In vetta tra le polemiche. Il Milan batte la Lazio (1-0) e sale al comando della classifica, ma i biancocelesti schiumano di rabbia per la decisione dell’arbitro Collu di non concedere un rigore per un braccio di Pavlovic in pieno recupero. Discussioni a parte, i rossoneri si godono il primato con la consapevolezza di aver sofferto tanto, in perfetto stile “cortomuso”: Maignan para, Leao segna, Allegri (espulso per proteste) sorride. Sabato di festa anche per la Juventus, tornata a vincere anche in campionato grazie al 2-1 sul Cagliari: protagonista assoluto Yildiz, autore di una doppietta che ha tolto le castagne dal fuoco a Spalletti.
Ma la classifica, evidentemente, è ancora parziale. All’appello, infatti, mancano ancora le gare odierne, su tutte Pisa-Inter (ore 15) e Roma-Napoli (20.45), ma anche Lecce-Torino (12.30) e Atalanta-Fiorentina (18).
Milan – Lazio 1-0: Allegri in vetta con Leao, Sarri furioso con l’arbitro Collu
Il Milan piega la Lazio e sale in vetta per una notte, al termine di una partita divisa in due: un primo tempo inguardabile, lento, timido, con Maignan unica certezza a cui aggrapparsi e una ripresa molto più feroce, sbloccata da un’azione da manuale chiusa da Leao. Allegri, senza Pulisic, aveva scelto Nkunku accanto al portoghese e confermato Bartesaghi a sinistra; Sarri, decimato, aveva puntato su Pellegrini terzino e Vecino davanti alla difesa. Tutte scelte che però si sono sciolte in un primo tempo impastato, senza coraggio, in cui nessuno voleva davvero prendersi la responsabilità di accendere la gara. E dire che dopo 80 secondi Maignan aveva già tolto dal sette un colpo di testa di Gila e Saelemaekers aveva avuto subito una chance per il vantaggio. Il Milan, costretto a palleggiare più del solito dall’atteggiamento basso della Lazio, ha sbattuto su limiti noti: fase offensiva poco fluida, zero tiri in porta nei primi 45’, Leao e Nkunku a pestarsi i piedi facendo gli stessi movimenti e qualche sbavatura inattesa persino da Modric. La partita cambia al 52’ quando i rossoneri costruiscono una bella azione e Leao la finalizza da centravanti vero.
Sarri prova a rialzare la squadra con Dele-Bashiru e Castellanos, mentre il Milan entra nella fase sofferenza-controllo: concede poco, ma nell’ultimo quarto d’ora resta con il fiato corto di fronte a una Lazio sempre più arrembante. Poi, il caos in pieno recupero: cross da sinistra, girata di Romagnoli, pallone che sbatte sul gomito largo di Pavlovic. Le panchine esplodono, Allegri perde la testa e viene espulso, il vice di Sarri che lo segue fuori, Collu richiamato al monitor da Lissone. Ma la sentenza, dopo un lungo check, sorride al Diavolo: fallo su Pavlovic prima del tocco di mano, niente rigore. Il Milan sorride e si gode vittoria e primato, la Lazio schiuma di rabbia e si chiude in un silenzio stampa piuttosto significativo. Giovedì all’Olimpico, in Coppa Italia, c’è da scommettere che si respirerà un’aria decisamente tesa…
Allegri: “Tre punti importanti, continuiamo così. Il rigore? Non ho offeso l’arbitro”
“Nel primo tempo abbiamo avuto difficoltà perché la Lazio ha pressato molto e non ha dato linee di passaggio – l’analisi di Allegri -. Nella ripresa, noi abbiamo aumentato i giri del motore e loro sono calati, con situazioni favorevoli anche prima del gol. Ora bisogna mantenere questo entusiasmo e questa umiltà, con la voglia di giocare da squadra. Questi tre punti sono importanti perché sono tre in meno che bisogna fare per rientrare in Champions. Adesso bisogna concentrarsi prima sulla Coppa Italia e poi sulle sei partite rimanenti. La classifica è spaccata a metà, quindi è un campionato strano e bisogna fare più punti possibile perché in una giornata può cambiare tutto. Il rigore? Collu era l’arbitro anche contro la Cremonese. Gli ho detto ‘tutte le volte che ci sei tu succede sempre un casino’, ma non l’ho assolutamente offeso”.
La Lazio, in silenzio stampa per protesta, si affida ai social: “Le immagini parlano per noi”
“Ci dispiace non andare in sala stampa, le immagini parlano per noi“. Questo il pensiero della Lazio, affidato al profilo ufficiale X, il tutto coadiuvato dal video del discusso episodio. Il nervosismo finale, evidentemente, ha indotto il club a scegliere il silenzio davanti a microfoni e taccuini, nel tentativo di evitare dichiarazioni infuocate che avrebbero potuto peggiorare la situazione. Sarri, peraltro, aveva già tuonato contro gli arbitri subito dopo la sconfitta contro l’Inter, trovando però l’opposizione dei suoi stessi dirigenti. Che questa volta, almeno a giudicare dal tweet, si sono invece schierati con lui.
Juventus – Cagliari 2-1: Spalletti si rialza anche in campionato grazie a Yildiz
La Juve fa due su due in una settimana che rischiava di diventare un bivio e invece si trasforma in una boccata d’ossigeno. Dopo il colpo in Champions contro il Bodo/Glimt, i bianconeri di Spalletti battono 2-1 il Cagliari e rialzano finalmente la testa anche in Serie A, salendo a quota 23 punti e rimettendosi in scia al treno europeo. È un successo costruito con pazienza, qualche sofferenza e un protagonista che ormai non sorprende più: Kenan Yildiz, due gol in 45 minuti e la sensazione netta che la Juve abbia trovato il suo faro creativo.
Spalletti cambia poco rispetto alla coppa: Perin nuovamente titolare, Vlahovic recuperato, trequarti affidata a Yildiz e Conceiçao, con McKennie e Kostic larghi (ma il serbo vivrà una serata complicata). Dall’altra parte Pisacane, senza Mina e a digiuno di vittorie da settembre, si affida alla coppia Esposito-Borrelli con l’idea di colpire sulle ripartenze. L’inizio è di marca bianconera, ma al 26’ Palestra fa a fette Kostic con una facilità quasi crudele e mette dentro un pallone che Esposito deve solo spingere in rete. Neanche il tempo di far partire la contestazione dello Stadium che la Juve risponde: Thuram strappa centralmente, Yildiz attacca l’area col tempo giusto e fa 1-1. L’onda lunga del gol riapre tutto: Vlahovic prova un diagonale mancino, ma subito dopo chiede il cambio per un fastidio muscolare (dentro David), Caprile blocca un colpo di testa di Conceiçao, McKennie si divora il sorpasso, poi in pieno recupero Yildiz si inventa il 2-1 con un sinistro chirurgico.
La ripresa si apre con due paratone: Caprile nega il gol a Conceiçao, Perin risponde su Idrissi. Il Cagliari prova ad alzarsi e a prendersi il pareggio, ma la Juve ha campo da attaccare e una manovra più fluida. Koopmeiners e Conceiçao sfiorano il 3-1, Felici prova a richiamare Perin agli straordinari, Gaetano ci va vicino di testa allo scadere, poi lo Stadium può finalmente respirare. Finisce 2-1 ed è la prima vittoria di Spalletti allo Stadium, un segnale di vita in un autunno complicato. La Juve non è ancora guarita, ma almeno ha ritrovato un protagonista come Yildiz. E per ora è più che sufficiente.
Spalletti: “Siamo entrati in campo timidi, poi ci siamo svegliati. Yildiz? È di livello extra-top”
“Siamo entrati in campo timidi e facevamo delle cose scolastiche, da noi ci si aspetta cose migliori – ha spiegato Spalletti -. Poi metti gli avversari in condizione di fare gol e a quel punto ti rendi conto che devi fare le cose diversamente. Siamo andati ad acchiappare situazioni a livello Juve. Yildiz è quello che fa la differenza e ti spacca in due la partita. Dopo il gol la squadra ha fatto bene, ma non siamo stati così cattivi da concretizzare tutto quello che ci siamo creati. Il Cagliari ha fatto una partita importante, ma noi abbiamo vinto meritatamente. Se non fai gol in quelle situazioni dove puoi concretizzare è chiaro che gli altri si rendono pericolosi. Yildiz? Ha la qualità del campione di crearti una vittoria dal nulla. Nello stretto sa quando fare il tocco in più, ma ancora deve migliorare in alcune scelte. Questa doppia versione di comportamento la può ancora migliorare, ma è di livello extra top”.
Roma – Napoli (ore 20.45, Dazn)
Profumo di scudetto. Roma-Napoli non può essere decisiva, ma è indubbio che possa ridisegnare la vetta del campionato, attualmente occupata dal Milan. Conte e Gasperini ci arrivano con buone sensazioni, sospinti dai successi in campionato e in Europa. Il Napoli ha ritrovato spinta ed estro grazie al passaggio al 3-4-2-1 con Lang e Neres, mentre la Roma ha trasformato la sua solidità difensiva (la migliore nei top cinque campionati) in qualcosa che finalmente assomiglia a un attacco funzionante, come dimostrano i sette gol segnati nelle ultime tre partite.
Conte non cambierà nulla, mantenendo Hojlund come riferimento in attacco e Lang e Neres a orbitargli intorno, poi centrocampo con Di Lorenzo, Lobotka, McTominay e Olivera e difesa a tre con Buongiorno, Beukema e Rrahmani. Anche Gasperini non toccherà la sua struttura difensiva: Svilar in porta, poi Mancini, Ndicka e Hermoso, con Celik e Wesley a scendere e salire come quinti. Davanti, invece, qualche dubbio in più, ma la sensazione è che alla fine si opterà per il “finto nove”, con uno tra Dybala e Baldanzi supportato da Soulé e Pellegrini. In mezzo al campo Manu Kone è il perno intoccabile, intorno a cui si deve costruire tutto: la botta alla caviglia rimediata in Europa League non ha lasciato strascichi e il francese sarà regolarmente in campo.
C’è poi la sfida nella sfida tra Gasperini e Conte, con il tecnico giallorosso che spera di cambiare una storia fin qui negativa: nei dieci precedenti, infatti, ha raccolto solo due vittorie (l’ultima in Napoli-Atalanta 0-3 della scorsa stagione), due pareggi e sei sconfitte. Un ruolino che l’azzurro spera di migliorare ancora, in una notte che potrebbe rivelarsi molto indicativa nella corsa scudetto.
Pisa – Inter (ore 15, Dazn)
L’Inter arriva a Pisa con l’urgenza di cancellare i due ko con Milan e Atletico Madrid, perché se è vero che nei novanta minuti i nerazzurri non hanno fatto così male, è altrettanto vero che la classifica non conosce attenuanti e il saldo delle ultime due uscite dice zero punti. Una situazione che pesa, soprattutto in un gruppo che ogni tanto si porta dietro quei cali di tensione diventati quasi un marchio degli ultimi mesi. E il Pisa, per come ha già fatto sudare Roma e Napoli e fermato Lazio, Milan, Atalanta e Fiorentina, è uno di quelli avversari da non sottovalutare, pena rischiare una clamorosa beffa.
Chivu in settimana ha ritrovato quasi tutto il gruppo. Zielinski, che a Madrid aveva firmato il pari prima di fermarsi, si è allenato regolarmente e ora è in corsa per un posto da mezz’ala sinistra accanto a Barella e Calhanoglu, con Sucic che però continua a bussare forte per una maglia. In mezzo al campo potrebbe cambiare tanto anche l’eventuale rientro di Mkhitaryan, che si è rivisto in gruppo dopo lo stop di Napoli. Rimane fuori il solo Dumfries, ma la tabella di recupero è incoraggiante: l’olandese dovrebbe rientrare per Como o, al massimo, per la notte di Champions contro il Liverpool. A destra stavolta toccherà con ogni probabilità a Luis Henrique, dopo che per due partite Chivu aveva preferito adattare Carlos Augusto: l’ex Marsiglia è ancora un oggetto misterioso e la gara odierna può diventare la sua occasione. In difesa e in attacco, invece, nessuna novità. La linea a tre, a protezione della porta di Sommer, sarà composta da Akanji, Acerbi e Bastoni, mentre davanti spazio nuovamente alla Thu-La, con i riflettori puntati su Lautaro: l’argentino, dopo due sostituzioni consecutive, ha voglia di segnare e zittire tutte le critiche.