Il contributo di banche e assicurazioni alla manovra non sarà una tantum. È la più rilevante – ma non l’unica – novità che emerge dal Documento programmatico di bilancio inviato nella notte alla Commissione europea e al Parlamento italiano e consultabile sul sito del ministero dell’Economia. Il testo conferma inoltre che la sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile dal 1° gennaio 2027 varrà solo per i lavoratori che svolgono attività gravose e usuranti e promette sconti fiscali sul salario accessorio dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, ma anche risorse per caregiver e lavoratrici con almeno due figli.
Banche e assicurazioni
Per il 2026, banche e assicurazioni dovranno sborsare complessivamente 4,4 miliardi. Risorse che, insieme alla rimodulazione del Pnrr, concorreranno “al finanziamento della manovra, sul versante delle entrate”, si legge nel Documento di finanza pubblica. Nel dettaglio “le misure a carico del settore finanziario e assicurativo” ammonteranno, allo 0,19% del Pil nel 2026 e nel 2027 (4,3 miliardi l’anno) e allo 0,10% (2,3 miliardi) nel 2028. In totale nel triennio si arriverà dunque a 11 miliardi di euro.
Ma la novità più importante arriva dalla tabella del Dpb relativa all’impatto delle misure che indica chiaramente che il contributo di banche e assicurazioni non sarà una tantum. Si presuppone quindi che le misure allo studio del governo abbiano carattere strutturale nonostante la forte resistenza del settore finanziario, con l’Abi che due giorni fa si è detta favorevole al rinvio delle Dta già stabilito dalla legge di Bilancio dello scorso anno, restituendo al mittente qualsiasi ipotesi che implichi misure che abbiano un impatto sul conto economico delle banche o sul loro capitale. Ci sarà tempo fino a domani (o al massimo fino a lunedì) per trattare, ma nel frattempo i titoli degli istituti di credito continuano a perdere terreno in Borsa.
“Il nodo riguarda l’indisponibilità delle banche a contribuire con ulteriori misure, oltre al differimento delle Dta. Tra le ipotesi circolate e che non sarebbe gradita dal settore, c’è quella di svincolare con una tassazione più favorevole gli utili non distribuiti nel 2023. Se obbligatoria, la misura non piace alle banche, ma facoltativa non garantirebbe gettito per le coperture”, spiegano gli analisti di Intermonte.
Le altre coperture
Per coprire le misure contenute nella manovra, ai 4,4 miliardi provenienti da banche e assicurazioni si aggiungeranno 7 miliardi di euro derivanti dalla rimodulazione del Pnrr e oltre 2 miliardi dai tagli ai ministeri. Rivedere il Piano nazionale di ripresa e resilienza consentirà infatti al governo di incassare lo 0,22% del Pil il prossimo anno, pari a circa 5 miliardi di euro, lo 0,03% nel 2027 e lo 0,02% nel 2028. I tagli ai ministeri valgono invece lo 0,1% del Pil nel 2026, lo 0,11% l’anno successivo e lo 0,14% nel 2028. Tradotto in cifre: 2,3, 2,5 e 3,2 miliardi di euro.
Taglio Irpef: benefici limitati per i redditi più alti
Confermata la sterilizzazione per i redditi più alti dei benefici fiscali derivanti dal taglio della seconda aliquota Irpef dal 35 al 33%, anche se sono ancora da definire i limiti. “In materia di fisco, prosegue il percorso di riduzione della tassazione sui redditi da lavoro che il Governo sta portando avanti dall’inizio della legislatura. In particolare, la manovra riduce la seconda aliquota Irpef che, dall’attuale 35 per cento passa al 33 per cento, limitando i benefici per i redditi più alti”, dice il Dpb.
Gli sconti sul salario accessorio dei dipendenti pubblici
Per i dipendenti privati, dal 1° gennaio 2026, potrebbe arrivare una “flat tax del 10% sugli aumenti di retribuzione stabiliti col rinnovo dei contratti nazionali. Ma il Dpb prevede novità anche per i dipendenti pubblici. “Al fine di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e salario nel settore privato, sono previsti specifici interventi di carattere fiscale per i lavoratori dipendenti in materia di rinnovo dei contratti e premi di risultato. Per le medesime finalità, nel settore pubblico, si prevede una misura di agevolazione fiscale sul trattamento accessorio”, si legge nel Documento programmatico di bilancio.
Lavori gravosi e usuranti: stop all’aumento dell’età pensionabile
Il provvedimento inviato dal governo a Bruxelles, conferma le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni. Lo stop all’aumento di tre mesi dell’età pensionabile che scatterà il 1° gennaio del 2027 riguarderà solo pochissimi lavoratori. Nel dettaglio, “con riferimento alle pensioni, nel biennio 2027-2028, si conferma, ad esclusione dei lavori gravosi e usuranti, l’aumento graduale dei requisiti di accesso al pensionamento connessi all’adeguamento all’aspettativa di vita”, si legge. Finiscono dunque in soffitta le ipotesi relative allo stop di un mese all’anno per tutti circolate nei giorni scorsi.
Risorse per caregiver e lavoratrici con almeno 2 figli
In materia di politiche sociali, e al fine di potenziare il sostegno alle famiglie, il Documento programmatico di bilancio stabilisce il rifinanziamento per il 2026 e il 2027 della “Carta dedicata a te” destinata all’acquisto di beni alimentari di prima necessità. “Specifiche risorse sono destinate al completamento della riforma del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare”. Stabilito anche il potenziamento per il prossimo anno della misura già prevista nel 2025 per le lavoratrici madri di due o più figli titolari di reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro su base annua.
Imprese: confermato il superammortamento
Torna il superammortamento per il sostegno delle imprese e per l’innovazione: il valore complessivo è di 4 miliardi di euro per il 2026. “Nell’ambito degli interventi finalizzati al sostegno delle imprese e, più in generale, all’innovazione, oltre al credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (Zes) e a quello per le zone logistiche semplificate (Zls), è prevista una specifica misura per favorire gli investimenti in beni materiali attraverso la maggiorazione del costo di acquisizione valido ai fini del loro ammortamento. Sono, inoltre, finanziati i contratti di sviluppo e la “Nuova Sabatini”, si legge nel Dpb. “Credo che la via dell’iper e superammortamento sia una buona via, che comunque aiuta le nostre imprese”, ha detto ieri il numero uno di Confindustria, Emanuele Orsini, commentando la manovra.
Prevista, inoltre, la propria al 31 dicembre 2026, della sterilizzazione della plastic tax e della sugar tax.
I bonus edilizi e la revisione Isee
“Sono prorogate al 2026, alle stesse condizioni previste per l’anno 2025, le disposizioni in materia di detrazione delle spese sostenute per interventi edilizi e le misure di esenzione ai fini Irpef dei redditi dominicali e agrari”, sottolinea il documento. Tradotto: il bonus ristrutturazioni resta al 50% sulla prima casa e al 36% dalla seconda casa in poi.
Il Dpb “al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate”, conferma inoltre l’introduzione di una una revisione della disciplina per il calcolo dell’Isee, prevedendo “maggiorazioni delle scale di equivalenza per i nuclei familiari con due o più figli e l’innalzamento della soglia di esclusione della casa di abitazione”, che sarà fissata con ogni probabilità tra i 75mila (richiesta di Fdi) e i 100mila euro (richiesta della Lega).
Le spese per la Difesa
Nel Documento di finanza pubblica si parla anche di spese per la Difesa. “Come chiarito nel Dpfp, il 29 luglio l’Italia ha già espresso l’interesse a fare ricorso allo strumento finanziario europeo Safe (Security action for europe), per un ammontare pari a circa 15 miliardi”, si legge nel testo.
“L’impegno a incrementare, in coerenza con quanto concordato a livello internazionale, il livello della spesa per la difesa e la sicurezza nazionale così come indicato nel Dpfp, per un ammontare massimo pari allo 0,5 per cento del Pil nel 2028, è stato confermato dalle risoluzioni con le quali il Parlamento ha approvato Il suddetto Documento”, aggiunge il Dpb. “Tale aumento – si prosegue – garantirebbe il rispetto degli impegni assunti in ambito internazionale e sarebbe compatibile con il mantenimento del rapporto deficit/Pil al di sotto della soglia del 3 per cento lungo tutto l’orizzonte considerato. La valutazione sulla richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale è rimandata a una fase successiva, tenuto anche conto dell’obiettivo di uscire dalla Procedura per Disavanzi Eccessivi”.