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Meloni al bivio: con Trump o con l’Europa? Sempre più complicato l’equilibrismo della premier che oggi riceve Zelensky

Oggi la premier riceve il presidente ucraino Zelensky che prima sarà ricevuto da Papa Leone XIV. Meloni deve scegliere tra Usa e Europa per sostenere l’Ucraina: operazione sempre più complessa

Meloni al bivio: con Trump o con l’Europa? Sempre più complicato l’equilibrismo della premier che oggi riceve Zelensky

Volodymyr Zelensky arriva a Roma dove incontrerà in mattinata Papa Leone XIV e nel pomeriggio, alle 15, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sono ore cruciali per Kiev, con il suo presidente che dopo Londra e Bruxelles, fa tappa anche a Palazzo Chigi per cercare di tenere unita l’Europa, ma anche di convincere gli alleati del Vecchio Continente a supportarlo nel suo sempre più difficile “no” alla cessione di territori, che invece gli Stati Uniti considerano ormai scontata.

Meloni: “Unità di vedute Ue-Usa è fondamentale”

La premier lunedì non ha partecipato alla riunione tra Zelensky, il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, tenutasi al numero 10 di Downing Street, ma ha preso parte in videocall al briefing avvenuto subito dopo, assieme ai leader di Danimarca, Finlandia e Polonia. “La Presidente Meloni ha nuovamente posto l’accento sull’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e Stati Uniti per il raggiungimento di una pace giusta e duratura in Ucraina” – ha detto Meloni in una nota pubblicata al termine della riunione.“Fondamentale è aumentare il livello di convergenza su temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei, come la definizione di solide garanzie di sicurezza e l’individuazione di misure condivise a sostegno dell’Ucraina e della sua ricostruzione”, ha aggiunto.

Meloni tra Usa e Ue: un equilibrio sempre più precario

Nonostante i continui attacchi di Trump all’Europa, la presidente del Consiglio non intende dunque rompere il legame “privilegiato” – come viene definito da molti osservatori” – che la lega all’inquilino della Casa Bianca. Senza di lui, l’Europa sarebbe “scoperta”, ripete, senza contare che da tempo ormai la premier punta proprio sul suo rapporto con gli Usa per accrescere il proprio capitale politico. Diventa però di sempre più difficile restare in equilibrio tra l’intransigenza statunitense, che un giorno sì e l’altro pure sfocia in accuse nei confronti di un’Europa (mai verso la Russia però), che secondo lui rischierebbe addirittura la cancellazione della sua civiltà, e la volontà di tenere salda un’Unione sempre più debole e divisa, evitando in parallelo che l’Ucraina venga abbandonata a se stessa.

A parole, la premier ha sempre condiviso le posizioni di Macron, Starmer e &Co, che anche ieri hanno ribadito di non aver alcuna intenzione di “svendere l’Ucraina”, costringendola a cedere anche i territori del Donbass che ancora controlla, come vorrebbe Trump. Nei fatti però Meloni evita di prendere apertamente posizione, sperando forse che il “profilo basso” sia utile per portare il presidente Usa a “più miti consigli” a microfoni spenti. Peccato che ad oggi, la strategia sembra aver dato ben pochi frutti e che Trump, al contrario, sia di giorno in giorno sempre più intenzionato a chiudere la partita ucraina, facendo alla Russia concessioni che fino a pochi mesi fa sembravano impensabili.

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