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Milano chiude in rosso, in evidenza Bper e Banco Bpm

Si chiude all’insegna della debolezza la penultima seduta dell’anno. L’euro forte ha penalizzato i listini europei e il rialzo di Wall Street non è riuscito a trainarli. A Piazza Affari riflettori puntati su alcune banche. In rialzo l’oro mentre il greggio ritraccia pur restando sopra 66 dollari. Fca in calo.

Milano chiude in rosso, in evidenza Bper e Banco Bpm

Euro in spolvero, banche contrastate, automobili in panne e spread in salita. La penultima seduta dell’anno, contenuta nei volumi per le festività, mostra un secondario italiano debole e Piazza Affari che chiude in calo, -0,36%, portandosi a 22.120 punti, in linea con gli altri listini europei. Francoforte -0,69%; Parigi -0,55%; Madrid -0,71%. Piatta Londra +0,03%. Nessuno stimolo arriva da Wall Street, che pure apre intonata e si mantiene al momento in territorio positivo, con Apple in ripresa. 

Il dollaro perde quota nei confronti dell’euro, mentre l’economia cresce in entrambi i continenti di riferimento. Secondo la Bce la ripresa nell’Eurozona prosegue “a ritmo sostenuto” con un “significativo miglioramento delle prospettive di crescita”. Tuttavia “un ampio grado di stimolo monetario rimane necessario”, a fronte di un’inflazione che rimane moderata e deve ancora mostrare “segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo”. D’altra parte l’indice di Chicago rivela che nella regione le cose vanno meglio del previsto. La moneta unica si apprezza dello 0,44% contro il biglietto verde e per comprarla ci vogliono 1,195 dollari. 

Il petrolio resta sui massimi dal 2015, anche se scivola leggermente: Brent 65,86 dollari al barile -0,2. Il dato sulle scorte settimanali Usa risulta migliore delle attese. Prosegue la marcia dell’oro, 1294,9655 dollari l’oncia, +0,61%. Ma è il rame il protagonista di queste sedute di fine anno e continua a migliorare i suoi risultati, portandosi ai massimi da 4 anni.

Sul fronte dei Bond governativi si registra il rialzo del rendimento del Btp decennale, 1,96% e l’impennata dello spread con il Bund a 150.50 punti, +4,44%, in linea con il resto del comparto europeo. Le incognite del 2018 sono tante, soprattutto per l’Italia, a partire da quelle politiche con le elezioni fra pochi mesi. Oggi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è salito al Quirinale per avviare l’iter di scioglimento delle Camere. 

Le blue chip protagoniste della seduta, in positivo, sono le banche, ex popolari: Bper +2,75%; Banco Bpm +2,07%. In ordine sparso gli altri istituti di credito. Risale un po’ Unicredit +0,25%; perde Intesa -0,99%; arretra leggermente  Ubi -0,27%. Fuori dal listino principale inverte la rotta Banca Carige che guadagna l‘1,22% dopo il crollo di ieri, superiore al 6%.

Fra i titoli big benino Generali +0,92% e Pirelli +0,84%. Svetta di nuovo Moncler +1,07%, che si porta a 26,4 euro per azione. L’altra faccia della medaglia mostra Fca, -1,68%, in fondo al paniere. Vale la pena di ricordare però che la casa italoamericana è quella che ha guadagnato di più sul Ftse Mib nell’arco di un anno. In scia Ferrari -0,79% e Cnh -0,88%. Debole l’energia con Enel -0,95% e Tenaris -0,89%. 

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