de la Fuente ha battuto 2-0 la Francia nella prima semifinale, staccando il pass per l’ultimo atto del torneo. Decisive le reti di Oyarzabal, su calcio di rigore, e Pedro Porro, che hanno certificato il crollo della corazzata francese proprio sul più bello. Gli iberici tornano così a giocarsi la Coppa del Mondo sedici anni dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica. Lo fanno con una squadra giovane, brillante e sempre più matura, capace di allungare a 37 risultati utili consecutivi la propria striscia senza sconfitte. Un segnale di continuità impressionante per una nazionale che, dopo il titolo europeo, ora punta anche al titolo mondiale.

La Francia, invece, si è sciolta nella notte più importante. Il suo attacco, apparso devastante per tutto il torneo, ha prodotto appena sette tiri complessivi, di cui soltanto due nello specchio della porta. Mbappé, Dembélé, Olise, Barcola e Doué non sono riusciti a incidere, annullati dal possesso, dall’organizzazione e dalla personalità della Spagna. La squadra di De la Fuente non ha soltanto vinto: ha tolto ritmo, campo e idee a una delle nazionali più attese del Mondiale. Ha vinto da squadra.

Dopo il verdetto della prima semifinale, il Mondiale attende ora di conoscere il nome della seconda finalista. Questa sera, alle 21 ad Atlanta, Inghilterra e Argentina tornano ad affrontarsi dopo oltre vent’anni, riaprendo una rivalità che attraversa il calcio, la politica e la memoria collettiva di due Paesi. I Tre Leoni inseguono la prima finale mondiale dal 1966, l’anno dell’unico titolo conquistato nella loro storia. L’Albiceleste, campione in carica, vuole invece difendere la Coppa e confermare una tradizione impressionante: nelle cinque semifinali mondiali disputate finora non è mai stata eliminata.

Da una parte Harry Kane e Jude Bellingham, entrambi già a quota sei gol nel torneo, dall’altra Lionel Messi, ancora una volta al centro di tutto, affiancato questa volta da Julián Álvarez con Lautaro Martínez destinato alla panchina. Quello di Atlanta sarà il sesto incrocio tra Inghilterra e Argentina nella storia dei Mondiali. Ma ridurlo a un semplice dato statistico sarebbe impossibile. Ogni precedente ha lasciato immagini, polemiche e simboli rimasti impressi ben oltre il risultato.

Inghilterra-Argentina: dalle Falkland alla Mano de Dios, una rivalità oltre il calcio

Inghilterra-Argentina non è soltanto una delle grandi classiche del calcio mondiale. È una sfida in cui sport, politica e identità nazionale si sono sovrapposti per decenni. La frattura sportiva viene fatta risalire soprattutto al Mondiale del 1966. Nei quarti di finale disputati a Wembley, l’Inghilterra vinse 1-0 in una gara nervosa, segnata dall’espulsione del capitano argentino Antonio Rattín dopo un acceso confronto con l’arbitro. Al termine della partita, il ct inglese Alf Ramsey definì gli avversari “animali”, alimentando una tensione destinata a durare. Il peso della rivalità aumentò enormemente nel 1982, quando Argentina e Regno Unito combatterono per il controllo delle isole Falkland, chiamate Malvinas dagli argentini. Il conflitto durò 74 giorni e lasciò centinaia di morti, oltre a una ferita ancora presente nella memoria collettiva di entrambi i Paesi.

Quattro anni più tardi, ai Mondiali in Messico, quella tensione si trasferì sul campo. Nei quarti di finale Diego Armando Maradona segnò prima con la celebre “Mano de Dios” e poi realizzò il “Gol del Secolo”, partendo dalla propria metà campo e superando mezza squadra inglese prima di depositare il pallone in rete. L’Argentina vinse 2-1 e quella partita diventò un simbolo. Maradona spiegò in seguito che, pur avendo detto prima della gara che il calcio non aveva nulla a che fare con la guerra, i giocatori argentini sentivano il peso di ciò che era accaduto alle Malvinas e vivevano quella vittoria come una rivincita. La rivalità si riaccese nel 1998, quando l’Argentina eliminò l’Inghilterra ai rigori dopo il 2-2 dei tempi regolamentari e supplementari. La partita rimase segnata dall’espulsione di David Beckham dopo lo scontro con Diego Simeone. Quattro anni più tardi fu proprio Beckham a prendersi la rivincita, segnando su rigore il gol dell’1-0 inglese nella fase a gironi del Mondiale 2002.

Da allora le due nazionali non si sono più affrontate in una competizione ufficiale. L’ultimo precedente risale all’amichevole del novembre 2005, vinta 3-2 dall’Inghilterra. Il bilancio complessivo sorride ai Tre Leoni, che hanno perso soltanto due delle 14 sfide disputate contro l’Argentina e sono imbattuti negli ultimi cinque confronti.

Scaloni ha provato a ridurre il peso dell’attesa: “È solo una partita di calcio. Affronteremo un avversario tosto con un ottimo allenatore, nient’altro”. Una lettura che non cancella però il significato della sfida.

Inghilterra-Argentina, due squadre abituate a soffrire

L’Inghilterra è arrivata in semifinale dopo avere vinto il proprio girone e superato una fase a eliminazione diretta molto più complicata. I Tre Leoni hanno dovuto rimontare, soffrire e spingersi fino ai supplementari, trovando in Jude Bellingham l’uomo decisivo nei momenti più delicati. Il centrocampista ha già segnato sei gol, gli stessi di Harry Kane. È la prima volta nella storia dei Mondiali che una nazionale porta due propri giocatori ad almeno sei reti nella stessa edizione. Kane resta il riferimento offensivo, mentre Bellingham è diventato il giocatore capace di cambiare il volto delle partite. Alle loro spalle Tuchel dovrebbe affidarsi ancora a Saka e Gordon, con Rice e Anderson incaricati di garantire equilibrio.

L’Argentina arriva invece con sei vittorie in altrettante partite e con il miglior attacco del torneo. Anche il cammino dell’Albiceleste è stato più sofferto nella fase a eliminazione diretta, ma la squadra di Scaloni ha confermato una capacità quasi inesauribile di restare dentro le partite e risolverle nel finale o ai supplementari. Al centro di tutto resta Lionel Messi, autore di otto gol e due assist. Per il numero 10 sarà il primo confronto con l’Inghilterra: “Ho giocato contro tutti tranne che contro di loro, quindi sarà bello”. Accanto a lui dovrebbe partire Julián Álvarez, con Lautaro Martínez ancora candidato a entrare dalla panchina.

Anche le panchine possono entrare nella storia. Tuchel potrebbe diventare il quarto allenatore capace di raggiungere una finale mondiale guidando una nazionale diversa da quella del proprio Paese d’origine. Scaloni, invece, cerca la seconda finale consecutiva. La tradizione sorride all’Argentina, che ha superato tutte le cinque semifinali mondiali disputate, ma l’Inghilterra arriva ad Atlanta con una generazione ormai abituata alle grandi serate.

Inghilterra-Argentina: probabili formazioni

Tuchel dovrebbe confermare il 4-2-3-1. Pickford sarà il portiere, con Reece James, Konsa, Guehi e O’Reilly in difesa. Anderson e Rice formeranno la coppia di centrocampo, mentre Saka, Bellingham e Gordon agiranno alle spalle di Kane. Scaloni dovrebbe affidarsi al 4-1-3-2. Dibu Martínez difenderà la porta, con Molina, Romero, Lisandro Martínez e Tagliafico nella linea arretrata. Paredes sarà il vertice basso, sostenuto da De Paul, Enzo Fernández e Mac Allister. Davanti toccherà a Messi e Julián Álvarez.

Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; Reece James, Konsa, Guehi, O’Reilly; Anderson, Rice; Saka, Bellingham, Gordon; Kane. Ct Tuchel.
Argentina (4-1-3-2): Emiliano Martínez; Molina, Romero, Lisandro Martínez, Tagliafico; Paredes; De Paul, Enzo Fernández, Mac Allister; Messi, Julián Álvarez. Ct Scaloni.

Inghilterra-Argentina si gioca questa sera alle ore 21 italiane all’Atlanta Stadium. La semifinale sarà trasmessa in diretta in chiaro su Rai 1 e su Dazn. La partita potrà essere seguita anche in streaming attraverso RaiPlay.

La direzione di gara è stata affidata allo statunitense Ismail Elfath, assistito dai connazionali Corey Parker e Kyle Atkins. Il quarto ufficiale sarà l’italiano Maurizio Mariani, con Daniele Bindoni nel ruolo di assistente di riserva.

La Spagna attende di conoscere la propria avversaria in finale.

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