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Lo spread in rialzo, i tassi Btp al record e lo stop al Pil frenano la Borsa

Tassi ai massimi nell’asta dei Btp decennali e quinquennali e il differenziale Btp-Bund torna sopra quota 310 – Seduta in altalena per la Borsa che si raffredda dopo l’annuncio dell’Istat sullo stop alla crescita del Pil dopo 3 anni e chiude a -0,22% – Balzo in controtendenza di Pirelli, Recordati, Tim, Mediaset e Banco Bpm – Wall Street recupera

Lo spread in rialzo, i tassi Btp al record e lo stop al Pil frenano la Borsa

Stagna l’economia italiana nel terzo trimestre e la fiducia appena ritrovata sui mercati lascia spazio a nuovi dubbi. Piazza Affari perde lo 0,22%. quanto basta per scendere sotto quota 19mila, a 18.998 punti; pesante Fiat dopo i conti, -3,22%. E lo spread s’impenna: 311.50 punti base (+8,20%), con il rendimento del Btp 10 anni al 3,49%. La debolezza della carta italiana s’intensifica nel finale, ma parte già del dato Istat sulla crescita, ferma nel terzo trimestre rispetto al trimestre precedente, dopo tre anni di espansione. Una dinamica che complica i piani del governo, alle prese con una manovra 2019 bocciata dalla Commissione UE. Il 2018 potrebbe chiudersi con un pil intorno a +1%, più basso del target di +1,2% indicato da Conte. Schizzano anche i rendimenti a medio e lungo termine nel collocamento di fine mese. Buona la domanda, ma i rendimenti dei titoli decennali e quinquennali salgono rispettivamente al 3,36% (massimo da febbraio 2014) e al 2,58% (top da dicembre 2013).

In ordine sparso gli altri listini europei. Perdono Francoforte -0,42%, Parigi -0,22%, Madrid -0,17%, anche a seguito della crescita deludente del pil della zona euro, +0,2% contro +0,4% atteso (+1,7% la variazione annua). Per lo stesso motivo la moneta unica, già gravata dal peso delle tante tensioni in atto, resta debole nei confronti del dollaro, con il cambio in zona 1,136.

Moderatamente positiva Londra +0,13%; in netto rialzo Zurigo +1,08%.

Wall Street sale nella mattinata americana, dopo le perdite di ieri, sostenuta da alcune trimestrali e dal rimbalzo del settore tecnologico in attesa dei conti di Facebook a mercati chiusi. La guerra commerciale incombe come una nuvola carica di grandine, ma qualcuno vede una schiarita nelle parole di Donald Trump, deciso a siglare “un grande accordo con la Cina”, benché pronto a mettere in campo altri dazi.

Sono in calo le materie prime. Fra i metalli l’oro scende in area 1225 dollari l’oncia, mentre il petrolio, tipo Brent, perde l‘1,62% e scende a 76,09 dollari al barile.

In Piazza Affari la blue chip peggiore di oggi è Fca (-3,22%), che vive una seduta sull’ottovolante dopo i dati trimestrali e nonostante il pagamento di un dividendo straordinario di 2 mld di euro a seguito della vendita di Magneti Marelli.

Bene invece Recordati, +2,08%, che nel trimestre mostra utili e ricavi in crescita.

Gli acquisti sostengono Telecom, +2,02%, mentre in cda si discute la cessione di Persidera. Regina del listino è Pirelli, +2,96%; bene Mediaset +1,44%. Contrastate le banche; gli acquisti si riversano su Banco Bpm +1,66%.

Le vendite penalizzano Leonardo, -1,51%, per il secondo giorno consecutivo, a seguito dell’incidente a un elicottero Agusta Westland AW169 sabato sera dopo il decollo dal King Power Stadium. Si registra inoltre l’indiscrezione stampa che la società sia sul punto di entrare nella newco per rilanciare Alitalia.

Perdono A2a -1,94%, Poste -2,21%, Tenaris -1,09%.

Fuori dal paniere principale si afferma Saras, +2%, dopo i risultati dei nove mesi ieri. Kepler Cheuvreux alza la raccomandazione sul titolo a “buy” da “hold”.

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