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Maltempo in Italia, verso lo stato di emergenza in 5 regioni dalla Lombardia alla Sicilia: la decisione oggi in Cdm

Il governo è pronto a dichiarare lo stato d’emergenza per Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Sicilia. Danni per centinaia di milioni tra le alluvioni al Nord e gli incendi al Sud

Maltempo in Italia, verso lo stato di emergenza in 5 regioni dalla Lombardia alla Sicilia: la decisione oggi in Cdm

L’Italia soffre tra grandine e violenti temporali al Nord, caldo afoso e incendi al Sud. E mentre le regioni fanno la conta dei danni a edifici, infrastrutture e all’agricoltura e il bilancio delle vittime (dirette o indirette) sale a 5 morti, il governo è pronto a dichiarare lo stato d’emergenza per Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Sicilia. “Quello che sta accadendo al Nord ed al Sud sono le due facce di una stessa medaglia: il cambiamento climatico”, lo ha dichiarato il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci. E ha aggiunto: “in questo momento dobbiamo tentare di salvare il salvabile. C’è una coincidenza di elementi che rende la situazione molto complessa. È una delle giornate più difficile dal punto di vista climatico degli ultimi anni. La forza della natura tende a sopraffare quella dell’uomo”.

Secondo una stima preliminare la Lombardia ha subito oltre 41,4 milioni di euro di danni: di cui 24,7 per il comparto pubblico e 16,7 per il comparto privato. Ma il presidente della Regione Attilio Fontana stima il danno in oltre 100 milioni di euro: “mancano ancora le segnalazioni degli eventi degli ultimi giorni e di quelli in corso”. In Friuli Venezia-Giulia le grandinate hanno distrutto quasi l’80% dei raccolti per un danno preliminare stimato in 150 milioni di euro. E mentre il Nord annega, il Sud brucia. In Sicilia gli incendi hanno distrutto migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea, oltre a edifici privati e monumenti: come il quattrocentesco convento di Santa Maria di Gesù a Palermo.

Cos’è lo stato d’emergenza e come funziona

Lo stato d’emergenza è una misura prevista dalla legge 225/1992 e può essere proclamato in caso di eventi eccezionali, come terremoti alluvioni o come avvenuto in occasione del Covid-19. Viene deliberato dal Consiglio dei ministri su proposta del premier, di un ministro con portafoglio o dal presidente di una Regione che ha subito i danni. Dura un anno ed è prorogabile per altri 12 mesi. Con lo stato d’emergenza si va a snellire l’iter burocratico per mettere in campo le risorse per affrontare i problemi, anche tramite lo stanziamento di fondi straordinari.

Lombardia

Alberi sradicati, auto distrutte e strade allagate. Una nottata tragica – quella tra lunedì 24 e martedì 25 luglio – per gran parte della Lombardia, inclusa Milano: in 10 minuti sono caduti 40mm di acqua su tutta la città. Da una prima stima fatta insieme agli operatori commerciali i danni per il commercio milanese si aggirano intorno ai 2 milioni di euro. Ci sono state segnalazioni di tetti scoperchiati, dovute alle forti raffiche di vento (a 100 chilometri all’ora) che hanno anche sfondato o fatto spalancare le finestre di casa con conseguenti allagamenti.

La rete di superficie dei mezzi pubblici va a singhiozzo: a causa dei danni subiti dalle linee ma soprattutto degli alberi caduti (si parla di oltre 350) sulle strade che hanno compromesso la normale viabilità. Poi il temporale ha danneggiato diversi dehors di bar e ristoranti, mentre moto e biciclette sono stati spazzati a terra dal vento. E poi ci sono i danni all’attrattività della città, le scuole, i centri estivi e i parchi chiusi per esaminare gli interventi da programmare con maggiore priorità. Chiusi ancora molti musei.

Veneto

Anche in Veneto è in corso la ricognizione dei danni a causa del maltempo. La regione è stata “bombardata”, ha detto il presidente, Luca Zaia: “Servono ristori economici per i territori del colpiti: è quello che chiederemo allo Stato”. Oltre allo stato d’emergenza di Protezione Civile per tutti i danni a cose e persone, “avanzeremo la richiesta di stato di calamità per quanto riguarda l’agricoltura: in particolar modo si chiede che si intervenga con fondi per far fronte a questi danni, ma anche con tutta una serie di moratorie e aiuti per le aziende agricole rispetto alle scadenze e alla fiscalità”, ha concluso Zaia.

Friuli-Venezia Giulia

Anche in Friuli-Venezia Giulia temporali e venti forti hanno martoriato la regione. In particolare, Udine. Sono caduti alberi e i tetti di diverse abitazioni sono state scoperchiate. La grandine ha bombardato case e auto, sfondando parabrezza di centinaia di macchine. Danni anche alle linee elettriche, con blackout in diverse zone della regione.

Forti disagi anche alla circolazione. Diverse strade bloccate a causa della presenza di rami e alberi caduti; nella zona di Mortegliano i semafori erano tutti saltati. Il vento ha fatto volare via anche diversi cartelli stradali.

“Stiamo firmando lo stato di emergenza, la regione è fortemente colpita. Interverremo per dare riposte rapide ed efficienti. Stiamo scrivendo un emendamento da 50 milioni di euro e sono fiducioso che anche Roma metterà in campo risorse per fronteggiare la situazione. Partiranno, in coordinamento con i Comuni, i sopralluoghi sul territorio per verificare i danni. Il comparto agricolo rischia di essere pesantemente penalizzato”, ha detto Giulia Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia.

Emilia-Romagna

Il maltempo non risparmia neppure l’Emilia-Romagna, in particolare le zone già devastate dall’alluvione del mese scorso. Anche qui strade interrotte da alberi caduti e da centinaia di bidoni dell’immondizia esposti all’esterno delle abitazioni per la raccolta porta a porta.

Il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha annunciato già la richiesta dello stato d’emergenza dopo i nubifragi di sabato scorso, in modo da “intervenire al più presto e in maniera efficace per ripristinare quanto distrutto e garantire i rimborsi”.

Sicilia

Drammatica la situazione in Sicilia assediata dalle fiamme. “Sono in attesa – ha spiegato il governatore della regione, Renato Schifani – della relazione da parte della Protezione civile sugli incendi. Ci sono danni ingenti ancora non quantificabili e numerosi roghi ancora attivi. Confido – ha aggiunto – in un rapido e positivo riscontro da parte del governo nazionale, di modo che si possa cominciare al più presto a pianificare i primi interventi”.

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