La Cina in un modo o nell’altro continua a essere nel cuore delle maison del lusso. Mentre si vedono segnali incoraggianti di un ritorno degli acquisti da parte dei consumatori cinesi per i prodotti delle grandi maison, Lvmh decide di incoraggiarli ulteriormente aprendo nuovi negozi proprio in Cina, mentre un fondo di private equity cinese sembra voglia mettere le mani su Golden Goose, l’azienda veneta che produce le scarpe indossate dalle stars.
Lvmh approfitterà delle giornate festive di dicembre per aprire importanti negozi in Cina, ma sta valutando di espandersi ulteriormente in zona, dopo aver riscontrato che i marchi di fascia alta mostrano i primi segnali di una ripresa delle vendite. Dopo anni dedicati allo sviluppo, quattro marchi del gruppo Lvmh (Louis Vuitton, Dior, Tiffany e Loro Piana) apriranno negozi multipiano a Pechino a dicembre, riporta Bloomberg.
Il conglomerato del lusso, fondato dal miliardario Bernard Arnault, è anche in trattative con Swire per aprire un nuovo negozio per Christian Dior, il suo secondo marchio di moda più grande dopo Louis Vuitton, in uno dei centri commerciali più prestigiosi del costruttore a Shanghai. Il negozio potrebbe aprire già nel 2027 all’interno di HKRI Taikoo Hui (una joint venture tra Swire e HKR International Ltd) adiacente a un mega spazio Louis Vuitton a forma di nave da crociera.
Recentemente sono arrivati segnali che il rallentamento del settore del lusso in Cina potrebbe aver raggiunto il fondo. Louis Vuitton Moët Hennessy è tornata a crescere nel terzo trimestre, mentre Kering, proprietaria di Gucci, ha riportato un calo delle vendite inferiore alle aspettative, e i leader globali del commercio al dettaglio hanno espresso un certo ottimismo sulla ripresa in uno dei loro mercati più critici.
L’apertura dei nuovi negozi di Pechino, i cui lavori di costruzione sono iniziati all’inizio del 2023, rappresenterebbe uno dei lanci più importanti di Lvmh degli ultimi anni. Sarà un indicatore chiave della ripresa del settore del lusso in Cina, dicono gli analisti, dopo che lo scorso anno il settore ha visto le vendite crollare fino al 20%. Le prospettive economiche cinesi rimangono incerte, con le vendite al dettaglio che a settembre hanno registrato il ritmo di crescita più lento di quest’anno.
Golden Goose nel mirino del fondo di private equity cinese che offre oltre 2,5 miliardi
Intanto sulle sneaker Golden Goose che stanno pensando a un riassetto azionario, sono in corso trattative per il passaggio di mano del brand dall’attuale azionista Permira al fondo di private equity cinese HongShan Capital (Hsc) con una valutazione superiore a 2,5 miliardi di euro, secondo il Sole 24 Ore. Al lavoro per costruire l’operazione, alle battute finali, c’è JP Morgan dovrebbe anche finanziarla in un pool con altre banche.
Golden Goose, che ha deciso il rinvio dell’Ipo un anno e mezzo fa, nel tempo ha visto diversi player interessarsi alla sua forte espansione da quando venne fondata nel 2000 a Marghera da Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, diventando un caso di studio. Nata in ambito artigianale con un giro d’affari di pochi milioni e il focus sull’ abbigliamento prêt-à-porter, è poi diventata un marchio del lusso “casual” con le sue sneakers dal look volutamente vissuto. Un primo riassetto c’è nel 2013, quando il fondo italiano Dgpa Sgr acquisisce una partecipazione.
Nel maggio del 2015, il fondo belga Ergon Capital Partners acquisisce la maggioranza (75%) del marchio, lasciando ai fondatori una quota residua. Nel 2017, poi, il gruppo statunitense The Carlyle Group rileva l’azienda, per rivenderla tre anni dopo, nel febbraio 2020, in pieno inizio della pandemia, al fondo Permira.